Ieri sera, nella mia notturna del giovedì, ho avuto un'esperienza strana.
Innanzitutto, dopo aver scoperto che da qualche mese giravo con il propedal tutto chiuso, ho fatto il mio solito giro, però col propedal aspetto.
La prima discesa lasciamo perdere: ho fatto un sentiero nuovo, che avevo fatto settimana scorsa in compagnia e che non mi era piaciuto molto in quanto esposto. Infatti l'ho trovato di nuovo esposto (strano!) e i freni sono rimasti tirati per quasi tutto il tempo.
Beh, ci può stare: da solo, di notte, su sentiero non conosciuto, esposto (ho troppo paura dell'esposto).
Poi me ne sono tornato al solito giro, un giro direi xc con qualche spunto enduro.
I freni, questi sconosciuti: ormai conosco questi sentieri, non ci sono pendenze particolari. Questo significa nuove velocità per me. E dopo aver rischiato di finire a terra malamente due volte nel giro di pochi minuti mi sono reso conto che non frenare, propedal aperto e ritorno veloce al massimo non vanno d'accordo. Perciò ho rallentato un po' il ritorno ed effettivamente la differenza l'ho sentita.
Pompando e saltellando, poi, sono atterrato con l'anteriore su un pietrone e il mio petto si è ritrovato un po' troppo vicino al manubrio (per fortuna la velocità ha permesso alla bici di andare oltre senza impuntare), anche perché non essendoci pendenze particolari guido molto avanzato, schiacciando l'anteriore come non ci fosse un domani.
Credo che questo nuovo giro (incluso quindi il sentiero esposto) diventerà il mio giro da notturna solitaria (magari un giorno vado a vedermi l'esposto con la luce, dai).
Mi sono gasato molto: sono dell'idea che se rischi qualcosa vuol dire che stai spingendo più del solito e quindi che stai alzando il livello. O almeno è quello che mi piace pensare.
Lasciatemelo fare, perché mi gaso. Mi spavento, anche, però quell'urletto solitario nel silenzio notturno del bosco, dopo che hai rischiato, ha la sua importanza: l'importanza del gasamento.
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