Dopo il podio a Coggiola, pensavo sarei riuscito a mettere di nuovo i piedi sui gradini numerati. Ho peccato di presunzione.
Mettendo subito da parte le scuse tipo allergia o pessima notte in tenda, il problema principale è che ho frenato troppo. Ho frenato troppo, quindi non sono stato veloce, quindi ho fatto schifo, quindi sono finito 5° nella categoria Promosport Master.
In verità c'è stato un altro fattore: non mi sentivo molto a mio agio. Non mi è ben chiaro perché, tanto che venerdì sera mi sono fatto una nottata un po' agitata e sabato mattina, quando mi sono svegliato mezzo influenzato, il primo pensiero, con un po' di sollievo, è stato che non avrei fatto la gara.
PS2
Salgo a 3,8 km/h perché ci sono due ore di tempo. Parto e sinceramente non faccio nulla di sbagliato, tranne forse non aver pedalato un po' tra le api: mi sono semplicemente accucciato ed ho sperato che non me ne entrasse nessuna dentro il casco. Tutti i salti li ho schiacciati, anche quelli da non schiacciare, ma si sa ormai bene, i salti o li provo trenta milioni di volte e anche quando li provo trenta milioni di volte sono sempre un po' lì che li temo.
Finisco in 4'09.15, chiudendo 6° (alla fine del post poi faccio la comparazione tra tuttitutti). La notizia positiva è che chiudo a 19" dal primo (sempre di categoria), mentre l'anno scorso avevo chiuso a 30" da lui, e a 5" da Giovanni, mentre l'anno scorso ero a 21" dal piemontese.
PS3
Salgo un pochino più veloce, ma giusto un pelo. Parto e mi rendo conto che non capisco niente, che faccio fatica a capire dove mi trovo. Stranissima sensazione. Comunque anche qua non sbaglio particolarmente, anche se mi rendo conto che in tutta la prima parte sono decisamente lento. È una discesa molto pedalata, quindi cerco di darci dentro il più possibile. Faticoso, lo ammetto, soprattutto ora che ho i flat, ma quello che posso lo faccio, anche se non faccio granché. La cosa curiosa, in generale, è che non mi ricordo quasi nulla di questa discesa, nonostante l'abbia provata due volte al sabato.
Chiudo con 7'44".20, finendo nuovamente 6°. L'anno scorso avevo pure battuto il primo, ma evidentemente aveva avuto qualche problema, perché mi è davanti di 23", per un totale di 42" nella gara totale, mentre a Coggiola gli ero dietro di 37" in totale.
La sensazione che ho avuto è che abbia fatto il possibile: forse non ero al top toppissimo della forma in generale, ma non so quanto possa influire sulla discesa: dopotutto per frenare meno non ci vuole la salute, ci vuole il non frenare, sant'iddio.
Ed ora tiriamo le somme:
5° di categoria su 22 con 11'53".35 a 42" dal primo e a 34" dal podio: non ce l'avrei mai fatta comunque, perché sinceramente non so dove avrei potuto guadagnare almeno 34", che sono un'eternità.
Nella gara completa (sempre sapendo che loro ne avevano già una nelle gambe e ne dovevano poi fare un'altra dopo la PS3) sarei arrivato 115° su 200 nella PS2 (57/100) e 120° su 197 (61/100) nella PS3, ovvero 59/100. Considerato che a Coggiola avevo fatto 32/100 (ma loro, ribadisco, erano partiti sul terreno più viscido di noi della Promo), Priero si riconferma una gara troppo veloce per il sottoscritto.
La prossima gara dovrebbe essere una DH (hellyeah!) a Prali. Per l'enduro, invece, ci si rivede (forse) a Bardineto.
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lunedì 18 maggio 2015
lunedì 6 aprile 2015
Gara 360 Enduro: Coggiola
Gara in categoria Promo in quel di Coggiola.
PS2: superhellyeah che, nel punto più veloce, prendendo dentro qualcosa col pedale, mi sono ritrovato seduto sul tubo del telaio in balia della bici. Per fortuna ero su di un rettilineo ed ho recuperato senza cadere.
Durante la discesa passo due ragazzini, che fanno di tutto per lasciarmi passare: devo dire che sono stati molto bravi.
PS3: verso la fine della prova, vado a destra anziché sinistra; mi fermo e con movimento tipo Hulk sollevo la bici per tornare in carreggiata.
Durante la prova, purtroppo, incontro il primo ragazzino nel pezzo più veloce (mi ero ripromesso di prendere i 50 km/h, ma ovviamente ho dovuto rallentare e non ci sono riuscito) ed il secondo in un punto dove non si riesce a sorpassare e quindi mi accodo per un attimo. Anche qua, comunque, i due ragazzini sono stati davvero corretti e si sono praticamente fermati per lasciarmi passare.
Finisco 3° di categoria (a podio, finalmente, dopo la gara di Petosino ormai millemila anni fa), ma poi mi rendo conto che in questa categoria ci sono solo i vecchi, gli sfaticati (come me) e gli scarsi, quindi la soddisfazione piano piano scompare.
Anche facendo un paragone con la gara completa la soddisfazione è limitatissima: 27/100 nella PS2, 37/100 sulla PS3, quindi con un 32/100 in totale, ma innanzitutto io avevo una PS in meno rispetto a chi ha fatto la gara completa, inoltre la PS2 che ho trovato io aveva un terreno a dir poco fantastico, mentre chi ci era passato nella gara completa, se non vado errato, aveva trovato una roba decisamente più scivolosa (ieri ha piovuto).
Il passaggio alla categoria Promo si riconferma un'ottima scelta, così come quella di tornare ai flat, ma allo stesso tempo non mi permette di valutare seriamente il mio operato in sella.
Staremo a vedere cosa otterrò alla mia prima gara DH dell'anno. Sempre che riesca a farne una.
PS2: superhellyeah che, nel punto più veloce, prendendo dentro qualcosa col pedale, mi sono ritrovato seduto sul tubo del telaio in balia della bici. Per fortuna ero su di un rettilineo ed ho recuperato senza cadere.
Durante la discesa passo due ragazzini, che fanno di tutto per lasciarmi passare: devo dire che sono stati molto bravi.
PS3: verso la fine della prova, vado a destra anziché sinistra; mi fermo e con movimento tipo Hulk sollevo la bici per tornare in carreggiata.
Durante la prova, purtroppo, incontro il primo ragazzino nel pezzo più veloce (mi ero ripromesso di prendere i 50 km/h, ma ovviamente ho dovuto rallentare e non ci sono riuscito) ed il secondo in un punto dove non si riesce a sorpassare e quindi mi accodo per un attimo. Anche qua, comunque, i due ragazzini sono stati davvero corretti e si sono praticamente fermati per lasciarmi passare.
Finisco 3° di categoria (a podio, finalmente, dopo la gara di Petosino ormai millemila anni fa), ma poi mi rendo conto che in questa categoria ci sono solo i vecchi, gli sfaticati (come me) e gli scarsi, quindi la soddisfazione piano piano scompare.
Anche facendo un paragone con la gara completa la soddisfazione è limitatissima: 27/100 nella PS2, 37/100 sulla PS3, quindi con un 32/100 in totale, ma innanzitutto io avevo una PS in meno rispetto a chi ha fatto la gara completa, inoltre la PS2 che ho trovato io aveva un terreno a dir poco fantastico, mentre chi ci era passato nella gara completa, se non vado errato, aveva trovato una roba decisamente più scivolosa (ieri ha piovuto).
Il passaggio alla categoria Promo si riconferma un'ottima scelta, così come quella di tornare ai flat, ma allo stesso tempo non mi permette di valutare seriamente il mio operato in sella.
Staremo a vedere cosa otterrò alla mia prima gara DH dell'anno. Sempre che riesca a farne una.
lunedì 2 giugno 2014
Gara cyclocross: The Bike Republic
Prima e ultima gara di cyclocross, durante la manifestazione The Bike Republic, qua a Torino.
Ultima perché non ne vale la pena: non sono uno a cui piace pedalare in pianura (a meno che non sia proprio per allenarsi a fare fondo con la bici da corsa, che poi in verità un'uscita in bdc è anche un po' una gita che ti porta fuori città), se poi devo fare tutta la fatica che ho fatto forse è meglio evitare.
Ciò non toglie che sia stata un'esperienza divertente e interessante.
Il percorso inizia con curve strettissime su asfalto: io ho sempre difficoltà con 'ste dannate curve, quindi le faccio decisamente lente. Rettilineo con rampetta random a metà e poi piccola rampa che butta sulla sabbia, a cui segue un tratto di incredibile fango. Ma proprio di quello fangoso. Poi pezzetto sterrato dritto e la morte fatta a scaloni (4 gradoni alti 30 cm da fare con bici in spalla), rampetta per scendere con curva deraposa e curvetta stretta che ti ributta sulla parte iniziale.
Un percorso di circa 600 m da ripetersi per 50' più un giro. Devastante.
Come sempre quando non so bene come fare, parto dalla seconda fila, perché non voglio intralciare e perché so che se partissi davanti mi metterei a pompare come un dannato e nel giro di poco sarei schiantato a terra. Partire dietro ha di positivo che mi faccio la prima parte trotterellando. Di negativo ha che il mio trotterellare è un po' più veloce di quello di altri, quindi per i primi 3 giri circa mi trovo fisso in culo agli avversari, cercando di sorpassare dove possibile. Ma il percorso è stretto per la maggior parte del tempo, quindi tante volte devo farmi quasi un giro completo prima di poter passare (solitamente mi hanno lasciato passare sullo sterrato dritto o nelle curve, dove sono riuscito a prendere un pochino più ritmo, facendole TUTTE col piede giù).
Al terzo giro, però, faccio per sganciarmi per l'ennesima volta e non ci riesco. Porco d'un cazzo. È la seconda volta che mi succede: tutto questo attaccare e staccare ha smollato la vite della tacchetta, che si è quindi staccata del tutto. Chiedo a Marta di andare a prendermi le brugole in auto, ma per fortuna ce le ha in borsa, quindi al giro successivo mi fa segno e mi fermo, convinto che la vite sia ancora lì, per darle una stretta. Ovviamente non c'è più, quindi non so che fare e rimango seduto un attimo a pensare (intanto riprendo fiato). Decido di staccare tutta la tacchetta e di girare sganciato, dato che per fortuna c'è un po' di piattaforma sui pedali.
Riparto, ma sono rimasto fermo circa 2'. Quasi un intero giro, per intenderci.
Quindi giù di pedali, cercando di recuperare posizioni. La mia idea iniziale di "Ma sì, me la faccio con calma, giusto per fun" è andata a farsi fottere.
Fortunatamente tantissimi sono in gara solo e unicamente per divertirsi (qualcuno si beveva anche della birra prima della gara, ma ho come la sensazione che nemmeno lui, come me, sapeva a quali fatiche saremmo andati incontro), quindi c'è chi si ferma, chi va proprio pianin pianino e cose del genere, e da più o meno ultimo avanzo e avanzo. Ovviamente tutto questo ha un costo, ovvero che sono sempre più devastato, ma insisto e insisto, anche se il mio ritmo piano piano cala, tanto che ad un certo punto, rendendomi conto di aver recuperato tutti coloro che avrei potuto recuperare, rallento. Poi, in verità, guardando i dati del Garmin, a quanto pare ho avuto un andamento più o meno costante per tutta la gara, quindi evidentemente è stata solo una mia percezione.
Ogni tanto butto l'occhio sul Garmin e vedo che sono sempre in zona 5, tendente alla 5.8. I dati mi dicono che sono stato mediamente a 177 bpm, ossia 95% HRmax in zona 5.6, con il HRmax di 188 bpm. Ho lavorato in zona 5 praticamente quasi tutti i 50' di gara. Certo, non è come, ad esempio, fare bici da corsa in questa zona (dopo pochi minuti probabilmente le gambe mi crollerebbero e non riuscirei a mantenere la velocità necessaria a lungo), ma è pur sempre un dato interessante.
Come si nota dal grafico, lì a metà tra 8:20 e 16:40 è dove mi sono fermato. Nonostante mi sia fermato (cioè, non proprio fermo fermo perché smanettavo con la scarpa, mi alzavo, mi sedevo, mi rialzavo, mi risedevo), l'HR è sceso solo intorno ai 140 bpm. Strano, perché ho un recupero decisamente buono, ma evidentemente la situazione è ben diversa dalla fine di uno sforzo.
La gara, finalmente, finisce. Arrivo 7° su 18 (di cui probabilmente 9 un po' più ciclisti - incluso io - e 9 cazzeggiatori totali), magari qualche posizione in più sarei riuscito a guadagnarla se non avessi perso un giro, ma ce n'è sempre una e quindi va bene così. Di sicuro non avrei mai potuto vincere, dato che i primi due erano proprio forti (quando sono rimasto fermo mi hanno doppiato).
Bella esperienza, quindi, ma a conferma che anche se ci metti dentro del fango e dello sterrato, per me la discesa ha proprio un ruolo importantissimo e quindi direi che l'avventura cyclocross si chiude qua.
Ultima perché non ne vale la pena: non sono uno a cui piace pedalare in pianura (a meno che non sia proprio per allenarsi a fare fondo con la bici da corsa, che poi in verità un'uscita in bdc è anche un po' una gita che ti porta fuori città), se poi devo fare tutta la fatica che ho fatto forse è meglio evitare.
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| A fine gara |
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Ciò non toglie che sia stata un'esperienza divertente e interessante.
Il percorso inizia con curve strettissime su asfalto: io ho sempre difficoltà con 'ste dannate curve, quindi le faccio decisamente lente. Rettilineo con rampetta random a metà e poi piccola rampa che butta sulla sabbia, a cui segue un tratto di incredibile fango. Ma proprio di quello fangoso. Poi pezzetto sterrato dritto e la morte fatta a scaloni (4 gradoni alti 30 cm da fare con bici in spalla), rampetta per scendere con curva deraposa e curvetta stretta che ti ributta sulla parte iniziale.
Un percorso di circa 600 m da ripetersi per 50' più un giro. Devastante.
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| La traccia registrata dal Garmin: praticamente quella che lascerebbe un criceto. |
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| Non mi è ben chiaro cosa sia quel Lap 5.. |
Riparto, ma sono rimasto fermo circa 2'. Quasi un intero giro, per intenderci.
Quindi giù di pedali, cercando di recuperare posizioni. La mia idea iniziale di "Ma sì, me la faccio con calma, giusto per fun" è andata a farsi fottere.
Fortunatamente tantissimi sono in gara solo e unicamente per divertirsi (qualcuno si beveva anche della birra prima della gara, ma ho come la sensazione che nemmeno lui, come me, sapeva a quali fatiche saremmo andati incontro), quindi c'è chi si ferma, chi va proprio pianin pianino e cose del genere, e da più o meno ultimo avanzo e avanzo. Ovviamente tutto questo ha un costo, ovvero che sono sempre più devastato, ma insisto e insisto, anche se il mio ritmo piano piano cala, tanto che ad un certo punto, rendendomi conto di aver recuperato tutti coloro che avrei potuto recuperare, rallento. Poi, in verità, guardando i dati del Garmin, a quanto pare ho avuto un andamento più o meno costante per tutta la gara, quindi evidentemente è stata solo una mia percezione.
Ogni tanto butto l'occhio sul Garmin e vedo che sono sempre in zona 5, tendente alla 5.8. I dati mi dicono che sono stato mediamente a 177 bpm, ossia 95% HRmax in zona 5.6, con il HRmax di 188 bpm. Ho lavorato in zona 5 praticamente quasi tutti i 50' di gara. Certo, non è come, ad esempio, fare bici da corsa in questa zona (dopo pochi minuti probabilmente le gambe mi crollerebbero e non riuscirei a mantenere la velocità necessaria a lungo), ma è pur sempre un dato interessante.
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| L'andamento della mia frequenza cardiaca. |
Come si nota dal grafico, lì a metà tra 8:20 e 16:40 è dove mi sono fermato. Nonostante mi sia fermato (cioè, non proprio fermo fermo perché smanettavo con la scarpa, mi alzavo, mi sedevo, mi rialzavo, mi risedevo), l'HR è sceso solo intorno ai 140 bpm. Strano, perché ho un recupero decisamente buono, ma evidentemente la situazione è ben diversa dalla fine di uno sforzo.
La gara, finalmente, finisce. Arrivo 7° su 18 (di cui probabilmente 9 un po' più ciclisti - incluso io - e 9 cazzeggiatori totali), magari qualche posizione in più sarei riuscito a guadagnarla se non avessi perso un giro, ma ce n'è sempre una e quindi va bene così. Di sicuro non avrei mai potuto vincere, dato che i primi due erano proprio forti (quando sono rimasto fermo mi hanno doppiato).
Bella esperienza, quindi, ma a conferma che anche se ci metti dentro del fango e dello sterrato, per me la discesa ha proprio un ruolo importantissimo e quindi direi che l'avventura cyclocross si chiude qua.
domenica 4 maggio 2014
Gara Superenduro Promo: Priero
E dopo tante promesse, eccola qua: la mia prima gara in categoria Promo.
"E cos'è Promo?", dirà qualcuno. È la categoria di quelli che per primi dovrebbero lasciare la nave che affonda, ossia vecchi e bambini. E quelli come me, che non hanno voglia di sfondarsi il culo facendosi una gara completa.
"Ma come", continuerà qualcuno, "fino all'anno scorso hai fatto gare intere!".. sì, è vero, ma come le ho fatte? Sempre col terrore dei crampi, col freno a mano tirato nei rilanci perchè "se pedalo troppo poi mi vengono i crampi" o "se pedalo troppo non finisco la gara". Per non parlare poi del mio stato fisico al termine delle gare. Devastato è un eufemismo.
Perciò eccomi qua, tra ragazzinetti del 2000 e vecchiarelli degli anni '60. Più Andrea e Giovanni, che avevo lasciato l'anno scorso con un "l'anno prossimo sfida nella Promo!". E così fu.
Day 1
Come sempre (tranne per Roasio), il sabato arrivo in loco. Però stavolta sono tranquillo, perché anche se mi faccio l'intera prova si tratta solo di 2 PS e non 4, come al solito. Quindi me la posso provare tutta. Salgo verso la PS2, col cardio sott'occhio perché ormai è diventata un'ossessione "Rimani in zona 2, rimani in zona 2, massimo qualche puntatina nella zona 3!". Ho le gomme da fango, perché quando sono venuto a provarla martedì, con la fangazza, Alessandro mi ha detto "Secondo me le gomme col fango fanno la differenza" e io gli ho creduto.
