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domenica 5 aprile 2015

Ed ecco il blog "La salita esiste solo per la discesa"

Finalmente arriva il blog "La salita esiste solo per la discesa", gestito dal sottoscritto, che dovevo fare qualche mese fa ma non ho mai avuto occasione (leggi: me ne sono dimenticato) di fare.
Riporto la descrizione qua, così si capisce perché ho sentito l'esigenza di aprirlo. Attualmente c'è solo una traccia, ma lo popolerò a partire da martedì (domani ho la gara a Coggiola).
Spero possa servire a qualcuno, perché se qualcun altro l'avesse fatto al posto mio io sarei uno dei più assidui frequentatori. Saluti!
"L'ennesimo blog con i giri gps", si dirà qualcuno. E invece no: questo è un blog che raccoglie sentieri in Torino e dintorni dove la parte più importante non è il panorama, una salita piacevole o cose simili. La parte più importante è la discesa.
Per ognuno dei sentieri riportati ci sarà una traccia GPS: nel 2015 non è più plausibile cercare i sentieri ad occhio, seguendo indicazioni testuali tipo "All'albero di mandarino giro a destra, poi gira la bici di 179° verso destra e sali per la strada con il disegno del cerbiatto seduto". Oltre alla traccia GPS, che potrà essere messa sul vostro Garmin, sullo smartphone o su qualsiasi cosa vogliate metterla, cercherò di mostrare quello che è il sentiero attraverso video e fotografie.

lunedì 27 gennaio 2014

Recap 2013? Uhm..

Ecco, sì, dovrei fare il recap del 2013.. ma.. non ho proprio un caxxo di voglia, sarò sincero.

In generale posso dire che:
- sono andato in bici un bel po'
- ho finalmente cambiato bicicletta e sono passato ad una Vitus Sommet II - quella che costa meno
- vivo a Torino e dopo 5 mesi sto ancora scoprendo posti nuovi dove girare
- vado in università alla SUISM (ex ISEF) perché, ormai mi è chiaro, io sono per lo sport e lo sport è per me: mi servono giusto le competenze (anche scientifiche).

Per ora direi che basta così.

Magari ci risentiamo per il recap del 2014. Ma magari anche un po' prima, dai: è che sono un po' occupato a studiare e ad andare in bici per ricordarmi di scrivere.

mercoledì 21 novembre 2012

Notturna con spd e scarpe non spd

E anche questa l'ho provata: una lunga discesa - molto bella, per la cronaca - ma non gustata perché mi dimentico di portare dietro le scarpe con gli attacchi.

Ok, ho i pedali Shimano che hanno anche un po' di piattaforma, ma quando, appena cominciata la discesa, perdo entrambi i pedali, cambio immediatamente il ritmo e scendo piaaaaaano e caaaaauto. Oltretutto ho le scarpe con la suola così liscia che una donna pelosa che deve fare la ceretta ogni settimana mi invidierebbe non poco.

La discesa parte dai Corni di Canzo, dopo una salita non particolarmente lunga ma perennemente in pendenza. Affrontata però al giusto ritmo e con l'entusiasmo della prima volta (oltre al fatto che di notte non vedi oltre 20 metri davanti a te e quindi non ti viene quella roba tipo "Coooooosa? E devo salire di lì? Fuckin' hella!") si rivela meno faticosa del previsto. Ma l'ultima parte comunque non credo la ripeterò in sella tanto presto.

Inizialmente la discesa alterna tratti lisci esposti a tratti pietrosi, ma nonostante la traccia principale sia stretta, ci sono molte linee diverse che permettono anche di ottenere un flow decente. Peccato solo che con queste scarpe ad ogni piccolo sobbalzo corrisponda un piede che va dove vuole.

Alla fine riesco comunque a dare un senso alla discesa (tendenzialmente perché scopro una traccia nuova), quindi tornerò posto ad affrontarla.

Con le scarpe giuste e, perché no, di giorno.

mercoledì 14 novembre 2012

V-brake e leve cambio

Finalmente sono arrivati i pezzi per l'upgrade della mia bici da pedalata (ex bici da commuting divenuta bici da xc, anche se in verità l'ho usata solo una volta).

Appena arrivo a casa, alle 19.30, mi fiondo sulla bici.

