Ecco il primo video (helmet cam, in questo caso) del pistino.
Domenica mattina è stata una mattinata piovosa, in seguito a tutta una notte di pioggia, quindi non mi andava di pedalare troppo, perciò ho deciso di affrontare il mio pistino, rinominato The Dwarfs trail - grazie a Fagiana per l'ispirazione - in queste condizioni.
Ora, il pistino è ripido e stretto, ovviamente scivoloso. Perciò ho montato le Swampt Thing sperando che mi aiutassero un po' su quel terreno. Infatti credo proprio mi siano state d'aiuto.
Questo è il video. No, non è rallentato, andavo davvero a quella velocità. Soprattutto sono chiarissimi i miei problemi quando le curve sono ripide, in contropendenza e verso destra.
Non è un caso che il mio pistino abbia due curve ripide, in contropendenza e verso destra. Ora devo solo imparare a farle.
Per chi volesse rinfrescarsi la memoria, le foto di tutta la Dwarfs track le potete trovare nei vari post sul pistino.
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lunedì 5 novembre 2012
domenica 28 ottobre 2012
Mattino bici, pomeriggio trail building
Ieri, sul Canto col fango e le Swampthing, mi sono sentito un po' il king of the world. Anche se, tra una cosa e l'altra, con Stefano, ci siamo fatti solo due salite e due discese.
Stamattina, per rifarmi, me ne sono andato sul Puscio, ripercorrendo la discesa della notturna di martedì scorso. Solo che la salita è stata ben più faticosa per via delle piogge che sono scese ieri e stanotte. Pioggia che, a un certo punto, è pure diventata neve.
Lo so, dovrei tornare ad usare la corona doppia, ma ormai mi sono così abituato a non dover mai cambiare le corone che tornare indietro mi sembrerebbe un grosso impedimento. Forse potrei passare a 10 velocità o magari a passare da un 32 a un 28. Boh, vedrò eventualmente cosa mi permetterà il budget.
La salita, comunque, me la faccio senza spingere troppo: arrivo alla Capanna Mara in circa 1h20, senza essere troppo devastato.
Non ho nemmeno bisogno di star dietro al rito della vestizione, perché l'unica protezione che ho è il caschetto da xc, che ho in testa: tanto sono da solo, quindi non spingerò particolarmente.
Parto e scendo su un percorso un po' innevato ma non particolarmente scivoloso.. però la questione è mentale, quindi non mollo tutto.. questa parte ho deciso di chiamarla Flow trail. Poi, arrivato sulla seconda parte - il Rocky trail perché piena di rocce - i miei ritmi calano enormemente. Con il telefono/gps in tasca, sbaglio tutto e non riesco ad arrivare allo Steep trail (ripido e stretto), ma chissenefrega, perché ormai sono totalmente bagnato per via della neve che cade - nella parte alta - e pioggia - nella parte bassa.
Al pomeriggio un po' di trail building. Ma giusto un po'.
Raccogliendo un po' di tronchetti, cerco di fare il kick di un doppio, ma arriva un cacciatore che mi chiede cose (tipo "Cosa stai facendo? Hai comprato il terreno?") e mi fa pensare che la zona sia un po' troppo frequentata. Ma lui è un vecchio rintronato. No, dico, un vecchio col fucile e rintronato. Mah. Alla fine desisto. Parzialmente. Ammucchio i tronchetti e vari altri legni in un angolo: continuerò ad accumularli finché non ne avrò abbastanza per riuscire a costruire il salto senza troppi sbattimenti. Se poi me lo distruggeranno in dieci minuti pazienza. Però almeno qualche decina di salti sarò riusciti a farli.
Sono poi salito più in alto e ho creato un salto naturale nel mio pistino (il pistino cortissimo e ripidissimo, ricordate?).. anche il salto naturale, che sfrutta un tronco tagliato come rampa, è abbastanza spaventoso, non tanto per l'altezza ma per l'atterraggio: la prossima volta che ci tornerò con la bici misurerò per bene le cose, perché è millimetrico: se sbagli, atterri contro un albero e muori. Sono tornato di nuovo dove due settimane fa ho fatto la notturna esplorativa, e ho visto il ripidone che avevo trovato ma che non mi ero fidato a fare (da solo? Di notte? Senza aver visto come si evolve? No no no no no!). Studiandolo, non è proibitivo per nulla, quindi mi ci butterò alla prossima occasione. Ho visto però che tutt'intorno ci sono aree con forti pendenze. Certo, di circa 10/15 metri di lunghezza, ma pur sempre utili per farsi il pelo. Sul ripidone di cui prima, inoltre, ho anche identificato una linea pro. Che non so se farò mai. Ma è un linea pro per chi ha le palle.