Comincio la mia discesa e dopo le prime curve mi rendo conto che faccio cagare: non riesco a stare in piedi, mi spavento ad ogni radice ricoperta di fango che mi fa scivolare un metro sì e l'altro pure. Torno su e riprovo, torno su e riprovo. L'ultima parte la faccio tutta alla shit, perché, continuando a non riuscire ad agganciare e a sganciare il pedale, controllo la tacchetta e scopro con rammarico d'aver perso una delle due viti.
Rabbuiato e col pensiero "Non so andare in bici" tatuato nel cervello, parto per andare a fare la PS3, ma dopo 5 minuti giro la bici e torno giù in paese: ci sono i furgoni gratuiti, chi cazzo sono io per non approfittarne?
E incontro Giovanni e Andrea. Quest'ultimo è stanco e quindi va a riposarsi, mentre io e il primo saliamo a provare di nuovo la PS2. Fortunatamente mi dà una botta di vita e la proviamo decentemente (anche perché s'è asciugata parecchio nel giro di poco, per via del sole e della temperatura). Torniamo su di nuovo e proviamo ancora, sempre meglio. Tanto meglio che sul salto finale ho addirittura il tempo di chiedermi "Ma quando cazzo atterro?!?!?" tanto lo prendo forte. Nella seconda metà Giovanni mi lascia indietro, ma l'avevo già preso in considerazione, quindi non mi ferisce più di tanto nell'orgoglio.
Torniamo su e proviamo la PS3. Giovanni è stanchissimo, quindi la facciamo in modalità supereasy, così ho modo di memorizzare l'unico punto da memorizzare (per me, intendo), ossia un taglio che permette di prendere quella fottutissima curva impiantosa senza impiantarsi.
Finisce la giornata, ci si saluta e mi infilo nel Doblò. Mangio riso col mais (senza condimento) e yakisoba che mi ha portato mio padre dal Giappone. Studio un po' (lunedì ho un esonero) e verso le 23.30 mi metto a nanna.
Si fa per dire.
Pioggia a catinelle e, per qualche assurdo motivo - probabilmente umidità - passo quasi metà nottata a tossire. Poi sudo sotto il sacco a pelo. Poi me lo levo e ho freddo. Insomma, tutta la notte così, dormicchiando e sveglicchiando.
Day 2
È ora di partire: intorno a me adulti adultoni e bimbarelli. È la Promo.
PS1
Salgo moooolto tranquillo - la nottata si fa sentire - e arrivo moooolto in anticipo. Moooolto bene. Con Giovanni e Andrea, andiamo giù per la PS2 a guardare la gente che passa. Anche il tempo passa, infatti quando torniamo su vedo che c'è in partenza il numero 200. E io sono il numero 201. Corro come un fottuto a recuperare la bici, che ho lasciato tipo lontanissima dalla partenza.
Arrivo col fiatone in partenza, ma fortunatamente ho ancora un minuto di tempo e faccio respiri profondi per rilassarmi un attimo.
Parto.
Non spingo tanto perché questa prima parte, nelle prove, mi ha sempre sfiancato al vomito ("FCmax! FCmax!", mi dice il subconscio).
Arrivo alla seconda passerella di legno e vedo il tizio davanti a me fermo poco più avanti. Mi distraggo e quindi mi scivola via l'anteriore. Perdo un po' di tempo a tornare indietro e raccogliere la bici, spingo su per la terza passerella (non mi sarebbe convenuto tornare in sella) e riprendo ad andare. Sulla contropendenza quella bastarda trovo di nuovo il tipo davanti a me, che, zampettando, si fa pianin pianino metà della contropendenza, finché poi si ferma e mi lascia passare. Tra una cosa e l'altra ho perso un bel po' di tempo, ma chissenefrega, sono in una promo, per dio!
Faccio tutta l'ultima parte un po' alla cazzo di cane (sapete quando si ha proprio la sensazione di andare piano pensando "Ma quanto piano sto andando?!?") e finisco la prova.
Con 4'53" mi posiziono 5°. "Vai! Grande!", potrà pensare qualcuno, ma sono in Promo, quindi non è questo grande risultato: Giovanni mi dà 20", io do 1" ad Andrea, che ha fatto tutta la discesa senza catena in seguito ad una caduta. E tutt'intorno a noi c'è gente del '67, del 2000, anche del 2001 e via dicendo. Come dicevo prima, vecchi e giovani.
PS2
Controllo orario e salgo per la PS3. Non mi dilungherò granché, perché non c'è niente da dire, in verità, se non che in generale sono soddisfatto: per la prima volta sono riuscito a pedalare DURANTE la prova speciale. Unica nota curiosa: arrivo al taglio memorizzato dal giorno prima e, purtroppo, il tizio davanti a me ha scelto proprio quel punto per fermarsi: non conoscendo il taglio, si ferma proprio su di esso, quindi io devo rallentare, girargli attorno - mentre lui mi chiede scusa - e proseguire. Oltre a questo punto, la prova va bene, tranne qualche eccessivo rallentamento in qualche punto, dato che, nello sforzo di memorizzare il taglio di cui sopra, non ho pensato a tutto il resto della prova. In generale credo d'aver dato quello che all'85% ho dato quello che potevo dare (in qualche punto avrei potuto frenare meno).
Chiudo la prova 6°, in 8'20".
Conclusioni
Credo d'aver trovato la mia strada, in mancanza di gare DH (che sono quelle che mi piacciono di più ma che sono anche le più costose e lontane): le gare enduro in versione Promo sono PERFETTE per me: posso spingere tanto (non tantissimo, a dire il vero, dato che non sono molto allenato sull'anaerobico e sul lattacido in generale) durante le prove senza pensare ai crampi e senza pensare che "minchia, mi mancano ancora 2 prove speciali, sant'iddio". È un peccato solo perché spesso le prove che vengono eliminate rispetto alla gara completa sono quelle più belle (vedi Roasio, dove hanno fatto PS1 e PS4, tagliando via la PS2 e la PS3 per motivi logistici, che erano le più fichissime), ma me ne farò una ragione: tanto, quando vado a provarle in anticipo, mi faccio il giro completo, perché sono lì per divertirmi.
Finisco la gara al 5° posto, davanti a Giovanni per 1" (che non ha pedalato niente sulla PS2 per via della stanchezza, ma che sulla PS1 mi ha dato ) e dietro ad Andrea per 13" (che ci ha dato dentro sulla PS3 ma è stato senza catena sulla PS1). La sfida, quindi, si è conclusa proprio nel mezzo.
Un miglioramento relativo rispetto a Riverosse, dove ero caduto e ho avuto un notevole rallentamento a causa di un problema tecnico sulla PS3 (ma anche qui sono caduto e ho subito un notevole rallentamento sulla PS1). Bisogna dirlo, comunque, che rispetto alla gara completa ho fatto la metà delle prove che hanno fatto loro, quindi con notevole stanchezza in meno. Ecco quindi un paragone che lascia il tempo che trova:
PS1: 4'53.60 - 5° nella Promo (15/100) e 100° nella totale (63/100)
PS2: 8'20.50 - 7° nella Promo (23/100) e 102° nella totale (66/100)
Totale gara: 13'14.10 - 6° nella Promo, 65/100 nella totale fake
Dopotutto, quindi, in un risultato assoluto, sono andato meglio rispetto a Riverosse.
W LE PROMO! Sono la dimensione ideale per divertirsi. E praticamente io, nelle gare di enduro, raramente mi sono divertito.
"E cos'è Promo?", dirà qualcuno. È la categoria di quelli che per primi dovrebbero lasciare la nave che affonda, ossia vecchi e bambini. E quelli come me, che non hanno voglia di sfondarsi il culo facendosi una gara completa.
"Ma come", continuerà qualcuno, "fino all'anno scorso hai fatto gare intere!".. sì, è vero, ma come le ho fatte? Sempre col terrore dei crampi, col freno a mano tirato nei rilanci perchè "se pedalo troppo poi mi vengono i crampi" o "se pedalo troppo non finisco la gara". Per non parlare poi del mio stato fisico al termine delle gare. Devastato è un eufemismo.
Perciò eccomi qua, tra ragazzinetti del 2000 e vecchiarelli degli anni '60. Più Andrea e Giovanni, che avevo lasciato l'anno scorso con un "l'anno prossimo sfida nella Promo!". E così fu.
Day 1
Come sempre (tranne per Roasio), il sabato arrivo in loco. Però stavolta sono tranquillo, perché anche se mi faccio l'intera prova si tratta solo di 2 PS e non 4, come al solito. Quindi me la posso provare tutta. Salgo verso la PS2, col cardio sott'occhio perché ormai è diventata un'ossessione "Rimani in zona 2, rimani in zona 2, massimo qualche puntatina nella zona 3!". Ho le gomme da fango, perché quando sono venuto a provarla martedì, con la fangazza, Alessandro mi ha detto "Secondo me le gomme col fango fanno la differenza" e io gli ho creduto.
Comincio la mia discesa e dopo le prime curve mi rendo conto che faccio cagare: non riesco a stare in piedi, mi spavento ad ogni radice ricoperta di fango che mi fa scivolare un metro sì e l'altro pure. Torno su e riprovo, torno su e riprovo. L'ultima parte la faccio tutta alla shit, perché, continuando a non riuscire ad agganciare e a sganciare il pedale, controllo la tacchetta e scopro con rammarico d'aver perso una delle due viti.
Rabbuiato e col pensiero "Non so andare in bici" tatuato nel cervello, parto per andare a fare la PS3, ma dopo 5 minuti giro la bici e torno giù in paese: ci sono i furgoni gratuiti, chi cazzo sono io per non approfittarne?
E incontro Giovanni e Andrea. Quest'ultimo è stanco e quindi va a riposarsi, mentre io e il primo saliamo a provare di nuovo la PS2. Fortunatamente mi dà una botta di vita e la proviamo decentemente (anche perché s'è asciugata parecchio nel giro di poco, per via del sole e della temperatura). Torniamo su di nuovo e proviamo ancora, sempre meglio. Tanto meglio che sul salto finale ho addirittura il tempo di chiedermi "Ma quando cazzo atterro?!?!?" tanto lo prendo forte. Nella seconda metà Giovanni mi lascia indietro, ma l'avevo già preso in considerazione, quindi non mi ferisce più di tanto nell'orgoglio.
Torniamo su e proviamo la PS3. Giovanni è stanchissimo, quindi la facciamo in modalità supereasy, così ho modo di memorizzare l'unico punto da memorizzare (per me, intendo), ossia un taglio che permette di prendere quella fottutissima curva impiantosa senza impiantarsi.
Finisce la giornata, ci si saluta e mi infilo nel Doblò. Mangio riso col mais (senza condimento) e yakisoba che mi ha portato mio padre dal Giappone. Studio un po' (lunedì ho un esonero) e verso le 23.30 mi metto a nanna.
Si fa per dire.
Pioggia a catinelle e, per qualche assurdo motivo - probabilmente umidità - passo quasi metà nottata a tossire. Poi sudo sotto il sacco a pelo. Poi me lo levo e ho freddo. Insomma, tutta la notte così, dormicchiando e sveglicchiando.
Day 2
È ora di partire: intorno a me adulti adultoni e bimbarelli. È la Promo.
PS1
Salgo moooolto tranquillo - la nottata si fa sentire - e arrivo moooolto in anticipo. Moooolto bene. Con Giovanni e Andrea, andiamo giù per la PS2 a guardare la gente che passa. Anche il tempo passa, infatti quando torniamo su vedo che c'è in partenza il numero 200. E io sono il numero 201. Corro come un fottuto a recuperare la bici, che ho lasciato tipo lontanissima dalla partenza.
Arrivo col fiatone in partenza, ma fortunatamente ho ancora un minuto di tempo e faccio respiri profondi per rilassarmi un attimo.
Parto.
Non spingo tanto perché questa prima parte, nelle prove, mi ha sempre sfiancato al vomito ("FCmax! FCmax!", mi dice il subconscio).
Arrivo alla seconda passerella di legno e vedo il tizio davanti a me fermo poco più avanti. Mi distraggo e quindi mi scivola via l'anteriore. Perdo un po' di tempo a tornare indietro e raccogliere la bici, spingo su per la terza passerella (non mi sarebbe convenuto tornare in sella) e riprendo ad andare. Sulla contropendenza quella bastarda trovo di nuovo il tipo davanti a me, che, zampettando, si fa pianin pianino metà della contropendenza, finché poi si ferma e mi lascia passare. Tra una cosa e l'altra ho perso un bel po' di tempo, ma chissenefrega, sono in una promo, per dio!
Faccio tutta l'ultima parte un po' alla cazzo di cane (sapete quando si ha proprio la sensazione di andare piano pensando "Ma quanto piano sto andando?!?") e finisco la prova.
Con 4'53" mi posiziono 5°. "Vai! Grande!", potrà pensare qualcuno, ma sono in Promo, quindi non è questo grande risultato: Giovanni mi dà 20", io do 1" ad Andrea, che ha fatto tutta la discesa senza catena in seguito ad una caduta. E tutt'intorno a noi c'è gente del '67, del 2000, anche del 2001 e via dicendo. Come dicevo prima, vecchi e giovani.
PS2
Controllo orario e salgo per la PS3. Non mi dilungherò granché, perché non c'è niente da dire, in verità, se non che in generale sono soddisfatto: per la prima volta sono riuscito a pedalare DURANTE la prova speciale. Unica nota curiosa: arrivo al taglio memorizzato dal giorno prima e, purtroppo, il tizio davanti a me ha scelto proprio quel punto per fermarsi: non conoscendo il taglio, si ferma proprio su di esso, quindi io devo rallentare, girargli attorno - mentre lui mi chiede scusa - e proseguire. Oltre a questo punto, la prova va bene, tranne qualche eccessivo rallentamento in qualche punto, dato che, nello sforzo di memorizzare il taglio di cui sopra, non ho pensato a tutto il resto della prova. In generale credo d'aver dato quello che all'85% ho dato quello che potevo dare (in qualche punto avrei potuto frenare meno).
Chiudo la prova 6°, in 8'20".
Conclusioni
Credo d'aver trovato la mia strada, in mancanza di gare DH (che sono quelle che mi piacciono di più ma che sono anche le più costose e lontane): le gare enduro in versione Promo sono PERFETTE per me: posso spingere tanto (non tantissimo, a dire il vero, dato che non sono molto allenato sull'anaerobico e sul lattacido in generale) durante le prove senza pensare ai crampi e senza pensare che "minchia, mi mancano ancora 2 prove speciali, sant'iddio". È un peccato solo perché spesso le prove che vengono eliminate rispetto alla gara completa sono quelle più belle (vedi Roasio, dove hanno fatto PS1 e PS4, tagliando via la PS2 e la PS3 per motivi logistici, che erano le più fichissime), ma me ne farò una ragione: tanto, quando vado a provarle in anticipo, mi faccio il giro completo, perché sono lì per divertirmi.
Finisco la gara al 5° posto, davanti a Giovanni per 1" (che non ha pedalato niente sulla PS2 per via della stanchezza, ma che sulla PS1 mi ha dato ) e dietro ad Andrea per 13" (che ci ha dato dentro sulla PS3 ma è stato senza catena sulla PS1). La sfida, quindi, si è conclusa proprio nel mezzo.
Un miglioramento relativo rispetto a Riverosse, dove ero caduto e ho avuto un notevole rallentamento a causa di un problema tecnico sulla PS3 (ma anche qui sono caduto e ho subito un notevole rallentamento sulla PS1). Bisogna dirlo, comunque, che rispetto alla gara completa ho fatto la metà delle prove che hanno fatto loro, quindi con notevole stanchezza in meno. Ecco quindi un paragone che lascia il tempo che trova:
PS1: 4'53.60 - 5° nella Promo (15/100) e 100° nella totale (63/100)
PS2: 8'20.50 - 7° nella Promo (23/100) e 102° nella totale (66/100)
Totale gara: 13'14.10 - 6° nella Promo, 65/100 nella totale fake
Dopotutto, quindi, in un risultato assoluto, sono andato meglio rispetto a Riverosse.
W LE PROMO! Sono la dimensione ideale per divertirsi. E praticamente io, nelle gare di enduro, raramente mi sono divertito.
lunedì 17 marzo 2014
Gara 360Enduro: Roasio (Riverosse)
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| L'unica foto di me in gara |
Ecco, la freddezza del giorno dopo mi aiuta meglio a capire com'è davvero andata la gara. E devo dire che non posso lamentarmi granché, visto e considerato tutto.
Non sono più molto amante delle gare di enduro, perché alla terza prova, di solito, vengo assalito dai crampi: dopo lunghi studi e notti insonni attaccato a sensori che raccolgono dati (non è vero ma mi da' un'aria da pro) ho potuto constatare che mi vengono perché durante le PS sono sempre molto testo di gambe; aggiuntina di stanchezza da monocorona, il cocktail è pronto da consumare (lo lascio a voi, che io preferisco la birra).
Per questo motivo ho fatto un passo indietro: dal monocorona sono tornato alla corona doppia. Scomodo, lo ammetto, soprattutto perché per qualche motivo sovrannaturale, se pedalo all'indietro la catena cade. E sai quando sei lì alla partenza che dai un colpo di pedale all'indietro per sistemarti? Ecco, 3 volte su 4. Rottura di caxxo abnorme. Inoltre ora ho tre levette (sali corona, scendi corona, reggisella), quindi devo stare lì a pensare "Ma quale caxxo di levetta è che devo tirare, porcoddìnci!"..
Però.
Eh sì.. però porca miseria se mi serve, quel piccolo 22 mattacchione in salita. Porca porca miseria!
Aggiungici che le risalite sono in tempi piacevoli (metà della prima la faccio a spinta, così come metà della quarta) ed il gioco è fatto: ho concluso una gara senza crampi (firulì firulà!). Grande successo! Ringrazio gli sponsor, la famiglia che mi è stata vicina, il coddonchio di 'stacippa, etc, etc.
E via di cronaca.