La prima cosa che faccio è smontare il cambio in prestito alla Canyon, mettere quello nuovo su quest'ultima e rimontare il prestato sulla xc. Approfittando del tutto cambio guaine e cavi, che male non fa.
L'operazione è rapida, che tanto l'ho già fatta in passato. Regolo il tutto e posso finalmente passare alle cose più serie: leve dei freni e dei cambi.

Due volte penso di poter riciclare cavi e guaine e perdo tempo per niente (monto, infilo il cavo, si rovina il cavo, smonto, taglio la guaina nuova), ma quello che più mi fotte è la regolazione dei minchia di freni: il pattino deve stare a circa 1mm di distanza dal cerchio ("uhm, a occhio mi sembrano 1,32mm, ci può stare"), poi deve stare a 1mm dal bordo superiore ("mmmmmnnno.. Mmmmmnnnsì, ecco, ecco!") e poi deve essere bello dritto e parallelo. Ovviamente non è parallelo di default, quindi devo cambiare i distanziali. Ma ho le mani di un parkinsoniano perciò continuano a sfuggirmi come se non ci fosse un domani. Una volta parallelo, allineo il pattino alla parte superiore del cerchio, ma poi gli è troppo vicino orizzontalmente, quindi devo sistemare di nuovo; infine avvito la brugola ma gira anche il pattino quindi devo rifare da capo. Ovviamente tutto questo ripetuto una decina di volte.

Finalmente mi sembra tutto a posto.

Guardo l'ora e noto che sono le 23 circa. Un razzo, praticamente.

Ovviamente quando proverò il tutto giovedì sera nella notturna xc/strada sui sviteranno cose e dovrò regolare il tutto di nuovo.

Ma anche questo è parte dell'irta strada che ho deciso di intraprendere.

Quindi nulla è buttato, solo investito.

lunedì 22 ottobre 2012

Piccolo shopping che ogni tanto ci sta

Oggi mi sono comprato le seguenti cosine, perché ogni tanto anche a me piace fare shopping.

Lo so, piango sempre miseria e questo mese la piangerò anche più del solito. Ma alla fine è roba che mi serve. Quindi fanculo.

Casco da xc/all mountain da usare durante le mie notturne. In promozione a €75

Mascherina bianca che sostituirà quella attuale, che sta cadendo letteralmente (letteralmente!) a pezzi. €27 + €13 per le lenti

Maglietta Etnies che spacca. Superpromozione a €17, come lasciarsela sfuggire!


Jeans che spaccano e che comunque mi servono perché ne ho solo due paia, di cui uno che fa cagare. Gigapromozione a €45

martedì 21 agosto 2012

Si torna sulla pista delle piste


Questo weekend me ne torno sulla DH Uomini di Finale Ligure (o dovrei dire Varigotti), finalmente, dopo tanto, troppo tempo. Esattamente dal 6 febbraio 2011. Un anno e mezzo fa. Quando Aadm mi faceva questo video (dove ero un mongolo in sella):


Essendo in modalità pedalata, lascio la Canyon DH a casa e uso la Canyon FR, nonostante la tentazione sia forte. Ma non pedalo da un sacco di tempo e non vorrei rischiare di sfiancarmi prima di cominciare a godere della pista: la DH Uomini dovrebbe essere fatta almeno almeno tre volte prima di cominciare a capirla, prima di riuscire a lasciarsi andare, prima di trovare la confidenza necessaria per affrontarla.

Prima o poi, comunque, riuscirò a farla con la Canyon DH. E sono sicuro che sarà tutta un'altra pista.

Nel frattempo sono sicuro che mi cagherò addosso, questo weekend, in quella che una volta era la mia pista preferita ma che ora, che ho cambiato un po' mentalità e approccio, potrebbe darmi i cagalloni dall'inizio alla fine: quello che più fotte, della pista, è che è composta da pietre smosse, gradini e gradoni, secca e secchissima. Insomma, il terreno sul quale negli ultimi tempi non sono mai riuscito a sentirmi a mio agio.

L'obiettivo è di farne almeno tre. Ma con 'sto caldo e senza grande allenamento, per ora esiste solo un grosso punto di domanda.

giovedì 16 agosto 2012

La sfida della seggiovia


La sfida della seggiovia
(una storia di Masatomo, con Riccardo Fasana e Riccardo Di, in quel di Spiazzi di Gromo).

"Ehi Masa", lancia la sfida, Fasana, "a metà, nel punto basso, saltiamo giù dalla seggiovia e poi ci risaltiamo su."
"Yeah boy, però facciamo una giravolta", concordiamo.

