Pistino inaugurato. Forse avrei dovuto lasciarlo asciugare un po' dopo la pioggia di ieri notte, ma non ho resistito. Sono andato in modalità esplorazione (caschetto aperto e ginocchiere, nient'altro) perché poi ho proseguito nell'esplorazione della nuova zona in cui abito, ma non è una scusante. Capirete poi perché.
Ho avuto la conferma di qualcosa che già si era fatto strada nella mia mente: ho gli occhi più grandi dello stomaco. Il pistino è di un ripido e stretto che nonostante sia lungo solo qualche centinaio di metri qualche pezzo l'ho fatto con il piede giù e altri pezzi con tutt'e due i piedi giù e il culo fisso sopra la ruota posteriore.
Andiamo con ordine.
L'inizio ha questa curva verso destra con una bella radice viscida, quindi va presa larga e in contropendenza. Il ripido subito dopo è proprio ripido, ma fortunatamente c'è l'appoggio che ti tiene dentro. Solo che la parte finale è un po' deboluccia, quindi la sfondo al quindi tentativo. Lo sistemerò poi.
Vado avanti e arrivo alla seconda parte (praticamente la prima parte dura 10 secondi in sella!). L'inizio è ripido, ma proprio ripido ripido e l'appoggio serve a poco o nulla, perché la curva verso sinistra è talmente netta e in salita che praticamente quasi ti fermi. O meglio, non è in salita, ma è in supercontropendenza e stretta e con curva subito dopo a destra strettissima e pendentissima che sinceramente mi sono cagato addosso e sono andato giù con i piedi a terra e il culo sul posteriore (tipo con le braccia tese che nemmeno le corde di uno Stradivari), dritto dritto DENTRO l'appoggio. Vabbè.
Mi raddrizzo e riparto. Parte in contropendenza che a farla a piedi dici "Eh, è in contropendenza", mentre a farla in bici è "Occazzocazzocazzocazzo". Alla curva successiva, strettissima che nemmeno il culo di un mulo, mi impianticchio di nuovo e via, riparto.
E praticamente è tutto così fino alla parte finale, che inizia ripida come un'asse per stirare messa in verticale. Appoggino inutile che tanto non ho sfruttato perché sono arrivato a mezzo all'ora tutto frenato coi piedi per terra e il culo sul posteriore (di nuovo) e mi sono immesso nella parte finale. Anche qua, culo sul posteriore ed entrambe la gambe giù. Come se fosse la prima volta in bici, per dio!
C'è poco da fare: è troppo verticale, troppo stretta, troppo che non puoi mollare perché non ti fermi più e DEVI fermarti perché se non ti fermi e cadi rotoli fino in fondo oppure vai a sbattere contro non uno ma sei alberi.
Ho creato un mostro. E ho pure scoperto di avere il dono di farmi cagare addosso da solo con le piste che io stesso costruisco.
Ci tornerò col terreno asciutto, vediamo se migliora o se peggiora, ma sinceramente l'ho visto da secco, quel terreno, e temo sia bello.. scivoloso.
Aiuto..
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