PS1
Appongo il numero 148 sulla Vitus - che è alla sua prima gara, yeahbboy - metto il casco in testa (faccio la gara col solo integrale perché proprio di girare con zaino e doppio casco non ho voglia) e salgosalgo finché, guardando l'orologio, mi trovo largamente in anticipo, perciò smonto e spingo fischiettando.
Arrivo alla PS1, mi giro verso il 149 e gli dico "Abbi pazienza se mi prendi, che la pista è stretta e la gente mormora".
Prima di partire, controllo il rapporto: 22 davanti e dietro boh, chi si ricorda, perché se non vado errato ci sono tanti - TROPPI - saliscendi.
Parto un po' gasato: in questi ultimi mesi mi sono sentito rinascere dal punto di vista della bici - complice anche l'acquisto della mia nuova bici, dopo 5 anni di Canyon da 72,2kg - e quindi ho proprio voglia di vedere come sono messo.
Scivolicchio qua e là, mi impianto quasi del tutto in alcuni dei punti in salita (quasi in tutti, a dire la verità) ma non scendo mai a spingere, faccio tutto in piedi sui pedali. 22 I LOVE YOU! In un paio di punti perdo un po' il controllo a causa del fondo che scivola, ma fa parte del gioco, quindi me lo godo tutto. Nelle parti più ripide credo di non aver nemmeno mollato il posteriore, che probabilmente era bloccato e scivolava da tutte le parti. Eh, lo faccio per i concorrenti successivi, per pulir loro il tracciato. Troppo altruista, lo so, lo so. Sul ripido quello ripido ripido raggiungo il concorrente davanti, un po' in difficoltà per via della pendenza e del terreno, e per un po' devo rallentare, ma poi riprende il suo ritmo e, probabilmente sentendomi arrivare, decide anche di riprendere in mano la situazione. Arriviamo insieme al pezzo pedalato e bam, chi caxxo lo vede più. Io pedalo, eh, ma non a tutta perché ho paura di non averne più per dopo, quindi pedalo ma senza strafare. Certo, non è che vada a ritmo di gita, ma per intenderci siamo sui 22km/h (quelli bravi vanno a medie di 30km/h). Faccio cagare, ma pazienza.
Finisco la prova in 4'47" e sono 65° (e vai di normalizzazione: 51/100).
PS2
Mi riprendo un attimo perché nonostante non abbia pedalato potente tipo da strapotenza violenza, ho i polmoni che dicono "Ouch ouch" e riparto per la seconda salita, che è luuuuuuuuuunga ma non particolarmente violenta.
Me la prendo comoda, pedalando agile quasi a mulinellare, tanto ci dovrei stare nei tempi.
Arrivo all'inizio della prova, mi faccio mangiare da un insetto - che però schiaccio - e chiedo al giudice se posso partire di corsa, dato che si parte in una leggerissima salitina lunga circa 2 metri, ma partendo da fermo mi sembra quasi uno scoglio insormontabile. Mi dice di no, quindi amen.
Parto con un pedale agganciato e l'altro no e ovviamente faccio un po' di casino e mi impappino. Pazienza. Ovviamente il rapporto è sbagliato e mulinello per i primi 20 metri. Almeno sciolgo le gambe, dai.
La prova è breve, quindi decido di essere gasato e pompo (inutilmente, direi, perché non serve granché, credo) sulle radici per saltarle vie e i tre ragazzini lì apprezzano. Quindi in verità questa scenetta a qualcosa è servita, dato che mi sono gasato! La prova procede bene, a parte un paio di indecisioni (grazie, memoria di 'stocaxxo, che non mi fai ricordare mai niente), il salto lo faccio un po' corto perché a) non so saltare e b) non ricordo cosa c'è dietro. Nei due strappi in salita (mi avevano ricordato che erano corti, ma non erano proprio corti corti, eh) ovviamente arranco un po' ma fa niente.
Nei gradini sono un po' insicuro sulla velocità.. potrei pomparne uno ogni due, così da saltarne uno e non dover rallentare, ma non ho mai provato e non mi sento di farlo senza prima provare, soprattutto perché, come detto prima, sono una shit sui salti.
Arrivo alla fotocellula gasatissimo, pedalando al massimo col rapporto più duro, ma la gara non si fa negli ultimi 100 metri, quindi chiudo in 3'12", 63° (49/100).
PS3
Riprendo fiato un po' più a lungo e poi via, per andare alla PS3. Il trasferimento qua è supereasy: quasi tutto spinto, ma anche un bel po' in discesa vera e propria. Oltretutto è pure stradivertente. Il trasferimento perfetto, per dirla tutta.
Arrivo e parto. Poco prima, parlando con un altro concorrente che conosce bene il posto, gli chiedo dei due pezzi più tecnici, che mi ricordavo più o meno: "Allora, il primo fallo tutto a destra, invece il secondo.." e lo interrompo "sì, il secondo più o meno lo ricordo, bella!".
Quando arrivo, rallento un po' perché c'è uno scollinamento, butto lo sguardo a destra e ovviamente ci vado pure con la bici.. in quel momento mi rendo conto che invece era quello che, martedì, avevo provato prendendo la linea di mezzo, che mi portava perfetto perfetto in traiettoria per la parte successiva: l'altro concorrente si è confuso ed ha invertito i due pezzi! Quindi mi trovo a scendere totalmente a caso dentro 'sto canalone sulla destra. Vabbè, pazienza.
Sul secondo pezzo vado a destra, ma lo faccio comunque male (proprio non me lo ricordo!).
La discesa è un po' lunghetta e sto cominciando a stancarmi, quindi lascio un po' scorrere la bici senza darmi troppo da fare finché, ovviamente, piego un po' troppo la bici su 'sto terreno scivoloso e la perdo, finendo a terra. La curva è lenta, quindi stupido doppiamente. Mi rialzo e riparto, solo che non funziona più la leva dell'anteriore. Cioè, non è che non funzioni, per frenare più o meno frena, solo che c'è una strana resistenza. Vado avanti un po' lento per qualche tempo, finché, smanettando a caso sulla parte sinistra del manubrio (proprio a caso, eh) la leva si sblocca e posso riprendere un ritmo più decente, anche se non come vorrei, perché ormai ho perso un po' la foga della prova.
Verso la parte finale, però, il 149 mi raggiunge (sarà stato contento, quindi a qualcosa è servita, la cadutina), ma non c'è modo di farlo passare prima di tagliare il traguardo, che comunque, per fortuna è poco più avanti. Lo tagliamo praticamente insieme, io in 5'18". Ben indietro in classifica, 92° su 127 (72/100). E pensare che credevo sarebbe stata quella in cui avrei fatto meglio. Pensa il destino che scherzi che gioca!
PS4
Riprendo fiato e parto, insieme al 147, per l'ultima risalita. C'è però un pezzo di trasferimento che è una discesa superdivertente. Nonostante non faccia parte della gara, lo faccio in modalità un po' gasata. E mi scivola di nuovo via l'anteriore su delle pietre. Pietre che mi lasciano un po' di segno sui due stinchi. Eeeeeeeeeh, l'ingenuità dei giovani!
La risalita è ok, con gli ultimi tornanti a spinta. Anche qui arrivo con ottimo anticipo e quindi ho tempo (taaaanto tempo) per rilassarmi, quasi al punto di addormentarmi.
Si parte e si pedala subito subito per un pezzetto. Ma è l'ultima prova, quindi spingo un po' di più. Fortunatamente la discesa è tracciata, quindi riesco più o meno a capire dove devo passare, ma in verità è un po' come se fosse la prima volta che la faccio (e credo che ciò valga un po' per tutti i concorrenti), dato che martedì c'erano solo alcuni cartelli che dicevano più o meno dove passare. In un punto specifico, poi, rallento tantissimo perché non mi è molto chiaro dove passare, ma fa niente. Me la ricordavo meno da pedalare, ma in verità il punto è che ci sono un bel po' di curve strette e scivolose, la cui uscita non è visibile, quindi tendo sempre a rallentare parecchio perché voglio evitare di scivolare via. Anche qui, come sulla PS1, in alcuni punti mi fermo quasi in salita, ma non fa niente, perché comunque mi sto divertendo tanto.
Verso la parte finale c'è tutta una specie di deviazione che martedì non c'era (ma anche se ci fosse stata non me la sarei ricordata) che poi porta all'unico salto ancora aperto (uno è stato tolto, un drop è stato del tutto chiuso).. ovviamente non ho confidenza, avendolo fatto solo una volta e senza nemmeno guardarlo, e quindi lo prendo ad una velocità che mi permetta di chiuderlo, senza strafare. Mollo tutto sulla parte finale, dritta dritta, poi faccio un po' di casino scodacchiando di qua e di là per rientrare nel boschetto finale e taglio il traguardo in 4'12", cioè 72° (56/100).
La gara è finita e i crampi non si sono sentiti. Vorrei vedere, dato che tra una cosa e l'altra ho fatto una sola risalita completa pedalata e non era nemmeno particolarmente impegnativa.
Chiudo il tutto in 17'30", posizionandomi 74° (ovvero 58/100), un bel po' al di sopra della metà classifica. Considerati gli accadimenti sulla PS3 e la mia incapacità di esprimere la potenza necessaria sui rilanci, non dovrei, in verità, lamentarmi, perciò non lo farò.
La cosa che più importa, in verità, è che, a parte i tratti pedalati, nei pezzi in discesa mi sono piaciuto (tranne un paio di cosine qua e là, ovvio). Non ho finito dove volevo finire: in verità speravo di riuscire a finire tra i primi 50, ma è evidente (al di là della PS3 con caduta) che ho ancora parecchio da fare sotto tutti i punti di vista, con maggiore attenzione alla potenza (o anche forza esplosiva).. dando voce allo studente SUISM, dovrei concentrarmi un po' sul lavoro anaerobico lattacido e alattacido. Solo che non devo mica andare a vincere gare, quindi farò qualcosa ogni tanto qua e là, giusto per. E di sicuro le prossime gare le farò in versione Promo, perché qua a Riverosse mi è andata di lusso, coi tempi di risalita e le risalite poco pesanti.
PS1: 4'47.45 - 65° (51/100)
PS2: 3'12.00 - 63° (49/100)
PS3: 5'18.40 - 92° (72/100)
PS4: 4'12.46 - 74° (56/100)
Totale gara: 17'30" (74/100)
E ora.. gubbài (come direbbe il coach Marta)!
lunedì 6 maggio 2013
Gara SE: Priero 2013
Finalmente ci sono riuscito, a fare Priero: era da un po' di tempo che per un motivo o per l'altro la rimandavo, ma questa volta ce l'ho fatta. E mi è pure piaciuta.
In verità al sabato no: non sono un grande fan delle discese quelle liscie tutte curvose perché non so curvare - soprattutto verso destra - e quindi se prendo troppa velocità in quei contesti mi attacco ai freni. Però poi, provando le discese un po' di volte, mi sono ricreduto e ho apprezzato moltissimo.
La domenica di gara inizialmente non vede pioggia.
Parto per la PS1 e mi rendo conto di andare più piano rispetto al giorno prima: me ne accorgo in un punto in particolare perché atterro più corto del giorno prima, ma fa niente. Passo però metà della discesa a pensare cose tipo "Ehi, rilassati, dai, tranquillo, via" per cercare di non stare tutto il tempo con le gambe in tiro. Le gambe, ho detto. Perché, alla fine, ciò che mi causa i crampi è proprio quello: passo il tempo teso. E dopo diversi minuti di tensione, comincio ad avere i crampi.
Finisco la prova in 3'58", piazzandomi 102°. FINALMENTE!!! "Ma che cazzo di risultato è 102°?!?", dirà qualcuno. Beh, il mio obiettivo, sin dall'inizio delle gare (nell'ormai lontano 2010), era quello di piazzarmi entro i primi cento. "Ma non sai fare i calcoli, babbo di minchia!", dirà qualcun altro. Eh, certo che li so fare, solo che normalizzo sempre a 100. Cioè, arrivare tra i primi 100 con 17837 partecipanti è tutt'altra cosa che arrivare tra i primi 100 con 106 partecipanti, no?
Ecco, quindi shhhht e nell'angolino, via.
Dicevo, 102 su 223, che, normalizzato, significa 45°!!! Miglior risultato di sempre!
Ah, ci tengo a precisare una cosa: 45° per la MIA personale classifica: ovviamente 102° nella classifica, eh. Sia mai che mi diate del baro. Metro.
Risalgo e parto per la PS2. In verità parto alla cazzo di cane perché non mi si aggancia il pedale, ma non fa niente, non saranno due secondi a cambiarmi la vita.
La prima parte fila via tranquilla, ma poi arriva la parte successiva e lì, come già avevo potuto appurare in prova, tutto quello che riesco a guadagnare nella prima parte lo perdo. Niente di chissà che, sia chiaro, ma io le curve proprio non ci riesco a farle, checcazzo! Purtroppo non so in quanto chiudo la prova, perché viene successivamente annullata e quindi non ci sono i tempi. So solo che il ragazzo partito dopo di me arriva qualche secondo dopo di me (tipo 3" dopo) e che quindi se la prova fosse stata ancora un pelo più lunga mi avrebbe preso. Smacco, ma per fortuna la prova è finita dov'è finita.
Comincia la PS3, quella più pedalata. E comincia pure la pioggia. Battente. Cioè tipo che sono inzuppato nel giro di 10 minuti. Ma ormai ci sono abituato: è praticamente da quando ha smesso di nevicare che piove.
Nonostante il fango - che si è accumulato rapidamente per via della pioggia esagerata - la prima parte fila via bene. Anzi, più che bene: fila via che è un piacere e mi diverto anche parecchio. Certo, ci sarebbe da rilanciare ogni tanto, ma non è quella roba tremenda che se non pedali ti fermi e io me ne frego totalmente. Anche perché, ahimé, già un paio di minuti dopo l'inizio si presentano i fottuti bastardi: i crampi di 'sta minzia.
Arrivato allo strappo megagiga, metto il rapporto più agile e sento che il polpaccio mi dice "Mmmmm, ora m'indurisco dibbruno" e io "No, zio, dai, per favore". Salgo a 2km/h e mi supera il tizio due numeri dietro: un infogato con gli occhi tipo spalancati che pedala anche sulle gocce d'acqua; che se ci fosse un albero in mezzo probabilmente lui ci si arrampicherebbe sopra. Pedalando in bici. Non a caso nella PS1 gli do 6", mentre nella PS3, egli, mi da 2 minuti. NO, DICO, 2 MINUTI!
Il mio ritmo, dopo il rilancio, è ovviamente calato e ho la paranoia del crampo: in un paio d'occasioni mi sgancio d'emergenza (sono sul fango, ricordi?) e, dando la pedata sul terreno, sento il polpaccio fare "Grrrrrr". Sul secondo strappo mi riprende il ragazzo partito dopo di me. Fortunatamente però poco dopo finisce la parte pedalata e, complice anche un suo errore, lo raggiungo rapidamente e facciamo tutta la terza parte della pista assieme, arrivando al traguardo insieme praticamente insieme.
In 10'45" chiudo la prova, piazzandomi 106 su 203 (il tizio di cui sopra, per intenderci, il pedalatore folle, chiude 26°). Fuori dalla prima metà della classifica. Peccato. Ma ci può stare, visto e considerata la natura della discesa. Insomma, non sono uno che va forte, ma se poi mi ci metti dentro roba extrapedalata come la PS3, vado ancora meno forte. Questa, comunque, è la Superenduro, no?
Normalizzando la seconda prova, la chiudo 52°. Poco sopra la prima metà classifica.
Comincio a risalire per l'ultima prova, la PS4 e ovviamente arriva l'assalto dei crampi. Come già a Coggiola, opto per il non fermarmi e quindi continuo a pedalare. Purtroppo però sono in salita, quindi ogni tot mi appoggio a un albero e pedalo al contrario, per non forzare i muscoli delle gambe.
Quando arrivo al controllo orario, però, vengo fermato insieme ad altri: prova annullata per il tempo.
Rimango lì una decina di minuti, indeciso sul da farsi. Mi giro verso i compagni di gara: "Dai, andiamo su, facciamocela lo stesso, mica possiamo scendere per asfalto, moriremo congelati". Ma è solo quello: è che sono a 300 e passa km da casa, mi sembra stupido non farmi la prova finale perché viene annullata. Quindi, in solitaria, risalgo e mi faccio la PS4 per i cazzi miei, in modalità rilassata, fermandomi ogni tanto, per evitare che mi vengano i crampi. E mi diverto davvero tantissimo: adoro il fango, c'è poco da fare.
Purtroppo la classifica assoluta finale ha qualche problema: molti partecipanti non si presentano al traguardo perché non sanno di doverlo fare (io, ad esempio, scopro di dover passare per il traguardo da uno a caso che mi passa vicino nella zona paddock), perciò risulta che non abbiano finito la gara. Per stilare quindi la classifica finale userò i dati della prima e della seconda prova, facendo una sorta di media.
Quindi, rullo di tamburi: 48 su 100. NO, DICO! Ce l'ho fatta, finalmente! Prima metà di classifica!
Sono gasatissimo. Ma davvero tanto. Ora dovrò consolidare questo risultato per me storico - cioè, ok, ridicolo rispetto ai risultati di altre persone, ma checcazzo, questo sono io e questi sono i miei risultati, chiudendo la prossima gara (forse Madesimo?) nella prima metà della classifica.
Però 'sti crampi mi hanno rotto il cazzo, devo essere sincero: mi sputtanano sempre tutto e, se ci fosse stata la PS4, probabilmente avrei avuto grooooooossi problemi.
PASIENSA!
In verità al sabato no: non sono un grande fan delle discese quelle liscie tutte curvose perché non so curvare - soprattutto verso destra - e quindi se prendo troppa velocità in quei contesti mi attacco ai freni. Però poi, provando le discese un po' di volte, mi sono ricreduto e ho apprezzato moltissimo.
La domenica di gara inizialmente non vede pioggia.
Parto per la PS1 e mi rendo conto di andare più piano rispetto al giorno prima: me ne accorgo in un punto in particolare perché atterro più corto del giorno prima, ma fa niente. Passo però metà della discesa a pensare cose tipo "Ehi, rilassati, dai, tranquillo, via" per cercare di non stare tutto il tempo con le gambe in tiro. Le gambe, ho detto. Perché, alla fine, ciò che mi causa i crampi è proprio quello: passo il tempo teso. E dopo diversi minuti di tensione, comincio ad avere i crampi.