Fasana salta giù, fa la giravolta, risalta su. One point.

E' il mio turno.

Salto giù dalla seggiovia.

"Uh, e adesso.. cosa devo fare, cosa devo fare? Ah sì, fare una giravolta", la faccio.
"Yeah man, I'm da boss, ora devo risaltare sulla seggiovia", mi giro rivolto verso la seggiolina e la vedo arrivare verso di me più veloce di quanto pensassi.
"Jump!" ma mi dimentico che devo sedermici sopra, quindi dovrei saltare e rigirarmi.
"Ouch!", prendo la seggiovia sul petto. Fail.

Meno male che la seggiolina successiva è vuota. Intanto la mia bici si fa metà risalita da sola.

Fasana 1 - 0 Masatomo

domenica 12 agosto 2012

E con questa son tre volte..


Le ferie in Francia sono finite.

Sei giorni di discesa in sella, di cui due nel fango con i flat e 4 con gli spd.
Sei giorni di alcol serale, tra birra e vino a go go.
Sei giorni di parlata pugliese inventata e sensoless.
Sei giorni col dolore alla mano sinistra, non ancora del tutto guarita dalla biopsia, ma chissenefott.
Sei giorni di pump track in modalità ubriaca che ti fanno entrare in curva e pompi quando sei ancora in piega e quindi la bici scivola via e il doppio lo fai strisciando.
Sei giorni in cui ancora non hai capito come cazzo si fa a saltare decentemente senza ogni volta tendere all'impunto.
Sei giorni di gasamento totale e stanchezza astrale.

Ma anche un giorno in cui dici "Ma non so andare in bici!" perché finisci a Champery e ti fai quei tre passaggi a mano o sulla chicken line perché non hai voglia di cadere su quelle pendenze esagerate.

Sei giorni fuck yeah.

E dopo i pesi fatti stamattina (dopo un mese fermo, sempre a causa della mano), ora mangio e vado a pedalare per smaltire un po' di quest'alcol che ho esageratamente ingollato.

lunedì 16 aprile 2012

Cadute, serie sterzo e testicoli

Sabato mattina mi sveglio prestissimo: devo passare per Bedizzole a ritirare il vetro posteriore del mio Doblò (che poi risulta diverso da quello che montavo io, ma più o meno dovrebbe andare bene) e poi puntare verso Torbole, per il Welcome Season organizzato da quelli dell'Alto Garda Bike Area, sia sabato che domenica. Situazione ideale per provare la Canyon DH, no?

Il meteo giurava fine del mondo, ma, mi son detto, al massimo non mi fermo entrambi i giorni.

Arrivato a Torbole, faccio avanti e indietro per qualcosa come mezz'ora, per capire dove andare e poi per capire dove parcheggiare. I negozianti della via principale m'avranno dato dell'idiota vedendomi passare e ripassare continuamente con il mio Doblò coi vetri oscurati (da un telo blu).

La prima risalita avviene verso le 11: per riscaldarmi scelgo la "Val del diaol". Con le sue pietre e le sue radici, tutte belle bagnate dalla pioggia dei giorni precedenti, è il paradiso del viscido. E io, nell'ultimo periodo, ho avuto grossi problemi con queste condizioni. Mi faccio coraggio e cerco di vivermela bene. Non sono per niente a mio agio sulla Canyon DH, ma mi convinco che sia una cosa normale e cerco di andare con un minimo di scioltezza, nonostante sia la mia prima discesa e in condizioni non ottimali. Se non si fosse capito, sto cercando di cambiare un po' il mio approccio.

La prima parte è ok.. la bici sguscia via un po' dove vuole lei, il mio ritmo è decisamente lento e cerco di capire che posizione mantenere in sella per affrontare al meglio un percorso del genere, composto quasi unicamente di sassi e radici, intervallati da sassi e radici. Entro nella seconda parte, un po' più deciso, e dopo pochi metri perdo l'anteriore e poi tutto il resto della bici, finendo a terra dopo aver preso un tremendo colpo alla palla destra e un fortissimo pop/crack emesso dalla bici. Non vedo nulla di rotto, quindi rimonto in sella e facendomi coraggio arrivo di nuovo giù, non con qualche - molte - difficoltà.

Da quel momento in poi praticamente il dolore è continuo e.. beh, non entrerò nei dettagli, ma da oggi, per tre giorni, vado di Nimesulide, come ha detto il dottore (diciamo che ieri avrei potuto fare esercizi sulla medicine ball, senza usare una medicine ball).

