lunedì 8 marzo 2010

Gara SE: San Bartolomeo

Day 3
Premetto che parto dal Day 3 perché i Day 1 e 2 li ho scritti venerdì e sabato offline (non avevo la connessione a internet), ma siccome il succo del discorso è la giornata di gara, parto direttamente da questa.

La mia prima gara di Superenduro è stata portata a termine.

Questo era il mio obiettivo primario. Poi c'era quello di scendere sotto i 10' in tutte le prove. Ma purtroppo non ci sono riuscito. Vediamo di ricapitolare un po' com'è andata la gara.

Trasferimento 1
C'è un cambio di programma, quindi ogni trasferimento può durare al massimo 1h10'. Per me mezza tragedia, perché 1h30' mi lasciava dei buoni margini, mentre questi 20' in meno mi imparanoiano.
Parto comunque rilassato.
Mi passano in diecimila.
Quasi verso la fine, non mi sento più rilassato. Perciò comincio a pedalare più forte ed arrivo comunque con circa 5' di anticipo. La maggior parte del tempo la perdo a cercare di infilare tutto dentro lo zaino, che pesa circa 100kg, pieno com'è di roba. Inutile. Ok, sono pronto per la prima Prova Speciale.

PS1
"202 (il mio numero n.d.r.), preparati".
Mi preparo. Però mi sono dimenticato di una cosa fondamentale: cambiare la corona da quella piccola a quella grande, perché se lo faccio in corsa mi cade.
In panico, cerco di cambiarla.
"202, vai!"
Ed ovviamente la catena cade.
Butto giù la bici e comincio a smanettare. "Dai, tanto ha visto che m'è caduta la catena, mi abbuonerà qualche secondo". La rimetto su. "Ok, sono pronto". "Ma sei già partito da un po'".
Cazzo.
Parto.
Pedalopedalopedalo, spingo a più non posso ed ovviamente sbaglio anche a più non posso. Passo a lato di un salto che durante le prove ho sempre fatto semplicemente perché non lo riconosco e non so come va a finire. "Scusate", chiedo a quelli che erano lì a fare foto"
"Non preoccuparti, tranquillo", mi rispondono.
A metà il fiatone è un doppio fiatone.
Pezzo in salita, pedalopedalo.
Passaggio interessante, perdo il pedale sinistro, faccio casino ma riesco a stare in piedi. Poco dopo la mia linea passa all'esterno. Ovviamente all'esterno c'è un tizio che sta cambiando camera d'aria. "Cazzo, devo chiudere la curva". Piede giù, curva stretta e sensibile rallentamento.
Il fondo è un po' viscido qua e là, ma regge abbastanza. Certo, nelle curve un po' più piatte e bagnate la ruota dietro va dove vuole, ma pazienza, l'importante è tenere la bici in piedi.
La prova finisce.
Guardo il mio orologio, un po' dopo aver passato l'arrivo, e vedo che segna circa 9 minuti (non avevo fatto partire il cronometro, purtroppo). Potenzialmente un 8 minuti. "Beh, vedrò dopo la classifica".

Trasferimento 2
Forte della paranoia quasi al termine del primo trasferimento, decido di salire più deciso. Più deciso durante tutta la salita comunque significa circa 10' di anticipo, non di più.

PS2
La prova meno facile.
Cambio cambiato in anticipo, quindi parto normalmente.
Scendo, scendo e scendo. Evito un salto che se preso piano non vale la pena; se preso medio ti rilancia verso l'alto perché atterri sul rilancio e rischi di volare via (provato venerdì sulla mia pelle); se preso forte tutto ok. Io non so cosa sia forte, quindi evito.
Scendo, scendo e scendo.
Passo un tizio. Passo il secondo. Passo il terzo. Il quarto non mi lascia passare (anche perché non è un punto dove risulta facile far passare qualcuno) e mi rallenta per una buona trentina di secondi. Fortunatamente incrociamo un quinto ed entrambi si fanno da parte per lasciarmi passare.
Scivola qua, scivola là, arrivo al ripido tra pietre. Esito mezzo secondo, ma poi mollo e vado giù.
Tempo ufficiale: 9'03". 4 secondi meglio di venerdì, su asciutto. Tra tutti, riesco a stare sotto i primi 100. "Obiettivo conquistato!"

PS2 rientro
Rientrando dalla PS2, sento un dolorino alla gamba. E parte il crampo. Mezzo crampo, a dire la verità. Gli do botte, stiro di qua e di là. E riesco ad arrivare di nuovo alla partenza.
Stretch stretch, banana banana, stretch stretch.