Un weekend fantastico.
Quanto amo la montagna, cos'altro posso dire.
Stamattina, per rifarmi, me ne sono andato sul Puscio, ripercorrendo la discesa della notturna di martedì scorso. Solo che la salita è stata ben più faticosa per via delle piogge che sono scese ieri e stanotte. Pioggia che, a un certo punto, è pure diventata neve.
Lo so, dovrei tornare ad usare la corona doppia, ma ormai mi sono così abituato a non dover mai cambiare le corone che tornare indietro mi sembrerebbe un grosso impedimento. Forse potrei passare a 10 velocità o magari a passare da un 32 a un 28. Boh, vedrò eventualmente cosa mi permetterà il budget.
La salita, comunque, me la faccio senza spingere troppo: arrivo alla Capanna Mara in circa 1h20, senza essere troppo devastato.
Non ho nemmeno bisogno di star dietro al rito della vestizione, perché l'unica protezione che ho è il caschetto da xc, che ho in testa: tanto sono da solo, quindi non spingerò particolarmente.
Parto e scendo su un percorso un po' innevato ma non particolarmente scivoloso.. però la questione è mentale, quindi non mollo tutto.. questa parte ho deciso di chiamarla Flow trail. Poi, arrivato sulla seconda parte - il Rocky trail perché piena di rocce - i miei ritmi calano enormemente. Con il telefono/gps in tasca, sbaglio tutto e non riesco ad arrivare allo Steep trail (ripido e stretto), ma chissenefrega, perché ormai sono totalmente bagnato per via della neve che cade - nella parte alta - e pioggia - nella parte bassa.
Al pomeriggio un po' di trail building. Ma giusto un po'.
Raccogliendo un po' di tronchetti, cerco di fare il kick di un doppio, ma arriva un cacciatore che mi chiede cose (tipo "Cosa stai facendo? Hai comprato il terreno?") e mi fa pensare che la zona sia un po' troppo frequentata. Ma lui è un vecchio rintronato. No, dico, un vecchio col fucile e rintronato. Mah. Alla fine desisto. Parzialmente. Ammucchio i tronchetti e vari altri legni in un angolo: continuerò ad accumularli finché non ne avrò abbastanza per riuscire a costruire il salto senza troppi sbattimenti. Se poi me lo distruggeranno in dieci minuti pazienza. Però almeno qualche decina di salti sarò riusciti a farli.
Sono poi salito più in alto e ho creato un salto naturale nel mio pistino (il pistino cortissimo e ripidissimo, ricordate?).. anche il salto naturale, che sfrutta un tronco tagliato come rampa, è abbastanza spaventoso, non tanto per l'altezza ma per l'atterraggio: la prossima volta che ci tornerò con la bici misurerò per bene le cose, perché è millimetrico: se sbagli, atterri contro un albero e muori. Sono tornato di nuovo dove due settimane fa ho fatto la notturna esplorativa, e ho visto il ripidone che avevo trovato ma che non mi ero fidato a fare (da solo? Di notte? Senza aver visto come si evolve? No no no no no!). Studiandolo, non è proibitivo per nulla, quindi mi ci butterò alla prossima occasione. Ho visto però che tutt'intorno ci sono aree con forti pendenze. Certo, di circa 10/15 metri di lunghezza, ma pur sempre utili per farsi il pelo. Sul ripidone di cui prima, inoltre, ho anche identificato una linea pro. Che non so se farò mai. Ma è un linea pro per chi ha le palle.
Un weekend fantastico.
Quanto amo la montagna, cos'altro posso dire.
venerdì 26 ottobre 2012
Sistemando e fungando
Oggi nel tardo pomeriggio, non essendo andato in ufficio, sono andato a sistemare il pistino. Sotto la pioggia, perché fa tanto mistico.
Lo so, è stretto, ripido e difficile.. è anche cortissimo, ok (210 metri di lunghezza per 61 metri di dislivello) e c'è solo un punto in cui si può mollare tutto, ma mi piace e vorrei usarlo proprio per allenarmi in quelle cose che mi mettono in difficoltà: le curve strette e ripide. Soprattutto verso destra. E ce n'è una che è davvero terrificante.