Facendo vedere la bici a un altro tizio, nota che la serie sterzo balla troppo. Stringiamo il tutto e, col manubrio che fatica un po' a girare, riprendo a fare discese.. ogni tanto cado, ogni tanto mi fermo, ogni tanto scendo a ritmi un po' più decenti ma in generale scendo a ritmi bassissimi.

Durante la penultima discesa, la seconda caduta pesante della giornata. Di nuovo mi parte via l'anteriore, la bici vola a sinistra e io volo a destra, con la spalla direttamente su di un sasso. Mi viene un po' a mancare il fiato, come quando ho preso i colpi alle costole in passato, ma dura poco e quindi riprendo senza troppi problemi. Ovviamente oggi la spalla ha un bel livido.

Faccio un'ultima discesa e chiudo così la giornata. La serie sterzo è proprio ballerina, quindi, dopo un paio di birre, vado con Alex a Riva del Garda, dal suo meccanico, dove scopriamo che quel pop/crack è stato emesso dalla compression ring - in polimero, o anche plastica - della serie sterzo. €35,00 e la cambio con una di metallo. Incluso nel prezzo comunque c'è qualche bicchiere di spumante, un amarcord molto piacevole sugli anni di gara del meccanico e uno spritz.

Un po' brillo, saluto Alex e il meccanico e me ne torno a Torbole. Salgo per la strada del monte e, in un piccolo spiazzo, parcheggio per la notte. Chiudo la bici sul lato del Doblò, preparo il materassino e i sacchi a pelo, mi mangio un piatto di pasta e, alle 21.30 circa, chiudo gli occhi nella speranza che, dopo aver sbagliato per sabato, il meteo sbagli anche per domenica, evitando di piovere.

Passo la notte sotto i colpi costanti delle gocce d'acqua, rigirandomi per via del dolore alla spalla e alla palla (ah ah) e per il materassino che, ormai, non mantiene più la sua rigidità: non è granché dormire sul fondo del Doblò di ferro, tutto a righe. Verso le 5.30, sento dei passi e qualcuno che bussa sul portellone. Ovviamente è stato un sogno, dato che non c'è nessuno, lì in montagna, sul bordo della strada, ma ormai la mia mente si è allarmata e non riesco più a riaddormentarmi. Verso le 6 e qualcosa viene fuori un po' di luce, quindi mi sveglio del tutto, preparo l'auto (dopo aver lavato per bene la bici), faccio colazione.
Durante la preparazione, rifletto un po': il dolore al testicolo è decisamente aumentato; la stanchezza del giorno prima assieme a quella della notte non proprio in bianco ma diciamo in grigio chiaro è potente; la pioggia insistente durata tutta la notte mi fa immaginare le condizioni del terreno. Decido di tornare a Milano. Il viaggio è difficoltoso: la stanchezza si fa sempre più sentire, così come il dolore. Una volta a Milano, poi, mi rendo conto ancora di più delle mie condizioni, tanto da ritrovarmi con la febbre a 38 e una visita al pronto soccorso in mancanza del medico di famiglia.

Ed eccomi qua, dolorante e un po' deluso dalle mie prestazioni, sia in bici che umane: ritmi bassissimi in discesa e malaticcio dopo una notte in auto, come tante altre che ho passato nel recente passato.

Spero solo sia stato un caso. Nel frattempo, però, vorrei capire come risolvere il problema del materassino, perché ho dormito davvero scomodo. Eppure è uno di quei materassini superfichissimi autogonfianti che spaccano il culo del mulo.

Ah, dimenticavo.. decisamente caduta di stile totale in quelle condizioni, con un andamento altalenante con la bici che va da tutte le parti.. pessima, pessima roba da vedersi, ma impossibile da combattere.

giovedì 12 aprile 2012

Stanchezza pesata

Ieri ho cambiato il mio workout pesistico.. praticamente ho preso il carico massimo che faccio solitamente all'ultima ripetizione, prendo come esempio il bench press = 5 reps x 46kg, ne ho preso il 70% (quindi 32kg) e ho fatto 3 sets x 15 reps x 32kg , pompando il più velocemente possibile senza perdere il controllo, con recuperi di circa 30". Il risultato è che a metà workout sono sceso di 1kg sui manubri e 2kg sul bilanciere (quindi al 65% del carico massimo) perché al quinto set di ogni esercizio arrivavo devastato.