Trasferimento 3
Il più pesante. Ma fa niente, dopo c'è un'altra discesa, quindi ne vale la pena.
Prendo una bustina di Enervit (regalo dell'organizzazione) e me la mando giù.
I crampi magicamente spariscono ed io riesco a salire normalmente. Nonostante abbia spinto a mano qualche pezzo abbondante, arrivo con 4' di anticipo.
Mi preparo in fretta e furia e mi reco sulla linea di partenza.

PS3
"Ah! Ecco il 202! Dai, che tra poco vai".
"Cinque secondi"
Abbasso lo sguardo. E ovviamente la catena è sulla corona più piccola.
"Oh cazzo, non di nuovo!"
"Vai"
Parto al rallentatore, sperando che così la catena riesca a cambiare decentemente.
Niente da fare, cade di nuovo.
Spingo la bici a mano fino ad arrivare alla discesa vera e propria. E lì butto al bici a terra e rimetto su la catena
Parto.
Fortunatamente non arriva ancora nessuno.
Questa è la prova più scorrevole, più veloce. Però è anche quella che ha ben tre rilanci e mezzo (leggi: pezzi da pedalare) in salita.
Pompo, pompo, salto, salto.
Ed ecco il primo rilancio. Marcia più leggera possibile senza cambiare corona, pedalo e salgo.
Pedalo, pedalo e ricomincio a scendere.
Sorpasso uno. Sorpasso due.
Ma poco dopo ecco il secondo rilancio. Stavolta non ce la faccio proprio, quindi scendo e spingo la bici a mano. E colui che poco prima ho sorpassato, mi risorpassa. Pedalando.
Riparte la discesa.
Spingo e spingo, ma ho perso davvero tantissimo tempo.
Nemmeno il tempo di dire "Yo, what the hell!" ed ecco il terzo rilancio.
Piango.
Provo a pedalare ma ecco il crampo.
Butto la bici a lato e faccio stretching.
Due giovani commissari mi rivolgono un rassicurante "Da qui è tutta discesa, vai tranquillo".
Ma non è vero, perché alla fine arriva il mezzo rilancio.
Scendo dalla bici e spingo. Di nuovo.
Tempo totale: circa 12'.

Alla fine, mi piazzo ultracentenario (non so esattamente dove, ma penso nella seconda metà del centinaio). E penso che la prossima volta non potrò farmi trovare così impreparato: non esiste che tutto ciò che guadagno in discesa lo perda nei rilanci. Non esiste che sorpasso qualcuno solo per farmi risorpassare pochi metri più avanti perché devo scendere a spingere a mano.

C'è ancora tanto da lavorare. Sulla tecnica e sul modo di affrontare alcuni passaggi. Ma anche sulle gambe. Soprattutto perché settimana prossima ho la prima gara DH.

Ed ora, retrospettiva Day 1 e 2.

Day 1
Eccomi nel letto della stanzina che Finale Freeride affitta ai bikers che vengono in queste zone a girare. Sono distrutto. No, di più. Sono distrutto di più, dopo aver provato le tre salite e le tre prove speciali in vista della gara di dopodomani.

Come ogni volta che si viene fin qua a girare, la sveglia, stamane, era puntata alle 5.30.
Dopo circa 2h45' quasi ininterrotte in auto, sono arrivato a San Bartolomeo. Il tempo promette bene, quindi penso proprio che, almeno per oggi, non tirerò fuori il k-way, che tanto ripara dall'acqua ma altrettanto mi lascia bagnato di sudore (cazzo, è di plastica, si crea 'sto microclima da foresta pluviale, con umidità che scommetto toccheranno il 101%).
Parcheggio la macchina vicino alle risalite della PS1 e PS2 perché sono furbo e so che arriverò qua al termine della PS2. Mi vesto con molta calma - sono da solo e nessuno mi corre dietro.. perlomeno non oggi.

Comincio a pedalare.
Il ritmo è.. diciamo.. sub-blando: una media di circa 7km/h, perché non devo fare il superuomo (come cerco di fare sempre) e arrivare su in tempo record. Il ritmo è dettato dalla frase: "Finché non sento fatica, tengo questa velocità". Infatti appena magari comincio a spingere di più, sentendo un minimo di fatichina (ma proprio minimo minimo), rallento e torno ai 7/8km/h.
E arrivo all'inizio delle PS1 e PS2 (partono dallo stesso punto).
"Beh, dai, 45' per salire più mettiamocene 10' perché non sono partito proprio dall'inizio inizio, per difetto sono salito in 1h".. il che mi lascia 30' per prepararmi alla PS. E mi fa pensare pure "Beh, 30' sono tanti, poi mi impigrisco, tanto vale salire a 6km/h, così fatico meno ancora".