Finisco la prova in 3'58", piazzandomi 102°. FINALMENTE!!! "Ma che cazzo di risultato è 102°?!?", dirà qualcuno. Beh, il mio obiettivo, sin dall'inizio delle gare (nell'ormai lontano 2010), era quello di piazzarmi entro i primi cento. "Ma non sai fare i calcoli, babbo di minchia!", dirà qualcun altro. Eh, certo che li so fare, solo che normalizzo sempre a 100. Cioè, arrivare tra i primi 100 con 17837 partecipanti è tutt'altra cosa che arrivare tra i primi 100 con 106 partecipanti, no?
Ecco, quindi shhhht e nell'angolino, via.
Dicevo, 102 su 223, che, normalizzato, significa 45°!!! Miglior risultato di sempre!
Ah, ci tengo a precisare una cosa: 45° per la MIA personale classifica: ovviamente 102° nella classifica, eh. Sia mai che mi diate del baro. Metro.
Risalgo e parto per la PS2. In verità parto alla cazzo di cane perché non mi si aggancia il pedale, ma non fa niente, non saranno due secondi a cambiarmi la vita.
La prima parte fila via tranquilla, ma poi arriva la parte successiva e lì, come già avevo potuto appurare in prova, tutto quello che riesco a guadagnare nella prima parte lo perdo. Niente di chissà che, sia chiaro, ma io le curve proprio non ci riesco a farle, checcazzo! Purtroppo non so in quanto chiudo la prova, perché viene successivamente annullata e quindi non ci sono i tempi. So solo che il ragazzo partito dopo di me arriva qualche secondo dopo di me (tipo 3" dopo) e che quindi se la prova fosse stata ancora un pelo più lunga mi avrebbe preso. Smacco, ma per fortuna la prova è finita dov'è finita.
Comincia la PS3, quella più pedalata. E comincia pure la pioggia. Battente. Cioè tipo che sono inzuppato nel giro di 10 minuti. Ma ormai ci sono abituato: è praticamente da quando ha smesso di nevicare che piove.
Nonostante il fango - che si è accumulato rapidamente per via della pioggia esagerata - la prima parte fila via bene. Anzi, più che bene: fila via che è un piacere e mi diverto anche parecchio. Certo, ci sarebbe da rilanciare ogni tanto, ma non è quella roba tremenda che se non pedali ti fermi e io me ne frego totalmente. Anche perché, ahimé, già un paio di minuti dopo l'inizio si presentano i fottuti bastardi: i crampi di 'sta minzia.
Arrivato allo strappo megagiga, metto il rapporto più agile e sento che il polpaccio mi dice "Mmmmm, ora m'indurisco dibbruno" e io "No, zio, dai, per favore". Salgo a 2km/h e mi supera il tizio due numeri dietro: un infogato con gli occhi tipo spalancati che pedala anche sulle gocce d'acqua; che se ci fosse un albero in mezzo probabilmente lui ci si arrampicherebbe sopra. Pedalando in bici. Non a caso nella PS1 gli do 6", mentre nella PS3, egli, mi da 2 minuti. NO, DICO, 2 MINUTI!
Il mio ritmo, dopo il rilancio, è ovviamente calato e ho la paranoia del crampo: in un paio d'occasioni mi sgancio d'emergenza (sono sul fango, ricordi?) e, dando la pedata sul terreno, sento il polpaccio fare "Grrrrrr". Sul secondo strappo mi riprende il ragazzo partito dopo di me. Fortunatamente però poco dopo finisce la parte pedalata e, complice anche un suo errore, lo raggiungo rapidamente e facciamo tutta la terza parte della pista assieme, arrivando al traguardo insieme praticamente insieme.
In 10'45" chiudo la prova, piazzandomi 106 su 203 (il tizio di cui sopra, per intenderci, il pedalatore folle, chiude 26°). Fuori dalla prima metà della classifica. Peccato. Ma ci può stare, visto e considerata la natura della discesa. Insomma, non sono uno che va forte, ma se poi mi ci metti dentro roba extrapedalata come la PS3, vado ancora meno forte. Questa, comunque, è la Superenduro, no?
Normalizzando la seconda prova, la chiudo 52°. Poco sopra la prima metà classifica.
Comincio a risalire per l'ultima prova, la PS4 e ovviamente arriva l'assalto dei crampi. Come già a Coggiola, opto per il non fermarmi e quindi continuo a pedalare. Purtroppo però sono in salita, quindi ogni tot mi appoggio a un albero e pedalo al contrario, per non forzare i muscoli delle gambe.
Quando arrivo al controllo orario, però, vengo fermato insieme ad altri: prova annullata per il tempo.
Rimango lì una decina di minuti, indeciso sul da farsi. Mi giro verso i compagni di gara: "Dai, andiamo su, facciamocela lo stesso, mica possiamo scendere per asfalto, moriremo congelati". Ma è solo quello: è che sono a 300 e passa km da casa, mi sembra stupido non farmi la prova finale perché viene annullata. Quindi, in solitaria, risalgo e mi faccio la PS4 per i cazzi miei, in modalità rilassata, fermandomi ogni tanto, per evitare che mi vengano i crampi. E mi diverto davvero tantissimo: adoro il fango, c'è poco da fare.
Purtroppo la classifica assoluta finale ha qualche problema: molti partecipanti non si presentano al traguardo perché non sanno di doverlo fare (io, ad esempio, scopro di dover passare per il traguardo da uno a caso che mi passa vicino nella zona paddock), perciò risulta che non abbiano finito la gara. Per stilare quindi la classifica finale userò i dati della prima e della seconda prova, facendo una sorta di media.
Quindi, rullo di tamburi: 48 su 100. NO, DICO! Ce l'ho fatta, finalmente! Prima metà di classifica!
Sono gasatissimo. Ma davvero tanto. Ora dovrò consolidare questo risultato per me storico - cioè, ok, ridicolo rispetto ai risultati di altre persone, ma checcazzo, questo sono io e questi sono i miei risultati, chiudendo la prossima gara (forse Madesimo?) nella prima metà della classifica.
Però 'sti crampi mi hanno rotto il cazzo, devo essere sincero: mi sputtanano sempre tutto e, se ci fosse stata la PS4, probabilmente avrei avuto grooooooossi problemi.
PASIENSA!
lunedì 25 marzo 2013
Gara SE: Coggiola 2013
Prima gara dell'anno e primo disastro, sia a livello fisico che mentale ma, soprattutto, agonistico.
Sarò breve perché non ho tempo - né voglia - di approfondire troppo.
Al sabato faccio due risalite pedalate con altrettante discese, dopodiché comincio a furgonare per altre quattro discese.
La domenica, in una Coggiola infangata, per qualche arcano motivo sul quale sto investigando a mo' di Sherlock Holmes, alla fine della PS1 - che chiudo con un terribile 11'05 (il doppio rispetto al vincitore, con 5'42) - finisco vittima dei crampi, che mi accompagneranno fino alla fine della gara. Sulla gara di per sé ho poco da dire: effettuo due o tre sorpassi, qualcuno mi rallenta un pochino, qualcun altro mi fa proprio fermare e a uno arrivo in culo perché non faccio in tempo a fermarmi. Però chiedo scusa, sono educato.
Con i crampi che fanno il mio nome, risalgo al rallentatore per la PS2, con 1' di ritardo. Dato che mi hanno detto "Non fermarti mai, che se ti fermi è peggio e il crampo vince!", faccio la discesa pianin pianino cercando di metterci dentro pedalate agili ovunque. Alla rampa, però, me ne sbatto e scendo a spingere, pianin pianino e tipo saltellando, così da cercare di far andare continuamente le gambe.
Ad un certo punto, però, c'è poco da fare: i crampi vengono fuori, ma io continuo a pedalare imperterrito. Nei tratti da pedalare, freno e rallento, così posso continuare a pedalare.
Verso la fine, però, scivolo e mi accascio di lato. Il crampo è subito lì, cerco in qualche modo di non stendere la gamba e contemporaneamente alzarmi, ma non ci riesco. Per fortuna arriva un fotografo, che mi aiuta tirando su la bici. Mi ci butto sopra e, davanti al pubblico, striscio fino alla fine della prova, con gran fatica e, sinceramente, poca vergogna, che tanto sono troppo occupato a evitare i crampi.
La gara finisce, ma io continuo a pedalare. Passo il traguardo e mi scuso coi giudici per non potermi fermare, continuando a pedalare. Scendo rapidamente dalla bici per alzare la sella, con la paura selvaggia dei crampi, ma fortunatamente mi danno il tempo di alzarla e riprendere a pedalare. Vado a lavare la bici e in coda rimango seduto sulla bici, pedalando al contrario. Rallento sempre di più il ritmo finché, fermandomi, sento che i crampi non mi vogliono più. Mezz'ora dopo la fine della gara.
Ecco, questa è la cronaca della mia gara: una prima prova pessima, seguita da una seconda prova da novellino senza allenamento, chiusa in 15'25. Praticamente, per fare una prova, ho impiegato il tempo che hanno impiegato i primi 20 a fare tutta la gara. Bel tempone, eh!
215° su 293 partenti, normalizzato a 73/100. Con 26'30 chiudo la mia peggiore gara di SE di sempre (al di là di Pogno 2010, che fu una disgrazia quasi allo stesso livello). Ma non è tanto la normalizzazione, quanto i miei avversari storici (quelli che uso come paragone), che mi hanno messo sotto e non di poco.
Sono sempre lì, a dire le stesse cose: sono peggiorato!
Che merda fottuta.
Sarò breve perché non ho tempo - né voglia - di approfondire troppo.
Al sabato faccio due risalite pedalate con altrettante discese, dopodiché comincio a furgonare per altre quattro discese.
La domenica, in una Coggiola infangata, per qualche arcano motivo sul quale sto investigando a mo' di Sherlock Holmes, alla fine della PS1 - che chiudo con un terribile 11'05 (il doppio rispetto al vincitore, con 5'42) - finisco vittima dei crampi, che mi accompagneranno fino alla fine della gara. Sulla gara di per sé ho poco da dire: effettuo due o tre sorpassi, qualcuno mi rallenta un pochino, qualcun altro mi fa proprio fermare e a uno arrivo in culo perché non faccio in tempo a fermarmi. Però chiedo scusa, sono educato.
Con i crampi che fanno il mio nome, risalgo al rallentatore per la PS2, con 1' di ritardo. Dato che mi hanno detto "Non fermarti mai, che se ti fermi è peggio e il crampo vince!", faccio la discesa pianin pianino cercando di metterci dentro pedalate agili ovunque. Alla rampa, però, me ne sbatto e scendo a spingere, pianin pianino e tipo saltellando, così da cercare di far andare continuamente le gambe.
Ad un certo punto, però, c'è poco da fare: i crampi vengono fuori, ma io continuo a pedalare imperterrito. Nei tratti da pedalare, freno e rallento, così posso continuare a pedalare.
Verso la fine, però, scivolo e mi accascio di lato. Il crampo è subito lì, cerco in qualche modo di non stendere la gamba e contemporaneamente alzarmi, ma non ci riesco. Per fortuna arriva un fotografo, che mi aiuta tirando su la bici. Mi ci butto sopra e, davanti al pubblico, striscio fino alla fine della prova, con gran fatica e, sinceramente, poca vergogna, che tanto sono troppo occupato a evitare i crampi.
La gara finisce, ma io continuo a pedalare. Passo il traguardo e mi scuso coi giudici per non potermi fermare, continuando a pedalare. Scendo rapidamente dalla bici per alzare la sella, con la paura selvaggia dei crampi, ma fortunatamente mi danno il tempo di alzarla e riprendere a pedalare. Vado a lavare la bici e in coda rimango seduto sulla bici, pedalando al contrario. Rallento sempre di più il ritmo finché, fermandomi, sento che i crampi non mi vogliono più. Mezz'ora dopo la fine della gara.
Ecco, questa è la cronaca della mia gara: una prima prova pessima, seguita da una seconda prova da novellino senza allenamento, chiusa in 15'25. Praticamente, per fare una prova, ho impiegato il tempo che hanno impiegato i primi 20 a fare tutta la gara. Bel tempone, eh!
215° su 293 partenti, normalizzato a 73/100. Con 26'30 chiudo la mia peggiore gara di SE di sempre (al di là di Pogno 2010, che fu una disgrazia quasi allo stesso livello). Ma non è tanto la normalizzazione, quanto i miei avversari storici (quelli che uso come paragone), che mi hanno messo sotto e non di poco.
Sono sempre lì, a dire le stesse cose: sono peggiorato!
Che merda fottuta.
domenica 10 giugno 2012
Gara SE: Pogno 2012
Non capisco. Davvero non riesco proprio a capire.
Ok, la gente migliora, ma porco d'un cazzo, pian piano la gente che andava meno di me ora mi lascia indietro dibbestia. E non parlo di gente giovane, che è normale che mi passi via, ma di gente della mia età, porcoddue! E pure ladies, sant'ignazio do silva do caralho parabens para atraz porra!
Quest'anno la gara è stata una pro: prevista una PS al sabato e tre alla domenica. Poi la pioggia è scesa potente e le prove sono diventate una al sabato e due alla domenica. E meno male, perché tre non sarei riuscito a farne, visto e considerato il vino, la tarda ora (circa 1.30 di mattina) di coricamento e, last but not least, il fatto di aver dormito come la merda. ATTENZIONE! Non intendo che la gara sarebbe andata meglio, intendo solo che non sarei riuscito a fare tre risalite.
PS1
"Andiamo? Andiamo? Andiamo?", continuo a dire al resto del team. Ma quello deve cambiare gomma, quell'altro deve sistemare il manubrio. Risultato, arriviamo parecchio in ritardo alla partenza. Non fa niente, dato che alla fine non danno penalità per l'orario di partenza, vista la situazione meteo: la pioggia scende copiosa, la discesa è superfangosa e quindi c'è parecchio casino.
Parto e comincio a sorpassare gente, una dietro l'altra. Ho su due swampthing, davanti e dietro, e mi sento totalmente a mio agio su di un fango davvero esagerato. Purtroppo, ad un certo punto, mi ritrovo davanti due tizi che vanno davvero, davvero piano, e me li tengo davanti per un minuto intero, dato che non accostano per lasciarmi passare e allo stesso tempo non posso azzardare un sorpasso in quelle condizioni, col rischio di finire addosso a loro. Pazienza. Ad un certo punto mi fermo proprio, perché certi passaggi non li si può fare frenando, dato che bisogna mollare il freno e riprenderlo in mano solo dopo il passaggio stesso, e quindi preferisco lasciar andare avanti i tizi prima di ripartire.
Finisco la prova 153esimo, in 9'08.
Col senno di poi, forse avrei dovuto cercare in qualsiasi modo di sorpassarli, dato che avrei potuto ottenere un risultato davvero, davvero notevole, da sommare a quelli più merdosi delle due prove della domenica, di cui scriverò tra poco.
Finisce la giornata, usciamo tutti a cena e si beve un bel po' di vino, facendo anche tardi.
Notte quasi in bianco, a causa del dolore alle mani (fottuta psoriasi/eczema) ma anche materasso molle come le zinne di una vecchia di 70 anni.
PS3
Eh già: la PS2 è stata cancellata, quindi si comincia subito con la cosiddetta "2000". Ho sempre avuto problemi a fare come prima discesa la "2000", dato che è abbastanza tecnica e che io sono un minchione che necessita di riscaldamento di un certo tipo. Ma non fa niente: così è la gara e la situazione è la stessa per tutti.
Parto a cannone perché il primo tratto è tutto pedalato. Così a cannone che dopo 30" ho la nausea da sforzo e rallento vistosamente per non dovermi fermare a sboccare. Continuo la mia gara senza fare niente di particolare: il terreno è decisamente normale; la pista è ricca di rilanci; in generale, quindi, non si crea quella situazione di sorpassi esagerata del giorno prima (ne passo tre).
Finisco 225°, in 9'02.. una merda TOTALE: la stessa pista, l'anno scorso, l'avevo chiusa in 7'34".. ma cosa CAZZO è successo?!?!?!?
PS4
Non mi dilungherò, se non per dire che era più infangata della PS3 ma moooolto meno del giorno prima, quindi anche oggi la situazione di sorpassi esagerati non si ricrea. Soffro nei rilanci e nella parte finale mi arriva, dopo tanto tempo che non succedeva, un crampo. Porca dannazione. Mi faccio quindi tutta la parte finale senza pedalare.. il bello è che è tutta in piano.. ma non fa niente, non ci sono scuse: probabilmente ero rimasto troppo teso durante la discesa vera e propria (che, oltretutto, non pareva finire mai).
Concludo la prova 213esimo, in 9'33. E l'anno scorso l'avevo chiusa in 7'12, dannazione!!!!!!!!!!!
Alla fine, con la somma dei tempi, chiudo in 182° posizione.
PS1: 9'08 - nel 2011 non esisteva
PS3: 9'02 - nel 2011 in 7'34 - peggiorato di 1'28" (minchia!)
PS4: 9'33 - nel 2011 in 7'12 - peggiorato di 2'21" (occazzo!)
Sono peggiorato, faccio cagare la minchia, fanculo. Merdaminchiafanculo! Normalizzando, ottengo i seguenti valori:
PS1: 55/100
PS3: 81/100
PS4: 76/100
Totale: 65/100
Sono andato peggio rispetto all'anno passato, probabilmente anche rispetto a due anni fa.. la prima prova era in una fangazza così fangosa e così trafficata che non ha senso usarla per fare media.
Più va avanti il tempo e più sono lento in sella, nonostante la sensazione sia esattamente opposta (vedi anche la gara DH a Petosino). C'è qualcosa di estremamente sbagliato e strano, in tutto questo. Dannazione.
Ok, la gente migliora, ma porco d'un cazzo, pian piano la gente che andava meno di me ora mi lascia indietro dibbestia. E non parlo di gente giovane, che è normale che mi passi via, ma di gente della mia età, porcoddue! E pure ladies, sant'ignazio do silva do caralho parabens para atraz porra!