Non mettendo su massa (per qualsivoglia motivo) sto cercando di concentrarmi sullo sviluppo della forza esplosiva, che ritengo sia molto importante per andare in bibicletta.

Non so bene se possa servire allo scopo, ma oggi sono davvero, davvero stanco e infatti, stamattina, complice anche il fatto che anche per il commuting sono tornato ai flat, ho fatto una fatica tremenda a venire in ufficio.

I flat.. eh già, ho sperimentato perché sabato scorso, non essendo andato in montagna, sono andato al parco e sono rimasto colpito dalla confidenza che avevo con loro (messi, per l'occasione, al posto degli spd sulla bici xc).. tendenzialmente per il commuting sono mille volte meglio gli spd, ma prima di tornare a loro preferisco dare ai flat un'altra possibilità.. giusto perché sta arrivando il periodo del "Ma sì, dopo lavoro me ne rimango a girare nel parco a fare curve piatte e saltini stupidi" e preferirei affrontarlo con i flat.

giovedì 5 aprile 2012

Troppa roba

Praticamente non ci sono tante gare, quest'anno (anche per colpa di Skrillex, che suona il giorno prima della gara DH a Selvino), finché non si arriva tipo a giugno, quando ci saranno 3874 gare tutte assieme contemporaneamente.

Aggiornato il calendario. Quanta roba, però..

giovedì 5 gennaio 2012

Titolo cambiato

Cambiato il titolo!

Da "Un giapponese in DH" a "1 giapponese e le sue 2 ruote".

Perché così è.

martedì 6 dicembre 2011

Trasferimento su Blogger

Traferimento da Splinder (che chiuderà a breve) a Blogger avvenuto.. ora dovrò personalizzare un po' la grafica.. sempre che ne abbia un minimo di voglia, s'intende..

martedì 18 ottobre 2011

Ordinata

L'ordine per la Canyon l'ho piazzato.. una Canyon da DH, finalmente. Con angolo sterzo da 64°.

Sarà interessante farà le piste e le gare DH, per me che sono abituato ai 67,5° della Torque. Di certo non diventerò il top of the pops, ma un po' più di sicurezza e stabilità sullo scassato e sul ripido male non fanno.

Bellina.


mercoledì 14 settembre 2011

Due foto della gara di Madesimo

Ecco un paio di foto della gara di Madesimo (con un po' di valori modificati, dato che le foto originali risultavano un po' piatte).




martedì 9 agosto 2011

A Caldirola succedono cose strane

Domenica sono tornato a Caldirola, dove non mettevo piede dalla gara. Stavolta, però, con gli spd.

Inutile nascondere che se sono un idiota con i flat, con gli spd lo sono quattro volte tanto (come hanno dimostrato le ultime vacanze a Morzine), ma non posso arrendermi e quindi devo continuare a usarli. Come ho detto una volta a Ricky Di: "A volte si devono fare un passo indietro per poi farne due in avanti". Ecco, io ora ne ho fatti una quarantina, ma pian piano magari riprenderò ad andare in avanti, chissà.

Le discese sono state accettabili. Dico solo accettabili perché in certi punti ero davvero ridicolo; un pupazzo in balia degli eventi. Al primo giro sulla pista della gara sono riuscito a forare il posteriore (in verità me appena ho fatto un pezzo in particolare ho pensato "Uh, adesso buco" e così è stato), pizzicando. Ero a una pressione di 2.20, quindi l'ho portata su a 2.30. Devo dire che non ho notato quasi per nulla la differenza e non ho pizzicato di nuovo nelle discese successive.

Più volte mi sono steso a causa degli spd: nel tentativo di staccarmi, mi sono trascinato a terra più volte. Insomma, devo ancora prendere confidenza con questo tipo di pedale e devo prendere confidenza - solo mentale, non tecnica - con le curve fatte coi piedi attaccati alla bici.

In particolare è successa una cosa strana sulla cosiddetta DH3: in uscita dal bosco c'è una sorta di doppio (che ovviamente taglio corto), seguito poi da una sorta di autostrada veloce in contropendenza. Subito dopo segue una curva verso destra in appoggio. Ecco, non so esattamente come, ma credo d'aver piegato troppo perché a un certo punto ho sentito entrambe le ruote perdere aderenza. D'istinto, ho cercato di staccare il piede per appoggiarlo a terra e rialzare la bici, ma non ce l'ho fatta. La velocità era abbastanza alta e tirando sul piede ho ovviamente fatto abbassare ulteriormente la bici, tanto da farmi prendere dentro il terreno con la caviglia. "Puttana eva cado", ho pensato, e invece niente, non sono scivolato rovinosamente a terra e addirittura, non so ancora come, ho riportato la bici su e ho proseguito la mia discesa.