Nel salire al pistino, comunque, ho trovato una traccia. Ovviamente breve e senza troppe pendenze (270 metri di lunghezza per 50 metri di dislivello), ma comunque divertente e, diciamo, flow. Purtroppo per prenderla bisogna deviare dalla strada principale, e, come dicevo prima, è davvero brevissima. Magari potrei piazzarci dentro un doppio, per farla diventare la traccia del salto. Per allenarmi e fare un doppio allungabile nel tempo. Mi sembra un'ottima idea, devo ammettere.
Mentre sistemavo il pistino ho trovato tre porcini. C'entra un cazzo con la bici ma fa niente, volevo dirlo.
martedì 2 ottobre 2012
Pistino inaugurato.. più o meno..
Pistino inaugurato. Forse avrei dovuto lasciarlo asciugare un po' dopo la pioggia di ieri notte, ma non ho resistito. Sono andato in modalità esplorazione (caschetto aperto e ginocchiere, nient'altro) perché poi ho proseguito nell'esplorazione della nuova zona in cui abito, ma non è una scusante. Capirete poi perché.
Ho avuto la conferma di qualcosa che già si era fatto strada nella mia mente: ho gli occhi più grandi dello stomaco. Il pistino è di un ripido e stretto che nonostante sia lungo solo qualche centinaio di metri qualche pezzo l'ho fatto con il piede giù e altri pezzi con tutt'e due i piedi giù e il culo fisso sopra la ruota posteriore.
Andiamo con ordine.
L'inizio ha questa curva verso destra con una bella radice viscida, quindi va presa larga e in contropendenza. Il ripido subito dopo è proprio ripido, ma fortunatamente c'è l'appoggio che ti tiene dentro. Solo che la parte finale è un po' deboluccia, quindi la sfondo al quindi tentativo. Lo sistemerò poi.
Vado avanti e arrivo alla seconda parte (praticamente la prima parte dura 10 secondi in sella!). L'inizio è ripido, ma proprio ripido ripido e l'appoggio serve a poco o nulla, perché la curva verso sinistra è talmente netta e in salita che praticamente quasi ti fermi. O meglio, non è in salita, ma è in supercontropendenza e stretta e con curva subito dopo a destra strettissima e pendentissima che sinceramente mi sono cagato addosso e sono andato giù con i piedi a terra e il culo sul posteriore (tipo con le braccia tese che nemmeno le corde di uno Stradivari), dritto dritto DENTRO l'appoggio. Vabbè.
Mi raddrizzo e riparto. Parte in contropendenza che a farla a piedi dici "Eh, è in contropendenza", mentre a farla in bici è "Occazzocazzocazzocazzo". Alla curva successiva, strettissima che nemmeno il culo di un mulo, mi impianticchio di nuovo e via, riparto.
E praticamente è tutto così fino alla parte finale, che inizia ripida come un'asse per stirare messa in verticale. Appoggino inutile che tanto non ho sfruttato perché sono arrivato a mezzo all'ora tutto frenato coi piedi per terra e il culo sul posteriore (di nuovo) e mi sono immesso nella parte finale. Anche qua, culo sul posteriore ed entrambe la gambe giù. Come se fosse la prima volta in bici, per dio!
C'è poco da fare: è troppo verticale, troppo stretta, troppo che non puoi mollare perché non ti fermi più e DEVI fermarti perché se non ti fermi e cadi rotoli fino in fondo oppure vai a sbattere contro non uno ma sei alberi.
Ho creato un mostro. E ho pure scoperto di avere il dono di farmi cagare addosso da solo con le piste che io stesso costruisco.
Ci tornerò col terreno asciutto, vediamo se migliora o se peggiora, ma sinceramente l'ho visto da secco, quel terreno, e temo sia bello.. scivoloso.
Aiuto..
Ho avuto la conferma di qualcosa che già si era fatto strada nella mia mente: ho gli occhi più grandi dello stomaco. Il pistino è di un ripido e stretto che nonostante sia lungo solo qualche centinaio di metri qualche pezzo l'ho fatto con il piede giù e altri pezzi con tutt'e due i piedi giù e il culo fisso sopra la ruota posteriore.
Andiamo con ordine.
L'inizio ha questa curva verso destra con una bella radice viscida, quindi va presa larga e in contropendenza. Il ripido subito dopo è proprio ripido, ma fortunatamente c'è l'appoggio che ti tiene dentro. Solo che la parte finale è un po' deboluccia, quindi la sfondo al quindi tentativo. Lo sistemerò poi.