Quest'anno la gara è stata una pro: prevista una PS al sabato e tre alla domenica. Poi la pioggia è scesa potente e le prove sono diventate una al sabato e due alla domenica. E meno male, perché tre non sarei riuscito a farne, visto e considerato il vino, la tarda ora (circa 1.30 di mattina) di coricamento e, last but not least, il fatto di aver dormito come la merda. ATTENZIONE! Non intendo che la gara sarebbe andata meglio, intendo solo che non sarei riuscito a fare tre risalite.
PS1
"Andiamo? Andiamo? Andiamo?", continuo a dire al resto del team. Ma quello deve cambiare gomma, quell'altro deve sistemare il manubrio. Risultato, arriviamo parecchio in ritardo alla partenza. Non fa niente, dato che alla fine non danno penalità per l'orario di partenza, vista la situazione meteo: la pioggia scende copiosa, la discesa è superfangosa e quindi c'è parecchio casino.
Parto e comincio a sorpassare gente, una dietro l'altra. Ho su due swampthing, davanti e dietro, e mi sento totalmente a mio agio su di un fango davvero esagerato. Purtroppo, ad un certo punto, mi ritrovo davanti due tizi che vanno davvero, davvero piano, e me li tengo davanti per un minuto intero, dato che non accostano per lasciarmi passare e allo stesso tempo non posso azzardare un sorpasso in quelle condizioni, col rischio di finire addosso a loro. Pazienza. Ad un certo punto mi fermo proprio, perché certi passaggi non li si può fare frenando, dato che bisogna mollare il freno e riprenderlo in mano solo dopo il passaggio stesso, e quindi preferisco lasciar andare avanti i tizi prima di ripartire.
Finisco la prova 153esimo, in 9'08.
Col senno di poi, forse avrei dovuto cercare in qualsiasi modo di sorpassarli, dato che avrei potuto ottenere un risultato davvero, davvero notevole, da sommare a quelli più merdosi delle due prove della domenica, di cui scriverò tra poco.
Finisce la giornata, usciamo tutti a cena e si beve un bel po' di vino, facendo anche tardi.
Notte quasi in bianco, a causa del dolore alle mani (fottuta psoriasi/eczema) ma anche materasso molle come le zinne di una vecchia di 70 anni.
PS3
Eh già: la PS2 è stata cancellata, quindi si comincia subito con la cosiddetta "2000". Ho sempre avuto problemi a fare come prima discesa la "2000", dato che è abbastanza tecnica e che io sono un minchione che necessita di riscaldamento di un certo tipo. Ma non fa niente: così è la gara e la situazione è la stessa per tutti.
Parto a cannone perché il primo tratto è tutto pedalato. Così a cannone che dopo 30" ho la nausea da sforzo e rallento vistosamente per non dovermi fermare a sboccare. Continuo la mia gara senza fare niente di particolare: il terreno è decisamente normale; la pista è ricca di rilanci; in generale, quindi, non si crea quella situazione di sorpassi esagerata del giorno prima (ne passo tre).
Finisco 225°, in 9'02.. una merda TOTALE: la stessa pista, l'anno scorso, l'avevo chiusa in 7'34".. ma cosa CAZZO è successo?!?!?!?
PS4
Non mi dilungherò, se non per dire che era più infangata della PS3 ma moooolto meno del giorno prima, quindi anche oggi la situazione di sorpassi esagerati non si ricrea. Soffro nei rilanci e nella parte finale mi arriva, dopo tanto tempo che non succedeva, un crampo. Porca dannazione. Mi faccio quindi tutta la parte finale senza pedalare.. il bello è che è tutta in piano.. ma non fa niente, non ci sono scuse: probabilmente ero rimasto troppo teso durante la discesa vera e propria (che, oltretutto, non pareva finire mai).
Concludo la prova 213esimo, in 9'33. E l'anno scorso l'avevo chiusa in 7'12, dannazione!!!!!!!!!!!
Alla fine, con la somma dei tempi, chiudo in 182° posizione.
PS1: 9'08 - nel 2011 non esisteva
PS3: 9'02 - nel 2011 in 7'34 - peggiorato di 1'28" (minchia!)
PS4: 9'33 - nel 2011 in 7'12 - peggiorato di 2'21" (occazzo!)
Sono peggiorato, faccio cagare la minchia, fanculo. Merdaminchiafanculo! Normalizzando, ottengo i seguenti valori:
PS1: 55/100
PS3: 81/100
PS4: 76/100
Totale: 65/100
Sono andato peggio rispetto all'anno passato, probabilmente anche rispetto a due anni fa.. la prima prova era in una fangazza così fangosa e così trafficata che non ha senso usarla per fare media.
Più va avanti il tempo e più sono lento in sella, nonostante la sensazione sia esattamente opposta (vedi anche la gara DH a Petosino). C'è qualcosa di estremamente sbagliato e strano, in tutto questo. Dannazione.
lunedì 28 maggio 2012
Gara DH: Petosino 2012
Prima gara DH del 2012. Prima gara con la bici nuova. Primo schifo. E peggior gara di sempre.
Già durante le prove mi sono ritrovato ad avere difficoltà in più punti: quella curva tutta fangosa e ripida verso destra; quel passaggio pietraioso subito dopo, un po' viscido; quel piccolo canyon con lastrone; la passerella di legno; il sassettino da droppare. Questi ultimi due, poi, mi hanno un po' lasciato basito: sono cose che ho già fatto in passato - anche roba più grossa, direi - in altri contesti, ma durante le tre discese di sabato e l'unica di domenica mattina non me la sono proprio sentita di affrontarli e quindi, in gara, non li ho fatti.
Sabato ho girato continuamente a caso, senza cercare di capire le linee (infatti ogni discesa era diversa dalla precedente, perché era come se ogni volta fosse la prima) e senza affrontare la cosa come invece facevo in passato.. forse un passato lontano (prova un passaggio, riprovalo di nuovo, riprovalo una terza volta). Nella parte esterna, asciutta, tutta un po' pietrosa - come piace a me - non riesco a far scorrere la bici; nelle parti di bosco, bagnate e viscide, sembro un canarino impaurito dalla propria ombra, col timore perenne di scivolar via sui sassi o anche sulla terra.
La prima manche la faccio con le Swampthing da 2.35 con mescola 60a. Sul fango mi danno un po' più di sicurezza, ma mi sento in qualche modo meno stabile sulle parti pietrose. Tutta questione di testa, ovvio, perché le gare di Superenduro le faccio sempre con gomme da 2.35. Oltretutto, essendo Single-Ply (eh oh, il budget è quello che è), ho il timore di pizzicare, quindi le tengo a 2.00psi davanti e a 2.50psi dietro. Ancora questione di testa, perché le pressioni che tengo con la Canyon FR, per i giri pedalati o le gare di Superenduro, sono quelle (anzi, di solito le tengo a 2.20psi circa sia davanti che dietro). Ovviamente i punti in cui mi sono sentito intimorito durante le prove li faccio alla cazzo di cane anche in gara. Taglio il traguardo con il meraviglioso tempo di 4'35,05. SANT'IDDIO! Rispetto alla stessa gara che avevo affrontato nel 2010, ci ho messo un intero minuto in più. E con una bici da DH!!! L'ho sempre detto che non è la bici ma chi ci sta sopra.
L'obiettivo per la seconda manche, quindi, diventa quello di scendere sotto i 4'.. un 3'59,99 sarebbe perfetto, giusto per non vedere quel fottuto 4 davanti. Cambio le gomme, tanto il terreno è tornato quasi completamente asciutto, e torno a sezioni più generose, che di sicuro mi daranno una sensazione maggiore di stabilità nelle parti pietrose. Quando taglio il traguardo, sento l'annunciatore dire "Quattro minuti" e mi rammarico un pochino: non sono sceso sotto i 4'. Poi, però, sento il resto: 4'01,50.. 34" in meno rispetto alla prima manche (!!!).. certo, 26" in più rispetto al 2010, ma la gara finiva prima e la pista era completamente, totalmente asciutta in tutti i suoi punti.
In due anni, con una bici nuova da DH, quindi, ho fatto una gara di merda perché in certi punti ero spaventato dal viscidume, ma perlomeno non sono peggiorato, come inizialmente pensavo. Certo, non sono nemmeno migliorato, ma l'importante è non fare passi indietro, o sbaglio?
Già durante le prove mi sono ritrovato ad avere difficoltà in più punti: quella curva tutta fangosa e ripida verso destra; quel passaggio pietraioso subito dopo, un po' viscido; quel piccolo canyon con lastrone; la passerella di legno; il sassettino da droppare. Questi ultimi due, poi, mi hanno un po' lasciato basito: sono cose che ho già fatto in passato - anche roba più grossa, direi - in altri contesti, ma durante le tre discese di sabato e l'unica di domenica mattina non me la sono proprio sentita di affrontarli e quindi, in gara, non li ho fatti.
Sabato ho girato continuamente a caso, senza cercare di capire le linee (infatti ogni discesa era diversa dalla precedente, perché era come se ogni volta fosse la prima) e senza affrontare la cosa come invece facevo in passato.. forse un passato lontano (prova un passaggio, riprovalo di nuovo, riprovalo una terza volta). Nella parte esterna, asciutta, tutta un po' pietrosa - come piace a me - non riesco a far scorrere la bici; nelle parti di bosco, bagnate e viscide, sembro un canarino impaurito dalla propria ombra, col timore perenne di scivolar via sui sassi o anche sulla terra.
La prima manche la faccio con le Swampthing da 2.35 con mescola 60a. Sul fango mi danno un po' più di sicurezza, ma mi sento in qualche modo meno stabile sulle parti pietrose. Tutta questione di testa, ovvio, perché le gare di Superenduro le faccio sempre con gomme da 2.35. Oltretutto, essendo Single-Ply (eh oh, il budget è quello che è), ho il timore di pizzicare, quindi le tengo a 2.00psi davanti e a 2.50psi dietro. Ancora questione di testa, perché le pressioni che tengo con la Canyon FR, per i giri pedalati o le gare di Superenduro, sono quelle (anzi, di solito le tengo a 2.20psi circa sia davanti che dietro). Ovviamente i punti in cui mi sono sentito intimorito durante le prove li faccio alla cazzo di cane anche in gara. Taglio il traguardo con il meraviglioso tempo di 4'35,05. SANT'IDDIO! Rispetto alla stessa gara che avevo affrontato nel 2010, ci ho messo un intero minuto in più. E con una bici da DH!!! L'ho sempre detto che non è la bici ma chi ci sta sopra.
L'obiettivo per la seconda manche, quindi, diventa quello di scendere sotto i 4'.. un 3'59,99 sarebbe perfetto, giusto per non vedere quel fottuto 4 davanti. Cambio le gomme, tanto il terreno è tornato quasi completamente asciutto, e torno a sezioni più generose, che di sicuro mi daranno una sensazione maggiore di stabilità nelle parti pietrose. Quando taglio il traguardo, sento l'annunciatore dire "Quattro minuti" e mi rammarico un pochino: non sono sceso sotto i 4'. Poi, però, sento il resto: 4'01,50.. 34" in meno rispetto alla prima manche (!!!).. certo, 26" in più rispetto al 2010, ma la gara finiva prima e la pista era completamente, totalmente asciutta in tutti i suoi punti.
In due anni, con una bici nuova da DH, quindi, ho fatto una gara di merda perché in certi punti ero spaventato dal viscidume, ma perlomeno non sono peggiorato, come inizialmente pensavo. Certo, non sono nemmeno migliorato, ma l'importante è non fare passi indietro, o sbaglio?
lunedì 2 aprile 2012
Gara SE: Coggiola 2012
La prima gara del 2012 è arrivata e già andata.
Nonostante il risultato finale, mi sento fuck yeah, baby!
PS1: 6'09.1 (163/324 > 50/100 = metà classifica yeah!)
PS2: 8'35.7 (226/314 > 72/100)
PS3: 7'13.7 (205/299 > 68/100)
Tempo finale: 21'58.6 (191/299 > 64/100)
Ma andiamo con ordine.
Sabato si prova furgonando: tre volte la PS2 e una volta la PS1. Per questi e quei motivi, insomma, non provo molto ma non importa.. potrei anche provare altre tredici volte, ma poi in gara dimentico quasi tutto e non capisco un caxxo. Al primo giro sulla PS2 provo a sfruttare una pietra per saltare via il ruscelletto, subito dopo il ponte di legno. Ovviamente salto corto e col posteriore atterro sulla pietra tagliente. Spingo fino alla fine della pista e cambio camera d'aria. Rimastoci male, riprovo un'altra volta la PS2, però rimango solo come un cane e quindi non riprovo il salto. Riprovo quindi la PS2 per la terza volta, solo e unicamente per quel passaggio. Al primo tentativo fuck yeah! Avere i compagni di squadra che guardano da confidenza, è risaputo. Per chiudere l'opera, lo riprovo subito dopo.. fuck yeah di nuovo! Contento, balzello anche sul piccolo rigagnolo d'acqua successivo. E pfffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff .. boh, pizzicato di nuovo. Come e dove non lo capisco: o ho pizzicato comunque sul passaggio precedente ma per un attimo ha resistito oppure ho pizzicato sul rigagnolo. Mboh. Cambio camera - grazie Marco - e arrivo giù.
La notte dormicchio e pure male, ma ormai è abitudine, quindi non ci faccio più di tanto caso. Sarà l'età.
Dopo la colazione dei campioni (due caffè, due biscotti e due briosche) parto per la prima risalita. Trallallà e arrivo con 10 minuti di anticipo. Davanti ho Cruz, il mio nuovo nemico per la stagione 2012.
La discesa va, anche se mi sembra di andare più lento che in prova - lo sento perché alcuni passaggi che saltavo via li salto meno via e atterro più corto, quindi sono più lento. Non fa niente, perché comincio sempre più ad avvicinarmi alla mia nemesi.. poco alla volta, ma mi sto avvicinando. Finché non giungiamo nel tornante quello gigamega, dove devi salire in cima alla sponda e venire giù in nose press. Cioè come fanno i top: io in prova, ieri, mi sono limitato ad alleggerire il posteriore nel tentativo di imitarli. Entro nella curva precedente quel tornante e, in una nuvola di polvere, intravedo Cruz che dice cose tipo "Fanculo, minchia" e cose del genere. Ormai mi sono fermato, lo lascio rialzare e riparte. Fa ancora qualche metro e decide di lasciarmi passare. Un po' di tempo l'ho perso ma fa parte anche questo della gara.
Sulla PS2, la mia preferita, Cruz è deciso a non farmi raggiungere. In effetti ci metto un po' a cominciare a vederlo e lo perdo completamente di vista sulla rampa post-chiesetta, dove scendo a spingere perché a) non ho abbastanza forza nelle gambe - dannazione! - e b) non ho il reggisella telescopico e quindi pedalare alzato è un disastro, dato che mi continua a scappare via il posteriore (pedalo un po' a vuoto). Ormai Cruz l'ho perso, ma fa niente.. passo il ponticello e avvicinandomi al passaggio della doppia foratura penso "Fanculo, me la tento!". E mentre sto saltando penso "Mmmm, sono troppo lento, pompo e punto un po' più a sinistra della pietra fottuta". Sono un po' troppo sbilanciato in avanti, atterro troppo sull'anteriore e per qualche motivo il posteriore mi viene giù pesantemente. E sono effettivamente corto. "Sbam!", mi dice il posteriore. "Nooooooo!", esclamo a voce alta. Ma non sento il pfffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff successivo, quindi mi tranquillizzo. Balzello sul piccolo rigagnolo d'acqua successivo. E pfffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff. Minchia, dejavu! Stavolta però me ne fotto e continuo la mia gara. Solo che pedalare in quelle condizioni è pesantissimo e nei tratti in discesa non lascio troppo andare la bici perché comunque il posteriore mi va continuamente via. Arrivo alla fine della prova decisamente provato.
La risalita della PS3, nonostante i circa 30 minuti di pausa per il Controllo Orario, è un martirio - ho bruciato tutte le mie energie sul quarto finale della PS2, dove ho voluto fare il fico pedalando come un forsennato con una gomma bucata - e mi rendo conto che non sarò in grado di fare una discesa decente - sono completamente non lucido, opaco a dir poco - tantomeno di pedalare sulla più pedalata delle tre prove. Cruz, dopo aver scoperto che, nonostante la foratura, mi abbia dato solo 24" sulla PS2 (a causa anche di una sua caduta, direi), decide di gasarsi esageratamente. Infatti non lo vedo mai. Io, per contro, su ogni tratto pedalato mi siedo e, con rapportino agile, osservo gli alberi. Infatti arrivo al termine della prova a ritmi di nonno.
Nonostante tutto, quindi, mi sento fuck yeah lo stesso, perché ho mandato a puttane una gara nel tentativo di andare oltre le mie capacità, saltando - e io non sono un saltatore - nonostante non fossi sicuro di farcela.
Quindi.. fuck yeah!
Nonostante il risultato finale, mi sento fuck yeah, baby!
PS1: 6'09.1 (163/324 > 50/100 = metà classifica yeah!)
PS2: 8'35.7 (226/314 > 72/100)
PS3: 7'13.7 (205/299 > 68/100)
Tempo finale: 21'58.6 (191/299 > 64/100)
Ma andiamo con ordine.
Sabato si prova furgonando: tre volte la PS2 e una volta la PS1. Per questi e quei motivi, insomma, non provo molto ma non importa.. potrei anche provare altre tredici volte, ma poi in gara dimentico quasi tutto e non capisco un caxxo. Al primo giro sulla PS2 provo a sfruttare una pietra per saltare via il ruscelletto, subito dopo il ponte di legno. Ovviamente salto corto e col posteriore atterro sulla pietra tagliente. Spingo fino alla fine della pista e cambio camera d'aria. Rimastoci male, riprovo un'altra volta la PS2, però rimango solo come un cane e quindi non riprovo il salto. Riprovo quindi la PS2 per la terza volta, solo e unicamente per quel passaggio. Al primo tentativo fuck yeah! Avere i compagni di squadra che guardano da confidenza, è risaputo. Per chiudere l'opera, lo riprovo subito dopo.. fuck yeah di nuovo! Contento, balzello anche sul piccolo rigagnolo d'acqua successivo. E pfffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff .. boh, pizzicato di nuovo. Come e dove non lo capisco: o ho pizzicato comunque sul passaggio precedente ma per un attimo ha resistito oppure ho pizzicato sul rigagnolo. Mboh. Cambio camera - grazie Marco - e arrivo giù.