Incontro due ragazzi, che mi dicono che fanno la PS2 ("Azz, volevo fare la PS1, ma vabbè, dai, vengo con voi"). Partono. Io pure, ma ovviamente la catena cade e rimango da solo. Meglio così perché due volte durante la discesa mi sono fermato, per riprovare un paio di pezzi. Praticamente tutto quello che ho "studiato" rivedendo i video è come svanito, perché durante la discesa non riesco a ripensare al percorso, talmente sono impegnato a farlo in quel momento.
9'07", cronometrati un po' alla cazzo di cane, come sempre, ma obiettivo -10' per la PS2 raggiunto!

Mi rivesto e ricomincio a salire.
Anche questa volta i tempi sono identici. Solo che mi sono stancato un pochino di più.

Mi preparo per la PS1 e scendo. Stavolta, però, qualcosina riesco a pensare, mentre scendo, e quindi alcuni passaggi mi vengono decentemente. Forse è tutta questione di rodaggio - ma anche di esperienza, che non ho - perciò devo solo avere fiducia. Per contro, sbaglio un passaggio che avevo ripetuto tre volte settimana scorsa, come se non l'avessi mai fatto. Bah.
Alla fine della PS, si scende ancora un pezzo su di una gippabile e poi c'è una salita abbastanza pesantuccia. Quindi scendo e spingo. Solo che sento un dolorino al quadricipite.. un dolorino tipo "Ciao, sono un crampo, sto per venire!". Allora mi fermo, stiro il quadricipite, vado in paranoia.
Mi consolo guardando il cronometro (sempre usato alla pene di canide): 7'45". Anche qui, obiettivo -10' raggiunto!
Stavolta mi fermo in un negozietto e compro tre banane, del cioccolato, e comincio a bere come un dannato, sperando che il crampo non si faccia vivo. Mi riposo un bel po', diciamo almeno mezz'oretta, che, ovviamente, in gara non potrei fare. Ma amen.

Parto per la terza salita. E questa pesta di brutto, ma di brutto brutto.
E' più lunga delle prime due e, soprattutto, in alcuni punti è pesante (anche perché ovviamente non ho l'allenamento adatto per una cosa del genere). Più volte mi trovo costretto a fermarmi per riprendere energie. Velocità media bassissima, intorno ai 6km/h, ma devo solo ringraziare di arrivare, finalmente, all'antenna, dopo circa 1h05' a pedalare. Aggiungiamoci un 10' perché anche qua non sono partito proprio dall'inizio. Ah, dimenticavo, sono arrivato all'antenna ridendo, perché ho comunque raggiunto un obiettivo per me valido.
Se rispettassi questi tempi, avrei 15' per riposare (senza però considerare che ho riposato abbastanza a lungo prima!).
A livello teorico, fare le precedenti salite con più calma potrebbe aiutarmi nel risultato finale.
Mi preparo e sopraggiunge un altro rider, il padre di Ugo di Brescia, così facciamo la discesa insieme.

Nella prima parte, in salita, va avanti e penso "Ecco, anche stavolta mi faccio la discesa da solo". Io pedalo, pedalo ma nel frattempo dico "Minchia, minchia" perché le forze sono ormai andate a farsi un giro da qualche altra parte. Ma per fortuna arrivo all'inizio della parte in discesa.
E Padre di Ugo di Brescia è lì, che mi ha aspettato. Gentile.
Partiamo quindi insieme, ma lui, per sua ammissione, va meglio in salita (ha anche 55 anni e scusate se è poco!), quindi a un certo punto mi lascia passare. E io vado.
Finché non arriva la parte dove, porco d'un cazzo, si deve pedalare di nuovo. Mio dio. "Minchia, minchia" anche qua, a velocità superlativamente infime, col rapporto più agile possibile, salgo e continuo con "Minchia, minchia". Fortuna che finisce la salita e ricomincia la discesa.
Vado.
Ma porca di una miseriazza, un altro pezzo da pedalare!!!!!!!! Velocità meno che infima, tutto ciò che ho guadagnato in discesa la perdo in questi due pezzi pedalati. E sento il dolore al quadricipite rifarsi vivo, quindi tento di spingere di più con la gamba sinistra e di non spingere con quella destra.
"Minchia, minchia".
Ovviamente la PS non può finire in discesa. No, deve finire in salita.
Fanculo.
Finisco e poco dopo arriva Padre di Ugo di Brescia. Che ovviamente, essendo forte sui pedali, ha recuperato quasi tutto il tempo.
Che nervi che non ho avuto più le forze per rilanciare.
Tempo finale: 11'09".. obiettivo -10' sforatissimo.
Con un totale di circa 28', sono riuscito almeno a portare a termine tutto il giro (nonostante la pausa prima della PS3).