Vado avanti e arrivo alla seconda parte (praticamente la prima parte dura 10 secondi in sella!). L'inizio è ripido, ma proprio ripido ripido e l'appoggio serve a poco o nulla, perché la curva verso sinistra è talmente netta e in salita che praticamente quasi ti fermi. O meglio, non è in salita, ma è in supercontropendenza e stretta e con curva subito dopo a destra strettissima e pendentissima che sinceramente mi sono cagato addosso e sono andato giù con i piedi a terra e il culo sul posteriore (tipo con le braccia tese che nemmeno le corde di uno Stradivari), dritto dritto DENTRO l'appoggio. Vabbè.
Mi raddrizzo e riparto. Parte in contropendenza che a farla a piedi dici "Eh, è in contropendenza", mentre a farla in bici è "Occazzocazzocazzocazzo". Alla curva successiva, strettissima che nemmeno il culo di un mulo, mi impianticchio di nuovo e via, riparto.
E praticamente è tutto così fino alla parte finale, che inizia ripida come un'asse per stirare messa in verticale. Appoggino inutile che tanto non ho sfruttato perché sono arrivato a mezzo all'ora tutto frenato coi piedi per terra e il culo sul posteriore (di nuovo) e mi sono immesso nella parte finale. Anche qua, culo sul posteriore ed entrambe la gambe giù. Come se fosse la prima volta in bici, per dio!
C'è poco da fare: è troppo verticale, troppo stretta, troppo che non puoi mollare perché non ti fermi più e DEVI fermarti perché se non ti fermi e cadi rotoli fino in fondo oppure vai a sbattere contro non uno ma sei alberi.
Ho creato un mostro. E ho pure scoperto di avere il dono di farmi cagare addosso da solo con le piste che io stesso costruisco.
Ci tornerò col terreno asciutto, vediamo se migliora o se peggiora, ma sinceramente l'ho visto da secco, quel terreno, e temo sia bello.. scivoloso.
Aiuto..
lunedì 1 ottobre 2012
Lavoro sul pistino day 4: fine!
Pistino finito!
L'ultima parte è stata un po' del tipo "Ecco, dai, viene giù di qua e via", perché alla fine mi sono un po' stufato di ramazzare e quindi ho tirato fuori un bel drittone ripido ripido che praticamente non ti fermi più.
Ecco anche il video del track walk, giusto perché mi andava di farlo. Ovviamente non si capisce un caxxo (grazie anche all'altissima qualità del telefonino) e soprattutto è lento come la merda, ma purtroppo qua in ufficio non mi funziona più Windows Movie Maker e quindi non posso fare alcun editing del video.
Buona visione a quei pochi che lo visioneranno. Dopo il video, un paio di foto dalla parte finale del pistino. A parte l'ultima, che è una pietraia che ho trovato camminando in giro per le colline dietro casa. Il mio nuovo paradiso. Potevo evitare di fare il pistino, a saperlo prima. Ma anche no, perché tanto sono cose diverse.
Settimana prossima vado a testarlo con la bici, fuck yeah!
L'ultima parte è stata un po' del tipo "Ecco, dai, viene giù di qua e via", perché alla fine mi sono un po' stufato di ramazzare e quindi ho tirato fuori un bel drittone ripido ripido che praticamente non ti fermi più.
Ecco anche il video del track walk, giusto perché mi andava di farlo. Ovviamente non si capisce un caxxo (grazie anche all'altissima qualità del telefonino) e soprattutto è lento come la merda, ma purtroppo qua in ufficio non mi funziona più Windows Movie Maker e quindi non posso fare alcun editing del video.
Buona visione a quei pochi che lo visioneranno. Dopo il video, un paio di foto dalla parte finale del pistino. A parte l'ultima, che è una pietraia che ho trovato camminando in giro per le colline dietro casa. Il mio nuovo paradiso. Potevo evitare di fare il pistino, a saperlo prima. Ma anche no, perché tanto sono cose diverse.
Settimana prossima vado a testarlo con la bici, fuck yeah!
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| Un ripido con un paio di pietre |
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| Il drittone finale |
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| Un paradiso di pietre |
lunedì 24 settembre 2012
Lavoro sul pistino day 3
Terzo giorno sul pistino.
Questa volta non c'è stato tanto da costruire: messa un po' di terra sugli appoggi creati precedentemente (che sembrano essere diventati più solidi), tolto rovi, foglie e rami.. ma anche tagliato via un paio di alberi che erano proprio in mezzo ai coglioni. Prometto che per farmi perdonare ne pianterò altrettanti in altre zone.