La notte dormicchio e pure male, ma ormai è abitudine, quindi non ci faccio più di tanto caso. Sarà l'età.
Dopo la colazione dei campioni (due caffè, due biscotti e due briosche) parto per la prima risalita. Trallallà e arrivo con 10 minuti di anticipo. Davanti ho Cruz, il mio nuovo nemico per la stagione 2012.
La discesa va, anche se mi sembra di andare più lento che in prova - lo sento perché alcuni passaggi che saltavo via li salto meno via e atterro più corto, quindi sono più lento. Non fa niente, perché comincio sempre più ad avvicinarmi alla mia nemesi.. poco alla volta, ma mi sto avvicinando. Finché non giungiamo nel tornante quello gigamega, dove devi salire in cima alla sponda e venire giù in nose press. Cioè come fanno i top: io in prova, ieri, mi sono limitato ad alleggerire il posteriore nel tentativo di imitarli. Entro nella curva precedente quel tornante e, in una nuvola di polvere, intravedo Cruz che dice cose tipo "Fanculo, minchia" e cose del genere. Ormai mi sono fermato, lo lascio rialzare e riparte. Fa ancora qualche metro e decide di lasciarmi passare. Un po' di tempo l'ho perso ma fa parte anche questo della gara.
Sulla PS2, la mia preferita, Cruz è deciso a non farmi raggiungere. In effetti ci metto un po' a cominciare a vederlo e lo perdo completamente di vista sulla rampa post-chiesetta, dove scendo a spingere perché a) non ho abbastanza forza nelle gambe - dannazione! - e b) non ho il reggisella telescopico e quindi pedalare alzato è un disastro, dato che mi continua a scappare via il posteriore (pedalo un po' a vuoto). Ormai Cruz l'ho perso, ma fa niente.. passo il ponticello e avvicinandomi al passaggio della doppia foratura penso "Fanculo, me la tento!". E mentre sto saltando penso "Mmmm, sono troppo lento, pompo e punto un po' più a sinistra della pietra fottuta". Sono un po' troppo sbilanciato in avanti, atterro troppo sull'anteriore e per qualche motivo il posteriore mi viene giù pesantemente. E sono effettivamente corto. "Sbam!", mi dice il posteriore. "Nooooooo!", esclamo a voce alta. Ma non sento il pfffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff successivo, quindi mi tranquillizzo. Balzello sul piccolo rigagnolo d'acqua successivo. E pfffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff. Minchia, dejavu! Stavolta però me ne fotto e continuo la mia gara. Solo che pedalare in quelle condizioni è pesantissimo e nei tratti in discesa non lascio troppo andare la bici perché comunque il posteriore mi va continuamente via. Arrivo alla fine della prova decisamente provato.
La risalita della PS3, nonostante i circa 30 minuti di pausa per il Controllo Orario, è un martirio - ho bruciato tutte le mie energie sul quarto finale della PS2, dove ho voluto fare il fico pedalando come un forsennato con una gomma bucata - e mi rendo conto che non sarò in grado di fare una discesa decente - sono completamente non lucido, opaco a dir poco - tantomeno di pedalare sulla più pedalata delle tre prove. Cruz, dopo aver scoperto che, nonostante la foratura, mi abbia dato solo 24" sulla PS2 (a causa anche di una sua caduta, direi), decide di gasarsi esageratamente. Infatti non lo vedo mai. Io, per contro, su ogni tratto pedalato mi siedo e, con rapportino agile, osservo gli alberi. Infatti arrivo al termine della prova a ritmi di nonno.
Nonostante tutto, quindi, mi sento fuck yeah lo stesso, perché ho mandato a puttane una gara nel tentativo di andare oltre le mie capacità, saltando - e io non sono un saltatore - nonostante non fossi sicuro di farcela.
Quindi.. fuck yeah!
martedì 31 maggio 2011
Gara DH: Caldirola 2011
Non mi dilungherò troppo nel raccontare questa gara, perché ormai la foga che avevo l'anno scorso nel riportare le cose è scemata col passare del tempo.
Purtroppo a Caldirola ho messo ancora più in evidenza il mio problema - la mia paura - con i salti: li affronto molto, molto piano, li faccio tutti corti e dove posso schiacciare schiaccio. E se schiacciare va anche bene in certi casi, in altri tale azione risulta in un'enorme perdita di tempo. Come s'è visto benissimo nella gara del weekend passato.
Nella prima manche faccio tutto quello che dovevo fare esattamente come lo volevo fare. Non salto praticamente nulla e dato che non c'erano le cosiddette chicken line, ho dovuto sempre prendere le rampe a velocità infime, così da atterrare il prima possibile, al rallentatore. Ne risulta un tempo di 3:53.84 (per intenderci, Milivinti ha chiuso la gara in 2:58.86).
Nella seconda manche, quindi, mi vedo costretto a pedalare ovunque mi sia possibile pedalare, così da cercare di guadagnare almeno un pochino del tempo che irrimediabilmente perdo (non) facendo i salti alla cazzo di cane. Grazie a ciò chiudo la gara in 3:47.68, guadagnando quindi 6 secondi rispetto alla prima manche e circa 20 posizioni in classifica.
E' un risultato abbastanza penoso, ma sono soddisfatto perché non sarei stato in grado di fare meglio e soprattutto perché, per la prima volta in una gara, ho pedalato di brutto ovunque potessi pedalare per tentare di andare più veloce di quanto stessi andando. E ciò è bene.
Devo sbloccarmi sui salti, perché è sempre più un problema davvero grosso.
In classifica generale finisco 190° su 259 partecipanti totali. Con la solita normalizzazione arrivo a 73 su 100. All'ultima gara di DH seria (esclusa Commezzadura, dove ero andato totalmente in crisi) mi ero posizionato 66° su 100.. c'è quindi un nettissimo peggioramento e anche là, a causa dei salti, avevo rallentato parecchio.
Di solito, col passare del tempo, si migliora. Io invece, apparentemente, sto peggiorando, nonostante la sensazione sia invece quella di migliorare.
Mi chiedo se dipenda dal fatto che, in fondo, non sia più così infogato come l'anno passato.
Vediamo settimana prossima a Petosino.
Purtroppo a Caldirola ho messo ancora più in evidenza il mio problema - la mia paura - con i salti: li affronto molto, molto piano, li faccio tutti corti e dove posso schiacciare schiaccio. E se schiacciare va anche bene in certi casi, in altri tale azione risulta in un'enorme perdita di tempo. Come s'è visto benissimo nella gara del weekend passato.
Nella prima manche faccio tutto quello che dovevo fare esattamente come lo volevo fare. Non salto praticamente nulla e dato che non c'erano le cosiddette chicken line, ho dovuto sempre prendere le rampe a velocità infime, così da atterrare il prima possibile, al rallentatore. Ne risulta un tempo di 3:53.84 (per intenderci, Milivinti ha chiuso la gara in 2:58.86).
Nella seconda manche, quindi, mi vedo costretto a pedalare ovunque mi sia possibile pedalare, così da cercare di guadagnare almeno un pochino del tempo che irrimediabilmente perdo (non) facendo i salti alla cazzo di cane. Grazie a ciò chiudo la gara in 3:47.68, guadagnando quindi 6 secondi rispetto alla prima manche e circa 20 posizioni in classifica.
E' un risultato abbastanza penoso, ma sono soddisfatto perché non sarei stato in grado di fare meglio e soprattutto perché, per la prima volta in una gara, ho pedalato di brutto ovunque potessi pedalare per tentare di andare più veloce di quanto stessi andando. E ciò è bene.
Devo sbloccarmi sui salti, perché è sempre più un problema davvero grosso.
In classifica generale finisco 190° su 259 partecipanti totali. Con la solita normalizzazione arrivo a 73 su 100. All'ultima gara di DH seria (esclusa Commezzadura, dove ero andato totalmente in crisi) mi ero posizionato 66° su 100.. c'è quindi un nettissimo peggioramento e anche là, a causa dei salti, avevo rallentato parecchio.
Di solito, col passare del tempo, si migliora. Io invece, apparentemente, sto peggiorando, nonostante la sensazione sia invece quella di migliorare.
Mi chiedo se dipenda dal fatto che, in fondo, non sia più così infogato come l'anno passato.
Vediamo settimana prossima a Petosino.
lunedì 4 aprile 2011
Gara SE: Pogno 2011
Finita in tempo!
Ma cominciamo con un piccolo video del sottoscritto, girato da Aadm col suo iPhone.
Beh, ovviamente puntavo a fare un buon risultato (secondo i miei parametri), ma avevo anche un risultato aggiuntivo, ovvero quello di finire la gara nei tempi giusti dato che, l'anno scorso, avevo sforato di circa 25'.
Delle prove ho poco da dire: 2 volte la PS1/3 e 2 volte la PS2.. forse la PS2 avrei dovuto provarla un altro paio di volte per capire meglio alcune cosette, ma in verità non credo sarebbe cambiato granché. La PS1/3 è proprio quel genere di pista che mi da difficoltà - velocissima e ricca di curve - mentre sulla PS2, un po' meno veloce, un po' più tecnica e più da interpretare, mi sento a mio agio.
La novità rispetto all'anno scorso è il Prologo di sabato pomeriggio: 30 secondi di pedalata, un po' piatta e un po' in salita, con discesa dalle scale e curva a ridosso di alcune colonne. Praticamente una prova che dice poco sulle reali capacità dei ciclisti, dato che, con 32.33, finisco 87°.
Trasferimento 1
Vado su tranquillo, senza fatica: è un trasferimento lunghissimo, ma la pendenza, se non nei tornanti finali, non è mai esagerata. Poi incontro anche un ragazzo col quale chiacchiero di mx e varie, dato che viene da quell'ambiente. Nel tratto finale, per qualche fottutissimo arcano motivo, foro la camera d'aria (finalmente, dirò, perché era l'ultima con la valvolina sottile, che non sopporto più). Sto bucando troppo spesso con questa cazzo di ruota posteriore (la ruota che uso per pedalare e fare le gare di Superenduro) quindi sono sicuro che da qualche parte c'è qualcosa che non va bene. Controllerò bene che non ci siano schegge o simili all'interno del cerchio. Nonostante il tempo che perdo per cambiare la camera d'aria, arrivo su con qualche minuto di anticipo.
PS1
Sapendo che ho ancora due risalite e due discese da fare, scendo senza spingere troppo. Ovviamente mi aiuta il fatto che, da non amante della velocità (ho proprio scelto lo sport giusto, ma mi consolo dicendomi che ci vuole tempo, perché mi ci abitui), non riesco mai a mollare i freni più di tanto. Per contro faccio bene o male quello che penso di poter fare, finché non arrivo ai tornantini finali: esco dalla curva a sinistra, il terreno è leggermente cedevole e scivoloso, io immancabilmente (che nervi, cazzo!) freno troppo con l'anteriore, che quindi mi scivola via e mi fa rotolare a terra. Risalgo correndo, rialzo la bici e ricomincio a scendere, perdendo qualcosa come 10". Chiudo la gara 158° con 7'12.54.
Trasferimento 2
E' quello più pesante, perché con pendenze importanti, ma fortunatamente i tempi sono umani. Un po' (pochissimo, a dire il vero) in sella, un po' (tantissimo, a dire il vero) spingendo a mano, arrivo con 15' di anticipo.
PS2
Questa discesa mi piace alquanto. Il suo problema è che ha svariati punti in salita - primo fra tutti la partenza stessa - e bisogna pedalare abbestia. Io ovviamente sono preoccupato e imparanoiato per il resto della gara, ma a differenza dell'anno scorso, decido di non scendere a spingere a mano.
Parto pedalando né forte né piano ma ovviamente sento la fatica e la mia pedalata non è gran cosa. Entro nel canyon e ovviamente sbaglio del tutto la curva verso destra in contropendenza in salita. Evvìa, ci aggiunga un etto di prosciutto, su. Scendo dalla bici, spingo a mano per un paio di metri e mi ributto sulla sella, per spingere sui pedali.
La discesa scorre bene, ovviamente raggiungo ritmi da miononno nei pezzi in salita, ma comunque li faccio tutti in sella.
Sbaglio notevolmente giusto verso la fine, dove mi dimentico di un gobbone da aggirare e ci vado completamente sopra, fermandomi del tutto. Poca roba, comunque.
I miei 7'34.09 mi posizionano 120°, a conferma che la pista mi è più congeniale rispetto alla PS1/3.
Trasferimento 3
La morte. Un po' più lungo del primo ma per la maggior parte lo stesso, sale sale e non finisce mai. Arrivo fino agli ultimi tornanti e lì mi arrendo, prendendomi una bustina di gel energetico che fa il suo effetto. Ovviamente scendo dalla bici e spingo, ma abbastanza velocemente (rimango sempre vicino ad altri concorrenti che stanno salendo pedalando), così riesco ad arrivare con 8 minuti di anticipo. Giusto il tempo di prepararmi e partire. Ma perlomeno non sono arrivato in ritardo. Ringrazio sentitamente gli organizzatori per avermi
PS3
Mi sento ancora lucido in discesa. Certo, ormai non mi importa più il tempo ma mi importa terminare la gara senza vomitare sangue e, soprattutto, senza volare di nuovo nei tornantini. Fortunatamente non c'è tantissimo da pedalare se non nel pezzo finale, dove comunque procedo a ritmi blandissimi.
Con mia enorme meraviglia, a fine prova, scopro che l'ho chiusa in 153esima posizione ma in termini di tempo ci ho impiegato 7'17.35, ovvero 5" più lento della PS1 e pure senza cadere! La stanchezza, quindi, in verità ha avuto il sopravvento e per quanto pensassi di andare bene, stavo sicuramente andando più lento.
Finisco la gara 140° su 262, che normalizzato a 100 diventa 53° su 100. In linea con San Bartolomeo (52° su 100), confermandomi perciò che dovrei essere migliorato rispetto all'anno passato. Oltretutto finalmente ho potuto fare una gara sulle stesse piste sulle quali ho fatto una gara l'anno precedente, ottenendo quindi informazioni decisamente più concrete di "ho guardato la helmet cam e vado meglio!".
PS1: 7'12.54 - nel 2010 in 8'13.46 - migliorato di 1'01" (anche se credo quest'anno fosse più corta)
PS2: 7'34.09 - nel 2010 in 8'12.34 - migliorato di 0'38" (niente di che)
Il miglioramento c'è stato, ma non così eclatante come mi sarei aspettato.
Umpf.
Ma cominciamo con un piccolo video del sottoscritto, girato da Aadm col suo iPhone.
Beh, ovviamente puntavo a fare un buon risultato (secondo i miei parametri), ma avevo anche un risultato aggiuntivo, ovvero quello di finire la gara nei tempi giusti dato che, l'anno scorso, avevo sforato di circa 25'.
Delle prove ho poco da dire: 2 volte la PS1/3 e 2 volte la PS2.. forse la PS2 avrei dovuto provarla un altro paio di volte per capire meglio alcune cosette, ma in verità non credo sarebbe cambiato granché. La PS1/3 è proprio quel genere di pista che mi da difficoltà - velocissima e ricca di curve - mentre sulla PS2, un po' meno veloce, un po' più tecnica e più da interpretare, mi sento a mio agio.
La novità rispetto all'anno scorso è il Prologo di sabato pomeriggio: 30 secondi di pedalata, un po' piatta e un po' in salita, con discesa dalle scale e curva a ridosso di alcune colonne. Praticamente una prova che dice poco sulle reali capacità dei ciclisti, dato che, con 32.33, finisco 87°.
Vado su tranquillo, senza fatica: è un trasferimento lunghissimo, ma la pendenza, se non nei tornanti finali, non è mai esagerata. Poi incontro anche un ragazzo col quale chiacchiero di mx e varie, dato che viene da quell'ambiente. Nel tratto finale, per qualche fottutissimo arcano motivo, foro la camera d'aria (finalmente, dirò, perché era l'ultima con la valvolina sottile, che non sopporto più). Sto bucando troppo spesso con questa cazzo di ruota posteriore (la ruota che uso per pedalare e fare le gare di Superenduro) quindi sono sicuro che da qualche parte c'è qualcosa che non va bene. Controllerò bene che non ci siano schegge o simili all'interno del cerchio. Nonostante il tempo che perdo per cambiare la camera d'aria, arrivo su con qualche minuto di anticipo.
PS1
Sapendo che ho ancora due risalite e due discese da fare, scendo senza spingere troppo. Ovviamente mi aiuta il fatto che, da non amante della velocità (ho proprio scelto lo sport giusto, ma mi consolo dicendomi che ci vuole tempo, perché mi ci abitui), non riesco mai a mollare i freni più di tanto. Per contro faccio bene o male quello che penso di poter fare, finché non arrivo ai tornantini finali: esco dalla curva a sinistra, il terreno è leggermente cedevole e scivoloso, io immancabilmente (che nervi, cazzo!) freno troppo con l'anteriore, che quindi mi scivola via e mi fa rotolare a terra. Risalgo correndo, rialzo la bici e ricomincio a scendere, perdendo qualcosa come 10". Chiudo la gara 158° con 7'12.54.
Trasferimento 2
E' quello più pesante, perché con pendenze importanti, ma fortunatamente i tempi sono umani. Un po' (pochissimo, a dire il vero) in sella, un po' (tantissimo, a dire il vero) spingendo a mano, arrivo con 15' di anticipo.
PS2
Questa discesa mi piace alquanto. Il suo problema è che ha svariati punti in salita - primo fra tutti la partenza stessa - e bisogna pedalare abbestia. Io ovviamente sono preoccupato e imparanoiato per il resto della gara, ma a differenza dell'anno scorso, decido di non scendere a spingere a mano.
Parto pedalando né forte né piano ma ovviamente sento la fatica e la mia pedalata non è gran cosa. Entro nel canyon e ovviamente sbaglio del tutto la curva verso destra in contropendenza in salita. Evvìa, ci aggiunga un etto di prosciutto, su. Scendo dalla bici, spingo a mano per un paio di metri e mi ributto sulla sella, per spingere sui pedali.
La discesa scorre bene, ovviamente raggiungo ritmi da miononno nei pezzi in salita, ma comunque li faccio tutti in sella.
Sbaglio notevolmente giusto verso la fine, dove mi dimentico di un gobbone da aggirare e ci vado completamente sopra, fermandomi del tutto. Poca roba, comunque.