Che dire.. più o meno ci sono, ho avuto abbastanza forza per poter almeno finire il percorso, anche se, a dirla tutta, i punti pedalati presenti in due delle tre prove mi hanno messo definitivamente in crisi, facendomi procedere quasi in retromarcia.

Vediamo se la Red Bull che mi porterò dietro il giorno della gara mi sarà d'aiuto.

Ora al ristorante a mangiare spaghetti ai frutti di mare, bere un paio di birre e, perché, un po' di vino. Tanto domani riposo.

Day 2
Sveglia involontaria alle 8.30, dopo essere andato a dormire alle 22.30, come i nonni.

Faccio colazione in centro a Finale Ligure - focaccia, torta di mele e caffè americano - e poi torno in stanza, dove finisco di vedere Requiem for a dream e comincio The Big Lebowski, che però è corrotto e l'audio non è sincronizzato e quindi mollo il colpo.
Mangio una pasta col sugo di pomodoro pronto, prendo l'auto e mi dirigo a San Bartolomeo, per andare a fare il controllo tessera.

Arrivo alle 13.30 circa. Ovviamente non c'è ancora quasi nulla.
Guardandomi in giro, riconosco Andrea Mocellin, col quale ogni tanto ho girato. Gran manico della DH. Vado a salutarlo e chiacchieriamo qualche minuto. Nel frattempo arriva anche Giulio Valfré, altro manico della Superenduro e facciamo due chiacchiere. Mentre parliamo, dietro di noi appare Lorenzo Suding, campione italiano di DH, che prenderà anch'egli parte alla gara. Con lui non ci chiacchiero perché non lo conosco, ma noto che sorseggia un po' di Moretti. Poi con Andrea e un altro ragazzo vanno a farsi la PS2 (meccanizzata). No, non so se avete capito: s'è bevuto un po' di birra e poi va a fare una discesa. Se lo facessi io sarei fuori pista ogni 10 metri.

Anche Giulio va per la sua strada e quindi io me ne vado a fare un giro. Fino alle 16.30 circa. Girando un po' in bici, un po' a piedi, facendo un po' di spesa (un sacchetto di cagatine = €19.. diciamo che non è una città economica!) per cenare stasera e colazionare domattina.

Vado al banchetto, che finalmente è aperto, e mi danno il numero 202. Palindromo. Mi piace. Guardo la lista per curiosità e vedo Suding e Giuffré tra i primi partenti (ovviamente quelli forti partono tra i primi 30), più tanti altri nomi noti. A seguire, poi, gli altri atleti (non so se anche per i successivi 30 l'ordine di partenza dipenda dalle capacità o dalla casualità, ma il fatto che Mocellin abbia un numero più alto del mio (partirà dopo di me, ma nemmeno troppo dopo), mi fa propendere per la casualità. E mi fa pensare che probabilmente sarò uno dei tanti che gli dovrà lasciare strada. Fosse stato per me, l'avrei messo tra i primi, altroché. Più che altro perché partendo così indietro sono sicurissimo che incrocerà tanta gente davanti a sé.

Stasera direi pasta (di nuovo) al sugo pronto di pomodoro, con aggiuntina di mozzarella, stavolta. Poi magari una tazza di latte con cereali, un Buondì al cioccolato e poi dentro al sacco a pelo, per finire di vedere "The curious case of Benjamin Button", che ho mollato a un terzo qualche settimana fa.

Eppoi a nanna, che domani c'è il briefing alle 9. E la mia partenza dovrebbe essere intorno alle 10.30. Tipo un'oretta e mezza al freddo.
Ehm. Che bello. Mi rifugierò in auto.

Buona serata!

3 commenti:

  1. e bravo il masa!!!!
    consiglio tecnico: dotarsi di tendicatena con deragliatore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  2. Bravissimo e bel racconto. Anch'io suggerisco un bel tendicatena o perlomeno una registratina pre-gara, eh ?

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  3. complimenti, bel racconto!

    PS. Giulio di cognome fa Valfrè..... ;-)

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