Due terzi della pista sono stati conclusi, manca quindi la parte più ripida. Di interessante ci sono i seguenti punti:
- un rettilineo ripido e in contropendenza (Foto 4);
- un doppio da valutare, con piccolo kick su pietra naturale e atterraggio obbligato dopo un'altra pietra.. obbligato perché se atterri corto col posteriore possono essere dolori alla ruota (Foto 5);
- pietrone da copiare, seguito da una bella compressioncina prima di ributtarti su un ripidello.. sto valutando se si possa fare un drop molto lento che parte dal pietrone e ti butta direttamente sul ripidello.. dico lento perché ci si arriva da una curva e il ripidello è davvero, davvero corto, quindi farlo veloce non sarebbe possibile (Foto 6);
- una pietraia che ancora non sa di esserlo, perché diventerà tale con le piogge e i passaggi in bici (Foto 7);
Il problema principale è che è davvero un pistino corto, ma vabbè, in fondo è una roba corta e - spero - decisamente tecnica, in modo da aiutarmi a sbloccarmi su alcune cose, in particolare le curve ripide verso destra.
La prossima settimana, in teoria, dovrebbero terminare i lavori, ma non è ancora sicuro, dato che non mi ricordo com'è messa l'ultima parte (quella ripida) e quindi non so se ci saranno da costruire tanti appoggi o se ci sarà parecchio da pulire. Ce la si metterà tutta, comunque, perché non sarebbe male poter cominciare a girarci già dal weekend nel 6/7 ottobre.
Speriamo bene.
Ecco le foto dei lavori di oggi.
Questa volta non c'è stato tanto da costruire: messa un po' di terra sugli appoggi creati precedentemente (che sembrano essere diventati più solidi), tolto rovi, foglie e rami.. ma anche tagliato via un paio di alberi che erano proprio in mezzo ai coglioni. Prometto che per farmi perdonare ne pianterò altrettanti in altre zone.
Due terzi della pista sono stati conclusi, manca quindi la parte più ripida. Di interessante ci sono i seguenti punti:
- un rettilineo ripido e in contropendenza (Foto 4);
- un doppio da valutare, con piccolo kick su pietra naturale e atterraggio obbligato dopo un'altra pietra.. obbligato perché se atterri corto col posteriore possono essere dolori alla ruota (Foto 5);
- pietrone da copiare, seguito da una bella compressioncina prima di ributtarti su un ripidello.. sto valutando se si possa fare un drop molto lento che parte dal pietrone e ti butta direttamente sul ripidello.. dico lento perché ci si arriva da una curva e il ripidello è davvero, davvero corto, quindi farlo veloce non sarebbe possibile (Foto 6);
- una pietraia che ancora non sa di esserlo, perché diventerà tale con le piogge e i passaggi in bici (Foto 7);
Il problema principale è che è davvero un pistino corto, ma vabbè, in fondo è una roba corta e - spero - decisamente tecnica, in modo da aiutarmi a sbloccarmi su alcune cose, in particolare le curve ripide verso destra.
La prossima settimana, in teoria, dovrebbero terminare i lavori, ma non è ancora sicuro, dato che non mi ricordo com'è messa l'ultima parte (quella ripida) e quindi non so se ci saranno da costruire tanti appoggi o se ci sarà parecchio da pulire. Ce la si metterà tutta, comunque, perché non sarebbe male poter cominciare a girarci già dal weekend nel 6/7 ottobre.
Speriamo bene.
Ecco le foto dei lavori di oggi.
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| Foto 1. Rettilineo in falsopiano (da pedalare) |
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| Foto 2. L'appoggio della seconda parte allargato |
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| Foto 3. Curva verso destra in contropendenza che mi darà sicuramente tanti problemi. |
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| Foto 4. Rettilineo veloce in contropendenza |
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| Foto 5. Doppio naturale con pietra spaccaruota |
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| Foto 6. Pietrone da copiare con compressione e ripido.. possibile drop lento sul ripido? |
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| Foto 7. Pietraia che deve ancora diventare pietraia |
lunedì 17 settembre 2012
Lavoro sul pistino day 2
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| Parte finale del ripido che si butta nell'appoggio |
Fortunatamente, contrariamente a quanto pensassi all'inizio, esiste un modo per accedere al pistino senza doversi spingere la bici per quelle pendenze esagerate.