I miei 7'34.09 mi posizionano 120°, a conferma che la pista mi è più congeniale rispetto alla PS1/3.
Trasferimento 3
La morte. Un po' più lungo del primo ma per la maggior parte lo stesso, sale sale e non finisce mai. Arrivo fino agli ultimi tornanti e lì mi arrendo, prendendomi una bustina di gel energetico che fa il suo effetto. Ovviamente scendo dalla bici e spingo, ma abbastanza velocemente (rimango sempre vicino ad altri concorrenti che stanno salendo pedalando), così riesco ad arrivare con 8 minuti di anticipo. Giusto il tempo di prepararmi e partire. Ma perlomeno non sono arrivato in ritardo. Ringrazio sentitamente gli organizzatori per avermi
PS3
Mi sento ancora lucido in discesa. Certo, ormai non mi importa più il tempo ma mi importa terminare la gara senza vomitare sangue e, soprattutto, senza volare di nuovo nei tornantini. Fortunatamente non c'è tantissimo da pedalare se non nel pezzo finale, dove comunque procedo a ritmi blandissimi.
Con mia enorme meraviglia, a fine prova, scopro che l'ho chiusa in 153esima posizione ma in termini di tempo ci ho impiegato 7'17.35, ovvero 5" più lento della PS1 e pure senza cadere! La stanchezza, quindi, in verità ha avuto il sopravvento e per quanto pensassi di andare bene, stavo sicuramente andando più lento.
Finisco la gara 140° su 262, che normalizzato a 100 diventa 53° su 100. In linea con San Bartolomeo (52° su 100), confermandomi perciò che dovrei essere migliorato rispetto all'anno passato. Oltretutto finalmente ho potuto fare una gara sulle stesse piste sulle quali ho fatto una gara l'anno precedente, ottenendo quindi informazioni decisamente più concrete di "ho guardato la helmet cam e vado meglio!".
PS1: 7'12.54 - nel 2010 in 8'13.46 - migliorato di 1'01" (anche se credo quest'anno fosse più corta)
PS2: 7'34.09 - nel 2010 in 8'12.34 - migliorato di 0'38" (niente di che)
Il miglioramento c'è stato, ma non così eclatante come mi sarei aspettato.
Umpf.
lunedì 14 marzo 2011
E con la prima, arrivò l'abbandono
L'anno scorso, all'ultima gara di stagione, mi sono ritirato a Melette perché il dolore alle costole era forte. Ma anche perché era successo qualcosa dentro di me e mi sono reso conto, durante le prove, di non essere psicologicamente in grado di affrontare un percorso del genere nelle condizioni in cui si trovava. Mi era già successo qualche settimana prima, in Val di Sole, ma lì la gara l'avevo fatta comunque, con pessimi risultati.
Questo weekend, alla prima gara di DH della stagione, non ho preso parte alla gara, anche se stavolta il ritiro non è dipeso direttamente da me - non ho deciso di tirarmi indietro né per dolori né per muri psicologici.
Faccio un passo indietro e comincio dall'inizio.
Sabato mattina ci prepariamo, io e i fratelli Di, per cominciare a provare la pista di Pieve di Teco, una delle più lunghe e fisicamente impegnative del calendario DH italiano. Il problema è che ha piovuto parecchio e quindi la pista è decisamente infangata.
Qualche passaggio qua e là è davvero complicato per me e in generale non riesco a fare tutta la pista in una sola volta. Oltre a non farla d'un fiato, ho anche problemi a farla decentemente, con il continuo timore di scivolare a destra e a manca, quindi sono praticamente incollato ai freni e scendo a ritmi da bradipo.
Quindi, a conferma di ciò che avevo notato a Melette, mi viene totalmente a mancare la confidenza su fango: il cosiddetto canyon lo faccio metà in sella e metà fuori sella, buttando giù il piede in continuazione fino all'apice durante la terza discesa, quando scendo e accompagno la bici a piedi. Zero confidenza.
Dopo tre sole prove, la giornata finisce e passo una buona mezz'ora al freddo - ma freddo freddo! - per lavare la bici. Poi comincia a piovigginare. Ancora più freddo.
Mi sento un po' indeciso, ma dopo tutti questi km di viaggio e la spesa, non posso non prender parte alla gara.
Il mattino dopo ci si sveglia con la pioggia, che in verità non ha mai smesso di cadere. L'idea di inzupparsi nell'acqua gelida per provare la pista e di rimanere inzuppato con un freddo invernale fino alla prima manche non mi piace affatto. Però decidiamo comunque di provarla una volta. Un po' tardi, ma non fa niente.
Saliamo, proviamo la discesa e, miracolo, la pista tieni molto, ma molto più di ieri, tanto che mi devo fermare a un certo punto della discesa per riposare le braccia perché, per quanto tenga, scendo comunque coi freni tirati. Il motivo della tenuta è proprio la pioggia: ha reso il fango più liquido, quindi non c'è più quell'ammasso di fangazza appiccicosa che riempe le ruote e ne fa perdere il grip. Inoltre il fango che rende le pietre viscide è stato lavato via, portando nuovamente alla luce le meravigliose pietre liguri che tengono dibbrutto.
Il freddo è penetrante, ma ovviamente scendendo ci si scalda, quindi quando arrivo giù mi sento più tranquillo del giorno prima, nonostante sia completamente bagnato e inzuppato. Mi metto quindi in coda e prendo il furgone per risalire. Intorno a me, però, vedo solo numeri intorno al 150 o giù di lì, a parte un ragazzo col 220. Guardo l'orologio del furgone e noto che sono già le 11.05 e io ho la partenza alle 11.22. Penso alla risalita e mi accorgo che probabilmente POTREI farcela. Però poi mi ricordo che c'è un piccolo trasferimento in salita da fare in bici per arrivare alla partenza.
Scendo al volo dal furgone e via, pedalo per arrivare alla partenza. Quando arrivo stanno chiamando il numero 210. Il mio turno è già passato. Mi avvicino lo stesso, dato che ci sono altri due ragazzi in ritardo, ma il giudice di gara è decisissimo: non si parte.
Torno giù, ma prima mi fermo a guardare la gente passare in un punto della pista. E passano tutti abbastanza veloce. Già, perché in condizioni come queste solitamente fanno la gara solo quelli che hanno manico. A parte il sottoscritto, ovvio.
Arrivo in fondo in tempo per vedere arrivare i numeri dal 100 in giù. Piove. Sono inzuppato dalla testa ai piedi, ma resisto e rimango in attesa della seconda manche. Ma la pioggia costante unita al freddo, dopo circa quaranta minuti, mi fanno tremare come una foglia. Ho le mani che sono due pezzi di ghiaccio; non sento più le dita dei piedi (scarpe inzuppate) e, a quel punto, mi rendo conto d'aver raggiunto il mio limite di sopportazione, rendendomi conto che non sarei stato in grado di aspettare ancora un'ora in quelle condizioni e, soprattutto, che non sarei stato in alcun modo in grado di fare la gara.
Così me ne torno al Doblò e mi cambio. Mi sono ritirato dalla gara.
Comincia in questo modo la mia stagione di DH ma, in fondo, non mi interessa più di tanto: non ho più quel potentissimo entusiasmo dell'anno passato nelle gare e, vedendo il livello dei rider presenti alle gare di DH, mi sento decisamente fuori luogo e inadeguato.
Ne riparleremo ad Agnona (una pista ricca di salti, che quindi non c'entra proprio un cazzo col sottoscritto). Sempre se non si metta a piovere anche lì. Perché in tal caso non avrei alcun problema a saltare la gara.
Questo weekend, alla prima gara di DH della stagione, non ho preso parte alla gara, anche se stavolta il ritiro non è dipeso direttamente da me - non ho deciso di tirarmi indietro né per dolori né per muri psicologici.
Faccio un passo indietro e comincio dall'inizio.
Sabato mattina ci prepariamo, io e i fratelli Di, per cominciare a provare la pista di Pieve di Teco, una delle più lunghe e fisicamente impegnative del calendario DH italiano. Il problema è che ha piovuto parecchio e quindi la pista è decisamente infangata.
Qualche passaggio qua e là è davvero complicato per me e in generale non riesco a fare tutta la pista in una sola volta. Oltre a non farla d'un fiato, ho anche problemi a farla decentemente, con il continuo timore di scivolare a destra e a manca, quindi sono praticamente incollato ai freni e scendo a ritmi da bradipo.
Quindi, a conferma di ciò che avevo notato a Melette, mi viene totalmente a mancare la confidenza su fango: il cosiddetto canyon lo faccio metà in sella e metà fuori sella, buttando giù il piede in continuazione fino all'apice durante la terza discesa, quando scendo e accompagno la bici a piedi. Zero confidenza.
Dopo tre sole prove, la giornata finisce e passo una buona mezz'ora al freddo - ma freddo freddo! - per lavare la bici. Poi comincia a piovigginare. Ancora più freddo.
Mi sento un po' indeciso, ma dopo tutti questi km di viaggio e la spesa, non posso non prender parte alla gara.
Il mattino dopo ci si sveglia con la pioggia, che in verità non ha mai smesso di cadere. L'idea di inzupparsi nell'acqua gelida per provare la pista e di rimanere inzuppato con un freddo invernale fino alla prima manche non mi piace affatto. Però decidiamo comunque di provarla una volta. Un po' tardi, ma non fa niente.
Saliamo, proviamo la discesa e, miracolo, la pista tieni molto, ma molto più di ieri, tanto che mi devo fermare a un certo punto della discesa per riposare le braccia perché, per quanto tenga, scendo comunque coi freni tirati. Il motivo della tenuta è proprio la pioggia: ha reso il fango più liquido, quindi non c'è più quell'ammasso di fangazza appiccicosa che riempe le ruote e ne fa perdere il grip. Inoltre il fango che rende le pietre viscide è stato lavato via, portando nuovamente alla luce le meravigliose pietre liguri che tengono dibbrutto.
Il freddo è penetrante, ma ovviamente scendendo ci si scalda, quindi quando arrivo giù mi sento più tranquillo del giorno prima, nonostante sia completamente bagnato e inzuppato. Mi metto quindi in coda e prendo il furgone per risalire. Intorno a me, però, vedo solo numeri intorno al 150 o giù di lì, a parte un ragazzo col 220. Guardo l'orologio del furgone e noto che sono già le 11.05 e io ho la partenza alle 11.22. Penso alla risalita e mi accorgo che probabilmente POTREI farcela. Però poi mi ricordo che c'è un piccolo trasferimento in salita da fare in bici per arrivare alla partenza.
Scendo al volo dal furgone e via, pedalo per arrivare alla partenza. Quando arrivo stanno chiamando il numero 210. Il mio turno è già passato. Mi avvicino lo stesso, dato che ci sono altri due ragazzi in ritardo, ma il giudice di gara è decisissimo: non si parte.
Torno giù, ma prima mi fermo a guardare la gente passare in un punto della pista. E passano tutti abbastanza veloce. Già, perché in condizioni come queste solitamente fanno la gara solo quelli che hanno manico. A parte il sottoscritto, ovvio.
Arrivo in fondo in tempo per vedere arrivare i numeri dal 100 in giù. Piove. Sono inzuppato dalla testa ai piedi, ma resisto e rimango in attesa della seconda manche. Ma la pioggia costante unita al freddo, dopo circa quaranta minuti, mi fanno tremare come una foglia. Ho le mani che sono due pezzi di ghiaccio; non sento più le dita dei piedi (scarpe inzuppate) e, a quel punto, mi rendo conto d'aver raggiunto il mio limite di sopportazione, rendendomi conto che non sarei stato in grado di aspettare ancora un'ora in quelle condizioni e, soprattutto, che non sarei stato in alcun modo in grado di fare la gara.
Così me ne torno al Doblò e mi cambio. Mi sono ritirato dalla gara.
Comincia in questo modo la mia stagione di DH ma, in fondo, non mi interessa più di tanto: non ho più quel potentissimo entusiasmo dell'anno passato nelle gare e, vedendo il livello dei rider presenti alle gare di DH, mi sento decisamente fuori luogo e inadeguato.
Ne riparleremo ad Agnona (una pista ricca di salti, che quindi non c'entra proprio un cazzo col sottoscritto). Sempre se non si metta a piovere anche lì. Perché in tal caso non avrei alcun problema a saltare la gara.
martedì 8 marzo 2011
Gara SE: San Bartolomeo 2011
Esattamente un anno fa questa è stata la mia prima gara.
Non mi dilungherò troppo perché, col passare del tempo - come sempre - la mia voglia di scrivere è scemata e, a quanto pare, questo è l'andazzo per quest'anno.
Day 1: prove
Giorno di prove furgonate insieme a Aadm e Bisso. Quattro volte la PS2, una volta e mezza la PS1 e una volta la PS2. Sì, ovviamente mi sono voluto concentrare di più sulla PS2, che è quella che preferisco.
Sulla PS1 rischio qualcosina facendo il salto nel blu: penso di ricordarmelo e quindi lo prendo senza nemmeno guardarlo.. quindi appena spicco il volo mi rendo conto che sto puntando l'esterno della pista, mi spavento e scombino un po' ma rimango comunque in sella.
Alla terza prova sulla PS2 vado troppo lento per chiudere il doppio all'inizio e troppo veloce per atterrare prima del landing, quindi, in volo, mi sposto tutto indietro cercando di non impuntare perché è più che chiaro che atterrerò ESATTAMENTE sulla gobbetta. Il risultato è che appena tocco terra perdo completamente il controllo dell'anteriore e la bici mi sbalza sul lato della pista, tra le piante. Raddrizzo il manubrio e riparto. Nota per me stesso: i salti li devi fare alla giusta velocità o non farli.. se poi li vuoi fare, tieni il peso centrale o addirittura avanzato.. l'importante è non atterrare col peso tutto indietro che succedono casini.
Nei due punti più impegnativi non riesco a passare con la giusta fiducia e mi porterò dietro questa insicurezza anche in gara.
Ancora vengono alla luce i miei problemi nelle curve,
Day 2: gara
Mi sveglio stanco, molto stanco; come quando mi sveglio dopo una serata passata a sbevazzare. Sono sfiancato e mi sento poco lucido, quindi mi bevo due caffè e spero mi aiutino.
Parte la gara.
Il trasferimento è tranquillo e arrivo con 20' di anticipo (sono stati bravi, gli organizzatori).
Mi preparo con calma e poi si parte, con la PS1 in salita per il primo tratto. Sono un po' esagitato - ma non nervoso - e quindi ovviamente sbaglio cinquemila cose nella prima parte: mi dimentico del ripido iniziale; sbatto troppo pesantemente sul primo wallride; prendo di nuovo il salto nel blu troppo largo e stavolta mi avvicino tanto al bordo pista, tanto che devo frenare violentemente. Poi però punto dritto verso il wallride e da lì alla fine mi riprendo.
Sorpasso colui che precede chi mi precede e finisco la prova in 3'01.95 (173° su 347, ovvero 50° su 100)
Il secondo trasferimento è un po' su asfalto e dopo su sterrato. Mi rendo conto che i tempi sono larghi, quindi mi permetto di risalire tranquillissimo. Finché non mi accorgo d'aver bucato. Durante il trasferimento. Eh sì, perché mi sono messo a fare zigzag pesantemente schiacciando la bici, finché non mi parte il posteriore. Non ci faccio caso, anzi, mi gaso, perché sono riuscito a fare un cuttie senza nemmeno volerlo fare sul serio. Eppoi quando sento flopflop e capisco d'aver bucato mi gaso meno. Cambio al volo e risalgo, però timoroso di non arrivare in tempo pedalo forte e mi stanco un po'.
La seconda prova va bene in generale. Anche qua, a un certo punto, non mi ricordo più dove sono (diciamo che la stanchezza che ho percepito al mattino è decisamente presente e la lucidità è giusto al limite) finché non mi ritrovo sulla parte impegnativa 1: arrivo troppo veloce, freno troppo col posteriore che mi scivola via e quindi mi devo quasi fermare per impostare i due gradoni. Arrivo alla seconda parte impegnativa e, con zero fiducia, arrivo quasi a fermarmi, per poi buttare giù il piede e farlo tutto totalmente scomposto. Fa niente.
Anche qua, durante la discesa, raggiungo colui che precede chi mi precede. Finisco in 7'20.15 (156° su 338, ovvero 46° su 100)
Il terzo trasferimento lo faccio tipo al rallentatore, perché ho avuto sentore di crampi al termine della PS2 e non voglio rischiare di dovermi fermare durante la PS3, che è strapedalata.
Sulla PS3, infatti, arrivo a mettere la coroncina da 24 sui tratti in salita e a sedermi, perché proprio non voglio spingere in alcun modo. Ciò si traduce in un non raggiungere chi precede chi mi precede e nell'essere quasi raggiunto da quello che mi segue. Insomma, una prova penosa. Il tempo conferma con un 6'19.71 (217° su 334, ovvero 64° su 100).
Chiudo la gara in 16'41.82, 174° su 333.. un risultato pessimo, devo, dire: con la solita normalizzazione a 100 sono 52°. L'anno passato, sempre a San Bartolomeo, sono arrivato 60° su 100 ma ho anche interrotto - e pure a lungo - la PS3 a causa dei crampi.
Guardando la helmet cam delle prove dello scorso anno sull'unico punto della PS2 che è stato uguale anche quest'anno, ho potuto appurare che nel giro di 1'30" ho lasciato indietro il me stesso dell'anno scorso di circa 10". Sono migliorato, quindi, su questo non ci piove, ma anche tutto il resto del mondo è migliorato.
Staremo a vedere a Cartosio.
lunedì 27 settembre 2010
E con l'ultima, arrivò l'abbandono
Pogno no: lunga, pesante, ma non abbandonabile.
Cartosio, dopo una serata alcolica no: calda, ma non abbandonabile.
Prali zero: una caduta in prima manche, tre nella seconda, ma non abbandonabile.
Val di Sole assolutamente: costolata in prova, ma non abbandonabile.
Invece Melette sì.
E così, nonostante tutto, alla fine il mio primo ritiro, al primo anno di gare, è arrivato proprio con l'ultima gara DH della stagione.
Una Melette viscida, sassosa e radiciosa, che spesso mi ha mandato in crisi, ma che potevo portare a termine, nonostante, durante le prove del sabato, mi rendessi conto d'aver raggiunto il limite del mio "pelo".
