Dopo una bella sessione di discesa freeride in quel di Finale Ligure al sabato, domenica, svegliatomi troppo tardi per andare a Como dai fratelli Di, vado in solitaria sul Sange.
La distruzione è totale, fisicamente sono a pezzi dal giorno prima ma è ora di riprendere a pedalare in salita, in vista delle gare di Superenduro, che prenderanno il via a marzo.
Dopo qualche pausa dettata dall'abnorme fatica fisica, riesco ad arrivare all'ultima curva prima della cima e lì proprio le gambe cedono, perciò spingo per qualcosa come 200 metri, risalgo in sella e arrivo finalmente a destinazione. Dopo 15 minuti a cercare di sistemare la sella, mi lancio giù per la discesa, dopo aver guardato la linea dove passare. Ovviamente non ci passo e subito mi rendo conto che mi fanno ancora male le mani dal giorno prima e che, nonostante abbia fatto una pedalata, è pur sempre la mia prima discesa. Che è sempre uno schifo.
La pressione delle gomme è ancora alta dal giorno prima (siamo intorno ai 2.50 o 2.60), ma stavolta, in un percorso decisamente più scassato rispetto a quelli di Finale Ligure, li sento moltissimo: senza alcun dubbio, la prossima volta tenterò con una pressione più bassa. Capisco che il minimo indicato dalla Maxxis sia 2.50, ma io con i miei 60kg mi ritrovo completamente a rimbalzare di qua e di là, per non parlare poi della ruota posteriore che se ne va dove vuole.
Insomma, la salita è stata un mezzo disastro; la discesa un totale disastro.
Ma è stata la prima salita dopo tantissimo tempo e la prima (e unica) discesa della giornata, quindi ci sta tutto.
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