Dopo aver identificato quindi il nuovo ingresso, siamo andati a controllare lo stato delle due sponde precedenti, in seguito alla pioggia di settimana scorsa. Hanno retto entrambe, anche se vanno riempite di nuovo. Lo faremo quando arriveremo di nuovo in quel punto, dato che i lavori, col nuovo punto d'accesso, si sono spostati più in alto.
I rovi hanno rappresentato il problema principale, dato che ce n'era una marea e abbiamo dovuto estirparli praticamente uno a uno con le vanghe e una zappetta piccolina. Questo ha portato via circa un'oretta e mezza, durante la quale comunque abbiamo trovato un sacco di rami anche grossi che avremmo poi usato per creare il terzo appoggio della pista (il primo che si incontrerà durante la discesa).
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| L'inizio del ripido visto dall'appoggio |
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| L'appoggio visto dall'inizio del ripido |
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| L'appoggio in tutta la sua magnificenza e.. mollezza |
Sulla stabilità degli appoggi, comunque, la mia idea è di tornare su a rinforzali con della nuova terra, che poi verrà compattata dalla pioggia e, più avanti, dalla neve. Non sarà quindi un processo rapido e c'è anche la possibilità che vengano giù la prima volta che ci entrerò dentro con la bici. Per questo aspetto forse dovrei avvalermi della collaborazione di qualcuno più esperto. Appena sarà tutto pronto chiederò a qualcuno di dare un'occhiata e di aiutarmi magari a sistemare la cosa.
lunedì 10 settembre 2012
Lavoro sul pistino
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| La partenza dal basso, vista dall'appoggio. |
Il posto è talmente segreto che nemmeno io so come si chiama, ma per ovvi motivi anche se lo sapessi non lo direi, dato che deve rimanere segreto. Più che altro perché purtroppo parte in un punto che, secondo me, ogni tanto è frequentato (ho cercato alternative ma non ne ho trovate) e siccome parte subito in picchiata dritto dritto verso un appoggio, non è poi così nascosto.
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| La partenza dall'alto, col primo appoggio. |
1. Non è chiaro se l'area sia privata: se lo fosse, il proprietario potrebbe vederlo e distruggerlo;
2. Non c'è un accesso al pistino vero e proprio, bisogna quindi spingere la bici in salita. A questo punto segue il punto..
3. La parte finale è talmente ripida che nel giro di poche volte potrei rompermi il cazzo, perché dopo due risalite con la bici a spinta non avrei più le forze per fare nient'altro;
4. Ho gli occhi più grandi dello stomaco, quindi sto facendo della roba talmente ripida e piena di contropendenze che quando sarà il momento di affrontarla in bici non ci riuscirò;
5. Sono talmente bravo nel trail building (mai fatto prima) che la prima volta che verrà la pioggia mi distruggerà tutto;
6. Se la pioggia non lo dovesse distruggere, sono talmente bravo nel trail building che la prima volta che lo affronto in bici mi si sfonda sotto le ruote.
Il primo appoggio, in verità, ci può anche stare (si appoggia a due alberi), ma il secondo l'ho dovuto creare dal nulla senza sapere esattamente come farlo. Siccome non ho esperienza, ho messo tutta una serie di rami appoggiati a due tronchetti un po' troppo distanti tra loro (avrei dovuto metterne tre), poi ho ricoperto tutto di terra, ma tra i rami ci sono spazi e quindi le prime piogge trasformeranno la terra in fango, che filtrerà giù per suddetti spazi e rimarranno solo i tronchetti.
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| In uscita dal primo appoggio, contropendenza, curva verso destra ripida (anche se non sembra) verso il secondo appoggio. |
Comunque sia, in circa tre orette di lavoro, sono venuti su due appoggi. No, dico, solo due appoggi. Non che siano state tre ore di lavoro effettivo, ma comunque un ritmo un po' lento, direi.
Prossimo appuntamento domenica: teoricamente, a parte questo primo pezzo, non è necessario creare altri appoggi per tutta la prima parte. Poi dalla seconda metà in giù, la parte ancora più ripida, ci sarà da ridere.
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| Cristina sul secondo appoggio (stessa foto che si vede qua a sinistra, ma da un altro punto di vista). |
Un paio di foto dell'ingresso e della prima contropendenza. Ovviamente le foto non mostrano la vera pendenza.
Sentiti ringraziamenti a Cristina, che si è adoperata sia per aiutarmi in questa nuova opera mastodontica che per fare da punto di riferimento per cercare di mostrare le pendenze.
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