Diciamo che più ci ripenso e più non capisco cosa sia successo. Anche lì, appena finita la discesa, sono rimasto a fissare il terreno e a ripensare a cosa fosse capitato e al perché non fossi finito a terra. La conclusione è che le ruote tengono molto di più di quanto io creda. Nonostante ciò, non ho più buttato così tanto giù la bici, quindi non è che adesso, con questa nuova conoscenza, sono diventato il re delle pieghe. Anzi.

Però fanno pensare, 'ste cose..

sabato 6 agosto 2011

Una settimana sottotono a Port du Soleil

Dopo una lunga attesa, finalmente sabato scorso sono partito, in compagnia di Ricky Di e Fasana, verso Port du Soleil, in quel di Francia.

L'intenzione è di fuckin' yeah, ma già dal primo giorno c'è qualcosa che non va per il verso giusto, a Chatel: il fango esagerato sulla mia pista preferita (la Bike Patrol); la prima volta con gli spd sul fango su piste non proprio facili; i miei soliti problemi coi salti e le curve (qua portato all'ennesima potenza a causa di infiniti brake bumps e degli spd); aggiungiamoci che al termine della prima giornata ho un nuovo dolore al tendine dell'indice sinistro, che non mi permette di frenare e che mi obbliga quindi a ripiegare sull'uso del medio per non fottermi la vacanza.

Passo il lunedì a prendere confidenza con la frenata anteriore effettuata con il dito medio. Non è affatto facile, ne soffre in particolare il mignolo che sopperisce alle fortissime vibrazioni delle piste di Les Gets. Ancora enormi problemi con le curve e gli incredibili brake bumps che, affrontati a una certa velocità, mi creano esagerate difficoltà nel controllo della bici (forse comincio a sentire un po' la fatica di una bici da freeride con forcella da 160mm, con le gomme a 2.20.. non lo so, proprio non lo so) tanto da portarmi ad affrontare le discese in modi diversi (rimanendo violentemente attaccato al manubrio o alleggerendo il più possibile tutta la bici, ottenendo in linea di massima lo stesso risultato).

Il terzo giorno piove e comunque ho deciso di riposare la mano e vado a farmi una pedalata che mi viene venduta come una 30km. Prendo un paio di funivie e poi, andando un po' a caso, sembra tutto in discesa, su strada bianca. Finché, finalmente, non arrivo alla deviazione per Col de Cou. Supero a mille due tizi troppo scemidimmerda lenti che scendono a spingere le loro bici a mano. Dopo 5 minuti ho il cuore a mille e il fiato cortissimo, perché la salita è di quelle spaccagambe su terreno ghiaioso che se manchi la pedalata la ruota di gira a vuoto. Mi fermo due o tre volte; alcuni pezzi li spingo a mano e finalmente arrivo dove devo arrivare: Col de Cou è esattamente a metà tra Francia e Svizzera. Comincio la discesa, che è una carrabile dove mi gaso a mille e sento la bici saltellare a destra e a manca, dato che ho una pressione di 2.55. Ma mi gaso e mi diverto, dato che non c'è nulla di tecnico e c'è solo da godersi la discesa in mezzo ai monti e alle merde di vacca.
Torno allo chalet e incontro Ricky e Fasa.. cambio le ruote, cambio abbigliamento e andiamo a farci qualche discesa per la DH de La Pleney, che finalmente è asciutta (prima volta che mi capita) e, dopo la bici saltellante, mi sento gasatissimo e sicuro di me.

Al quarto e al quinto giorno si torna a invece si è di nuovo a Les Gets..mi sono ormai abituato a frenare col medio, quindi ho più confidenza e finalmente mi lascio andare su qualche salto, seguendo Dede e Nino. Addirittura mi lancio da solo su un doppietto/step up. Ovviamente arrivo corto, ma l'averlo tentato da solo, senza qualcuno che mi desse la velocità, mi da soddisfazione.

