lunedì 22 febbraio 2010

Quei ripidi metri

Uscita domenicale con Omar. E primo ritorno al Pianeta Terra, dopo aver passato gli ultimi mesi su percorsi non proprio impegnativi.

Sul monte di Adro, si sale chi a spinta (Omar) e chi pedalando (il sottoscritto) su questa gippabile che è un misto tra fango e.. FANGO! Qui, mi informa Omar, spesso e volentieri gira Mattia, la punta del Giangi's team (gran manico). Ed è davvero un bell'allenamento: il percorso, anche se breve, ricorda molto la Laghetto del Pian delle Betulle, ed io ho enormi problemi a scendere, figurarsi a tentare di scendere fluidi.

"La prima volta per me è sempre terribile", mi ripeto, ma la delusione è cocente: dopo aver lasciato Omar km indietro durante la salita pedalata, ora tocca a lui lasciarmi indietro di migliaia di km, in discesa.

Con la depressione che sprizza da tutti i pori del corpo, laviamo le bici e andiamo a mangiare. Già, una singola discesa che lascia l'amaro in bocca.

Al pomeriggio trasferimento su di un altro monte (il cui nome mi è stato chiesto di non divulgare).

La prima parte è riiiiiiipida che a momenti ci si sente Spiderman sull'Empire State Building ed in generale in tutta la discesa, di circa 800 metri, si trova di tutto, tra cui un meraviglioso ciottolato di pietra in contropendenza tutto bagnatello che se freni ti parte la bici in tutte le direzioni e due ripidi, uno su un altro ciottolato di pietra che la bici quasi in verticale e l'altro su scalini che girano verso destra.

Insomma, grande scuola anche qua. Soprattutto la prima parte in piedi.

Scende Omar.
Poi io: terribile. Con incluso una sorta di cappotto alla fine del ripido ciottolato di pietra, con manubrio che mi finisce sull'inguine (ouch) e qualcosa che mi colpisce violentemente il polpaccio destro. Colpa di un'esitazione.
Seconda di Omar.
Seconda mia cronometrata a circa 4'40".
Terza di Omar a 2'53".
Terza mia a 3'41".
Quarta mia a 3'49". Che sarebbe potuta essere un 3'30", forse, se non fosse che a metà percorso i dolori agli avambracci causati dal troppo frenare mi avessero fatto rallentare in tutta la seconda parte e addirittura FERMARE prima dei due ripidi finali.

Insomma, tirando le somme, Omar mi ha lasciato indietro di ALMENO 37" (volendo far finta che l'ultima discesa sarebbe potuta essere un 3'30")

Nota positiva della giornata: essere tornato coi piedi per terra.

C'è tanto da lavorare!

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