Che schifo. La peggior gara DH (di tre, poi, che non ne ho fatte così tante) fatta finora, con un risultato pessimo. Andiamo con ordine.Sabato
Io e Ricky Di arriviamo verso le 11, dopo aver attraversato Torino e aver fatto dodicimila km su una strada provinciale perché non abbiamo preso l'autostrada. Dato che Ricky non ha ancora la bici, decidiamo di farci la pista a piedi, quindi saliamo e cominciamo a scendere. Per una volta, quindi, sono io a urlare "Bella Yari" anziché il contrario, quando lo vedo passare con la helmet cam. Scendi qua, scendi là, arriviamo giù e sono arrivati tutti gli altri del team, così possiamo cominciare a provare.
Ovviamente in bici non ricordo assolutamente nulla di quello che ho appena visto a piedi. Nessuna novità, comunque.
Riusciamo più o meno a fare tre discese, poi arriva la pioggia quindi andiamo a cambiare le gomme. Ovviamente la seggiovia chiude e quindi non si gira più. Fine delle prove.
Dopo cena vediamo una ragazza andare sul panettone finale (clicca per vedere un breve video), quindi decido che anche io voglio chiuderlo, dato che non ci sono ancora riuscito: io e i salti proprio non ci vogliamo ancora bene. Dopo qualcosa come 10 tentativi, finalmente lo chiudo. Due volte. Il bello è che non faccio niente di che, solo non freno (o freno poco) prima di prendere il kick. Il salto è talmente semplice che si chiude da sé. E io, come mi fa notare Andrea Di, sono totalmente passivo nel salto. Ma è già qualcosa, perché non sono mai stato così tanto tempo e così a lungo con le ruote staccate dal suolo. Il che la dice lunga su quanto io salti.
Una birretta media e poi a nanna.
Domenica mattinaMi sveglio stanchissimo. Ma proprio stanchissimo. E magari anche la birretta al volo fa la sua parte.
Fa un freddo cane e mi copro come posso col k-way. La prima discesa è un disastro totale: sono rigido come un pezzo di legno. Sono stanco, ho freddo e sono freddo.
Fortunatamente, discesa dopo discesa (per un totale di quattro.. e se non ricordo male chiudo il panettone 3 volte su 4), mi riprendo e scendo decentemente. Anche oggi, però, come ieri, non riesco a portare a termine tutta la discesa in un botto. Tanto so che durante la gara riuscirò a farlo. Perlomeno mi è sempre andata così.
Prima manche
Parto e sbaglio tutto: non me la sento di prendere rischi (inteso come cadere e perdere tempo), perciò faccio linee diverse da quelle provate in due giorni, che mi sembrano meno rischiose. E questo è un grosso errore: se provo qualcosa DEVO fare quello e non altro, perché che senso ha, sennò, provare? Sbaglio tantissimo finché, all'ennesima linea diversa da quella provata, mi scivola via la bici da sotto. Niente di che, non perdo tantissimo tempo (5/6 secondi al massimo) e arrivo giù. Il panettone lo chiudo e ormai mi sento un pro.. proino, diciamo. Proinoino. Con un tempo di 5'16", sono un po' deluso (volevo finire ALMENO con a 5'12"). Non importa, tanto c'è la seconda manche.
Seconda mancheParto e stavolta faccio più o meno tutto come voglio farlo. Prendo un taglio che ho provato solo una volta, ma questa manche è "rischiamocela tutta". Praticamente mi blocco in uscita dal taglio, ma non fa niente. Riparto un po' a fatica e arrivo al salto del fiumiciattolo che atterra su un buco di fango. Lo evito, come ho fatto finora, ma dato che sto spingendo, vado giù per quella discesa un po' troppo veloce rispetto alle mie capacità e prendo la curva successiva troppo stretta. Dovrei passare sopra al bancale e nella mia mente è tutto un "Dai, sul bancale, sul bancale" ma sono in leggera contropendenza su terreno sdrucciolevole, non mi sento di buttare giù la bici e quindi finisco a sinistra del bancale, nel fossetto. La bici si blocca, io salto in avanti e tento di rimanere in piedi correndo, ma dopo tre falcate cado e rotolo (voglio vedere voi correre a quella velocità). Grazie, paraschiena! Mi rialzo e corro in salita qualcosa come 5 metri per riprendere la bici. E perdo un sacco di tempo. Ma non importa, posso ancora farcela. Vado avanti qualche curva e stupidamente arrivo troppo forte (sempre per le mie capacità) dentro a una curva nemmeno troppo curvosa. Esco dalla pista, mi faccio qualche metro nell'erba e riesco a fermare la bici. Mi giro per vedere se arriva quello dietro di me. Niente. Comincio a sentire dentro di me una vocina che mi dice "Ehi, power, ormai è andata, fail" e quindi valuto se ritirarmi dalla gara. E continuo a perdere tempo. Ma alla fine mi ributto in pista (tanto quello dietro ancora non arriva) e continuo la gara. Faccio l'ultima parte un po' troppo piano (sono stanco e demoralizzato, ormai) finché, in una curva stretta, chiudo troppo lo sterzo e cado per la terza volta. Stavolta sento che sta arrivando quello dietro, quindi con calma raccolgo la bici e mi sposto per lasciarlo passare. Appena passa mi ributto in pista nel tentativo almeno di riprenderlo, ma non ci riesco, nonostante lui non sia così veloce. Evidentemente non ci sono proprio più né con la testa né col corpo. Se quello del pubblico che mi ha urlato "Dai che lo prendi!" avesse saputo che in verità io ero il sorpassato.. Arrivo in fondo e nemmeno chiudo il panettone. La voce di Ugo De Cresi che annuncia il mio tempone di 5'40" e spiccioli non mi arriva come una sorpresa, viste le cadute.
Non ho sottomano le classifiche, ma mi consola il non essere finito ultimo nonostante io sia stato alla terra come il maiale sta al suo fango. Mi consola meno che altre persone, cadendo, hanno fatto comunque tempi power.
La sfida con Fasana - e adesso anche con Andrea Di - è ancora aperta, anche se purtroppo il divario tra noi si sta piano piano allargando. Maledizione.
Ah, per chi si chiedesse cosa c'entra la marmotta.. vi dico solo di notare la similitudine tra la mia posizione in bici e il simpatico animaletto.
bella lì ueda, non mollare maiugo de cresi
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