Venerdì ci si sposta di nuovo a Chatel, ma per qualche strano motivo i pantaloni mi si incastrano nella sella e decido, con Fasana, di andare nella città di Chatel a comprare un paio di pantaloncini a caso. Con €15 me la cavo, ma il problema è tornare al bike park, perché la strada è in salita e noi siamo abbastanza stanchi. Aspettiamo il bus per 1h30' e alla fine decido di saltare in sella e pedalare. Faticoso a dir poco, visto che sono anche in assetto discesistico. Arrivo a Chatel, salgo e mi faccio una discesa curvosa. Ovviamente è uno schifo. Risalgo e faccio una discesa sulla Bike Patrol. Mi cago addosso nei punti più difficili e faccio una pessima discesa. Risalgo e incontro Fasana (non era risalito con me a pedali ma a spinta). Ci facciamo una discesa insieme ma è uno schifo totale. Torniamo a Morzine e a metà strada ci dividiamo. Incontro Greg Schillaci. Sono distrutto, ma mi indica la rossa che scende verso la funivia. E' asciutta e meravigliosa e me la godo a mille, anche se purtroppo sono devastato e quindi soffro particolarmente in certi punti. Mi indica poi la nera, che va giù a Morzine. Lo seguo. La pista più pendente cha abbia mai fatto, probabilmente: una pendenza unica dall'inizio alla fine. La stanchezza ormai si è impadronita del mio corpo e la pendenza continua mi fa percorrere la pista a velocità infime in frenata perenne.

Per fortuna sono di nuovo a casa: la prossima volta mi faccio sette giorni, con una giornata di totale riposo. Non posso arrivare al sesto giorno di discesa in questo stato di devastazione fisica.

giovedì 21 aprile 2011

Fottiti asfalto

Ma vaffanculo asfalto di merda!

Niente bici questo weekend; niente prove a Priero; niente di un cazzo di nulla.

Tutto perché qualcosa è andato storto con un bunny hop e mi sono ritrovato a gran velocità a sfregarmi tutto sull'asfalto fottuto.

Fanculo, asfalto.


mercoledì 16 marzo 2011

Scivola il posteriore

Mi sono reso conto, per l'ennesima volta, di quanto io odi l'asfalto bagnato: cadere sull'asfalto è veramente pessimo e visto che ogni tanto mi capita di perdere l'anteriore a causa della città (macchia di gasolio; ciottolato; auto che ti tagliano la strada sulla ciclabile) diciamo che, col passare del tempo, sono diventato sempre più cauto.

Sulla strada di ritorno dall'ufficio, ieri, mi sono fermato in una specie di parchetto con tipo delle piastrelle di cemento bagnato e ho cominciato a derapare col posteriore, senza frenare. Praticamente prendo un minimo di velocità, butto giù il piede, giro completamente il corpo nella direzione opposta a quella in cui sto andando ed ecco che il posteriore va in derapata.

Perché ne sto scrivendo? Perché se questa derapata mi viene bene quando la faccio verso destra, verso sinistra viene una roba terrificante. Al che ho notato che la posizione del corpo è pure molto diversa, finendo col ginocchio sulla ruota anteriore. In pratica, non riesco quasi per nulla deraparla, solo qualche volta.

Per contro, quando sono in montagna, ho grossi problemi a fare curve verso destra mentre mi viene molto più semplice andare verso sinistra.

Praticamente le curve piatte mi vengono meglio verso destra mentre quelle in discesa, con appoggio e in contropendenza mi vengono di gran lunga meglio verso sinistra.. lo avevo detto che avevo quel qualcosa di Zoolander..

mercoledì 23 febbraio 2011

Risultati visita medica sportiva 2011

Anche quest'anno la visita medica è andata. Però hanno cambiato il formato, quindi non posso paragonare tutte le informazioni con quelle dell'anno scorso.

Peso: 63kg (+3kg rispetto all'anno scorso)
Statura: 169cm (cazzo, ci spero sempre ma 'sto dato non cambia mai)

P.A. basale massima: 120  minima: 80 (era 110-60, peggiorata un pochetto)

ECG basale:
Rs nei limiti, ampi voltaggi precordiali (nessuna cifra, l'anno scorso era 52)
ECG sotto sforzo: Normale, ritmo sinusale
W max: 225 (era 240)
FC max: 160 (era 167)
Il wattaggio s'è fermato prima di farmi arrivare ai 167 bpm dell'anno scorso.. boh!

Spirometria: normale
CFV: 4,82 (erano 4,91 litri, peggiorata)