lunedì 9 agosto 2010

Vacanze - Day 1 - Arrivo e niente più

Con un giorno di ritardo copincollo quello che ho scritto ieri.

Sono proprio contento d'aver prenotato un albergo perché qua (ora sono a Châtel) non è come da noi, che ti piazzi dove ti pare e via: qua sono dei piccoli paesini pieni di negozi, di gente, di viavai, e quindi mi sento come se fossi in giro per Milano e pensassi "Dai, va', parcheggio il Doblò qui in corso Buenos Aires e dormo".
Ora sono in un posto infestato da milioni di insetti, con un fiumiciattolo poco più giù che fa scroshscrosh (meno male che ho i tappi), automobili che continuamente sfilano dietro di me e pure una casetta qui a lato.. insomma, tutt'altra cosa rispetto alla quiete dei miei vecchi accampamenti casuali (in particolare mi viene in mente Molini di Triora). Oltretutto la precarietà del mio materassino (messo a caso, strettissimo tra borsoni e bici) mi fa intuire la nottata che passerò, dato che per risparmiare spazio non mi sono nemmeno portato il cuscino.

Sto solo aspettando che cali la notte, così me la metto dietro alle spalle e sarà solo l'ennesimo simpatico episodio da raccontare per farsi due risate. No, non ora. Ora proprio non sto ridendo.

Cazzo.

Sì, sono proprio contento d'aver prenotato un albergo.

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