Facciamo un passo indietro.
Sabato si gira, con quasi tutto il Mitchumm team, e nonostante varie cadute, l'umore è alto. Finché mi scivola via la bici alla cazzo di cane e, in qualche modo, la sella mi finisce contro la costola. La stessa che mi ero infortunato durante le prove in Val di Sole, tre settimane fa, e che stupidamente non ho lasciato riposare.
La giornata si conclude e domenica mattina ci si sveglia.
E la costola fa male. No, anzi, fa malissimo.
Ma mi iscrivo alla gara lo stesso, con l'idea che la situazione possa migliorare con lo scaldarsi della giornata e del mio corpo.
Invece già alla prima discesa mi rendo conto che non ce n'è: la costola fa davvero male, ogni piccolo sobbalzo mi fa emettere un suono di stizza. Eppoi arriva la caduta, qualche decina di metri dopo l'inizio della pista, che mi storta la leva del freno. Riparto, ma vado dritto al sassone. Mi fermo e faccio per risalire per riprovare immediatamente il passaggio. Ma non riesco: spingo in salita la bici, ma il dolore è davvero troppo.
Rimango lì una decina di minuti. Niente cambia. Punto la bici verso valle e scendo a piedi.
La mia gara finisce lì, durante le prove della domenica mattina: il dolore alla costola è forte; forte più del giorno in cui me lo sono procurato; forte più del giorno dopo il giorno in cui me lo sono procurato.
Così, facendo le somme, rimanere attivo in queste tre settimane ha avuto il suo prezzo. Che però non si limita unicamente al ritiro dalla gara, bensì anche alla non-iscrizione alla superenduro di Torbole - prevista per settimana prossima - e all'idea di non mettermi in sella a una bici per un mese. Per potermi riprendere. Fisicamente e mentalmente: è di nuovo ora di fare un passo indietro. O di valutare se continuare o meno.
Cartosio, dopo una serata alcolica no: calda, ma non abbandonabile.
Prali zero: una caduta in prima manche, tre nella seconda, ma non abbandonabile.
Val di Sole assolutamente: costolata in prova, ma non abbandonabile.
Invece Melette sì.
E così, nonostante tutto, alla fine il mio primo ritiro, al primo anno di gare, è arrivato proprio con l'ultima gara DH della stagione.
Una Melette viscida, sassosa e radiciosa, che spesso mi ha mandato in crisi, ma che potevo portare a termine, nonostante, durante le prove del sabato, mi rendessi conto d'aver raggiunto il limite del mio "pelo".
Facciamo un passo indietro.
Sabato si gira, con quasi tutto il Mitchumm team, e nonostante varie cadute, l'umore è alto. Finché mi scivola via la bici alla cazzo di cane e, in qualche modo, la sella mi finisce contro la costola. La stessa che mi ero infortunato durante le prove in Val di Sole, tre settimane fa, e che stupidamente non ho lasciato riposare.
La giornata si conclude e domenica mattina ci si sveglia.
E la costola fa male. No, anzi, fa malissimo.
Ma mi iscrivo alla gara lo stesso, con l'idea che la situazione possa migliorare con lo scaldarsi della giornata e del mio corpo.
Invece già alla prima discesa mi rendo conto che non ce n'è: la costola fa davvero male, ogni piccolo sobbalzo mi fa emettere un suono di stizza. Eppoi arriva la caduta, qualche decina di metri dopo l'inizio della pista, che mi storta la leva del freno. Riparto, ma vado dritto al sassone. Mi fermo e faccio per risalire per riprovare immediatamente il passaggio. Ma non riesco: spingo in salita la bici, ma il dolore è davvero troppo.
Rimango lì una decina di minuti. Niente cambia. Punto la bici verso valle e scendo a piedi.
La mia gara finisce lì, durante le prove della domenica mattina: il dolore alla costola è forte; forte più del giorno in cui me lo sono procurato; forte più del giorno dopo il giorno in cui me lo sono procurato.
Così, facendo le somme, rimanere attivo in queste tre settimane ha avuto il suo prezzo. Che però non si limita unicamente al ritiro dalla gara, bensì anche alla non-iscrizione alla superenduro di Torbole - prevista per settimana prossima - e all'idea di non mettermi in sella a una bici per un mese. Per potermi riprendere. Fisicamente e mentalmente: è di nuovo ora di fare un passo indietro. O di valutare se continuare o meno.
lunedì 6 settembre 2010
Gara DH: Commezzadura
DAY 1
Si arriva alquanto tardi e come al solito si gironzola a caso alla ricerca del posto giusto. Finalmente lo troviamo, montiamo le tende e vi ci infiliamo dentro intorno all'1.30 di mattina.
Un rumore forte mi sveglia, nonostante abbia i tappini per le orecchie. “Occazzo, si è bucato il materassino a Fasa e Andrea”, penso, ma comincia a entrare acqua nella tenda, in qualche assurdo modo. Apro e altra acqua si infila ulteriormente: è partito l'impianto di irrigazione.
Trasciniamo le tende dall'altro lato della strada.
Un paio d'ore dopo si ripete, identica, la scena: parte l'irrigazione del lato opposto. Ovvero il nostro attuale lato. Che due palle.
Sono tutto bagnatello, oltretutto mi sono dimenticato il sacco a pelo a casa e quindi è terrificante, tra freddo e umido.
DAY 2
Dopo la nottata infernale, finalmente arriva il giorno.
Montiamo tutto, compriamo i pass e cominciamo a provare la pista di gara: è molto, molto tecnica; molto, molto difficile. Ci hanno fatto un campionato del mondo, dopotutto, quindi ce lo si aspettava un po' tutti.
C'è qualcosa che non va, però: non ci sono con la testa, penso ad altro (cose come "Non so di cosa stia parlando"), mi sento teso e preoccupato e molto, molto deconcentrato. E infatti cado. Più volte. Finché non mi faccio male. Oltretutto in un passaggio dove cadere non c'entra assolutamente nulla. Mi impunto nel vuoto, perché non c'è motivo di impuntarsi, cado in avanti e vado a sbattere con entrambi i gomiti e col busto contro una lastra di pietra. Manca il fiato, fa male, quasi come a Collio l'anno scorso, quando ero rimasto poi fermo un mese. Anche la bici si danneggia, col bash che si rompe in tre parti, due delle quali si staccano.
Raccolgo i pezzi, mi siedo a lato e aspetto un po', poi riparto e scendo.
Continuo a girare per il resto della giornata, ma se prima non c'ero con la testa adesso ci sono ancora meno. All'ultimo giro faccio il muro finale a caso ed esco un po' di pista: mi devo fermare, inutile proseguire.
Ora sono in tenda, pronto a un'altra notte di freddo, con in più l'altissima probabilità di non prender parte alla gara, perché se magari potrei stringere i denti per la costola, per il gomito la vedo molto, molto dura, dato che ho provato a fare dei semplici movimenti con la bici dopo aver smesso di girare e non ci sono riuscito e si sa che il giorno dopo, di solito, è anche peggio.
Non credo ci sia nulla di rotto, ma in questo momento il dolore è tale da non permettermi di andare in bicicletta nel modo in cui dovrei andare.
Ok, fanculo, è una gara, posso anche non prenderci parte, ma le prossime settimane?
Devo ammettere che in verità sto pensando che tutto questo non serva a nulla: ormai ho 33 anni, quasi 34.. vado in bici da solo un anno e mezzo e mi piace molto, ma fare gare è un'altra cosa.. la pista, l'ho percepito subito, è molto bella ma il livello tecnico necessario è alto.. troppo alto per me.. ma mi manca anche il pelo necessario per affrontarla nel modo giusto.. e nonostante percepissi ciò, ho voluto farlo lo stesso.
Ho fatto il passo più lungo della gamba: ho bisogno un po' di riflettere e di capire meglio cosa voglio fare e come voglio farlo. Soprattutto non si può fare un'attività del genere col timore: io oggi avevo timore, perché la pista e tutto ciò che ci gravita intorno mi hanno spaventato.
Devo imparare ad ascoltare le mie sensazioni e fare un passo indietro.
DAY 3
La prima cosa che faccio è sentire come sta il gomito.. e lo sento messo bene. "Mmm, lasciamo passare qualche minuto", ma non cambia nulla e quindi decido di fare la gara lo stesso.
Le sensazioni oggi sono diverse, mi sento più tranquillo e infatti affronto il percorso meglio.
Faccio quattro discese e in un tutt'e quattro non riesco a fare una tirata unica, dato che il percorso è davvero stancante.
Prima manche
Parto e appena infilatomi nel bosco vado a caso. E ovviamente cado. Recupero rapidamente la bici - non perdo troppo tempo - e riparto al volo. Tempo di fare qualche decina di metri e cado di nuovo. Manda affanculo qualcosa di virtuale e in tempo zero mi demoralizzo. Qualcuno del pubblico però mi urla "Dai, sei appena partito, vai, forza!" e quindi prendo la bici e riparto.
Nella seconda parte del percorso va meglio e riesco a fare più o meno quello che avevo intenzione di fare. Arrivo sul muro finale e passo a frenare con due dita anziché uno perché mi fanno male le mani.
Chiudo con 5'38".
Seconda manche
Essendo caduto due volte, posso solo migliorare. Per assurdo decido di andare più lento. E arrivo in fondo senza grossi problemi. Anzi, in verità riesco ad azzeccare completamente tutte le linee che volevo azzeccare, nonostante mi rendo conto che sono al di fuori della mia portata. Nell'ultima parte, di nuovo, freno con due dita, ma tutta la discesa, decisamente più lenta rispetto a prima, è comunque più pulita.
Chiudo con 5'25".
Non so in classifica generale dove mi sono posizionato (non nel dettaglio, per intenderci), ma in quella di categoria sono terzultimo e in quella degli amatori qualcosa come 54esimo su 65.
Di per sé un risultato pessimo, ma in verità no. No perché la pista era totalmente al di fuori della mia portata.
Mi spiace essermi demoralizzato, ieri, a causa della caduta; a causa della mia incapacità di gestire bene questa pista così impegnativa e affascinante.
Per l'ennesima volta nel mio anno e mezzo di esperienza in bici, devo fare un passo indietro e tornare coi piedi per terra a quella che è la mia realtà e alle mie capacità.
Ovviamente ci si vede alla prossima gara.
Si arriva alquanto tardi e come al solito si gironzola a caso alla ricerca del posto giusto. Finalmente lo troviamo, montiamo le tende e vi ci infiliamo dentro intorno all'1.30 di mattina.
Un rumore forte mi sveglia, nonostante abbia i tappini per le orecchie. “Occazzo, si è bucato il materassino a Fasa e Andrea”, penso, ma comincia a entrare acqua nella tenda, in qualche assurdo modo. Apro e altra acqua si infila ulteriormente: è partito l'impianto di irrigazione.
Trasciniamo le tende dall'altro lato della strada.
Un paio d'ore dopo si ripete, identica, la scena: parte l'irrigazione del lato opposto. Ovvero il nostro attuale lato. Che due palle.
Sono tutto bagnatello, oltretutto mi sono dimenticato il sacco a pelo a casa e quindi è terrificante, tra freddo e umido.
DAY 2
Dopo la nottata infernale, finalmente arriva il giorno.
Montiamo tutto, compriamo i pass e cominciamo a provare la pista di gara: è molto, molto tecnica; molto, molto difficile. Ci hanno fatto un campionato del mondo, dopotutto, quindi ce lo si aspettava un po' tutti.
C'è qualcosa che non va, però: non ci sono con la testa, penso ad altro (cose come "Non so di cosa stia parlando"), mi sento teso e preoccupato e molto, molto deconcentrato. E infatti cado. Più volte. Finché non mi faccio male. Oltretutto in un passaggio dove cadere non c'entra assolutamente nulla. Mi impunto nel vuoto, perché non c'è motivo di impuntarsi, cado in avanti e vado a sbattere con entrambi i gomiti e col busto contro una lastra di pietra. Manca il fiato, fa male, quasi come a Collio l'anno scorso, quando ero rimasto poi fermo un mese. Anche la bici si danneggia, col bash che si rompe in tre parti, due delle quali si staccano.
Raccolgo i pezzi, mi siedo a lato e aspetto un po', poi riparto e scendo.
Continuo a girare per il resto della giornata, ma se prima non c'ero con la testa adesso ci sono ancora meno. All'ultimo giro faccio il muro finale a caso ed esco un po' di pista: mi devo fermare, inutile proseguire.
Ora sono in tenda, pronto a un'altra notte di freddo, con in più l'altissima probabilità di non prender parte alla gara, perché se magari potrei stringere i denti per la costola, per il gomito la vedo molto, molto dura, dato che ho provato a fare dei semplici movimenti con la bici dopo aver smesso di girare e non ci sono riuscito e si sa che il giorno dopo, di solito, è anche peggio.
Non credo ci sia nulla di rotto, ma in questo momento il dolore è tale da non permettermi di andare in bicicletta nel modo in cui dovrei andare.
Ok, fanculo, è una gara, posso anche non prenderci parte, ma le prossime settimane?
Devo ammettere che in verità sto pensando che tutto questo non serva a nulla: ormai ho 33 anni, quasi 34.. vado in bici da solo un anno e mezzo e mi piace molto, ma fare gare è un'altra cosa.. la pista, l'ho percepito subito, è molto bella ma il livello tecnico necessario è alto.. troppo alto per me.. ma mi manca anche il pelo necessario per affrontarla nel modo giusto.. e nonostante percepissi ciò, ho voluto farlo lo stesso.
Ho fatto il passo più lungo della gamba: ho bisogno un po' di riflettere e di capire meglio cosa voglio fare e come voglio farlo. Soprattutto non si può fare un'attività del genere col timore: io oggi avevo timore, perché la pista e tutto ciò che ci gravita intorno mi hanno spaventato.
Devo imparare ad ascoltare le mie sensazioni e fare un passo indietro.
DAY 3
La prima cosa che faccio è sentire come sta il gomito.. e lo sento messo bene. "Mmm, lasciamo passare qualche minuto", ma non cambia nulla e quindi decido di fare la gara lo stesso.
Le sensazioni oggi sono diverse, mi sento più tranquillo e infatti affronto il percorso meglio.
Faccio quattro discese e in un tutt'e quattro non riesco a fare una tirata unica, dato che il percorso è davvero stancante.
Prima manche
Parto e appena infilatomi nel bosco vado a caso. E ovviamente cado. Recupero rapidamente la bici - non perdo troppo tempo - e riparto al volo. Tempo di fare qualche decina di metri e cado di nuovo. Manda affanculo qualcosa di virtuale e in tempo zero mi demoralizzo. Qualcuno del pubblico però mi urla "Dai, sei appena partito, vai, forza!" e quindi prendo la bici e riparto.
Nella seconda parte del percorso va meglio e riesco a fare più o meno quello che avevo intenzione di fare. Arrivo sul muro finale e passo a frenare con due dita anziché uno perché mi fanno male le mani.
Chiudo con 5'38".
Seconda manche
Essendo caduto due volte, posso solo migliorare. Per assurdo decido di andare più lento. E arrivo in fondo senza grossi problemi. Anzi, in verità riesco ad azzeccare completamente tutte le linee che volevo azzeccare, nonostante mi rendo conto che sono al di fuori della mia portata. Nell'ultima parte, di nuovo, freno con due dita, ma tutta la discesa, decisamente più lenta rispetto a prima, è comunque più pulita.
Chiudo con 5'25".
Non so in classifica generale dove mi sono posizionato (non nel dettaglio, per intenderci), ma in quella di categoria sono terzultimo e in quella degli amatori qualcosa come 54esimo su 65.
Di per sé un risultato pessimo, ma in verità no. No perché la pista era totalmente al di fuori della mia portata.
Mi spiace essermi demoralizzato, ieri, a causa della caduta; a causa della mia incapacità di gestire bene questa pista così impegnativa e affascinante.
Per l'ennesima volta nel mio anno e mezzo di esperienza in bici, devo fare un passo indietro e tornare coi piedi per terra a quella che è la mia realtà e alle mie capacità.
Ovviamente ci si vede alla prossima gara.
martedì 27 luglio 2010
Gara DH: Sestola - La classifica
Dunque dunque, finalmente ho visto la classifica di Sestola.
67 su 101.. ossia 66 su 100.. considerato che a Petosino ero 65 su 100 diciamo che ancora sono lì. Voglio nascondermi dietro al fatto che non sapendo saltare ho perso qualcosina quando rallentavo anziché spiccare il volo, ma anche quello fa parte della gara, quindi c'è poco da dire.
Il tempo è di 3'06", mentre quando mi sono cronometrato durante le prove, in una discesa che avevo ritenuto abbastanza tiratella, avevo segnato circa 3'30", anche se non avevo fatto il supertaglio che ho fatto nella seconda manche.
Sinceramente sono un po' deluso per essere ancora nella stessa posizione in classifica rispetto a circa 2 mesi fa: significa forse che non sono migliorato? Eppure mi sembrava di sì.. no, anzi, io lo so d'essere migliorato. Quindi perché questo risultato?!?!?!?
67 su 101.. ossia 66 su 100.. considerato che a Petosino ero 65 su 100 diciamo che ancora sono lì. Voglio nascondermi dietro al fatto che non sapendo saltare ho perso qualcosina quando rallentavo anziché spiccare il volo, ma anche quello fa parte della gara, quindi c'è poco da dire.
Il tempo è di 3'06", mentre quando mi sono cronometrato durante le prove, in una discesa che avevo ritenuto abbastanza tiratella, avevo segnato circa 3'30", anche se non avevo fatto il supertaglio che ho fatto nella seconda manche.
Sinceramente sono un po' deluso per essere ancora nella stessa posizione in classifica rispetto a circa 2 mesi fa: significa forse che non sono migliorato? Eppure mi sembrava di sì.. no, anzi, io lo so d'essere migliorato. Quindi perché questo risultato?!?!?!?
lunedì 26 luglio 2010
Gara DH: Sestola (UISP)
DAY 1 (venerdì notte)
Passi che, come al solito, mi perdo nelle stradine di montagna; passi che se devo arrivare a mezzanotte invece arrivo all'1. Ma dimenticare a casa due giorni di cibo no, cazzo, proprio non va bene.
Vado a dormire con la fame già in corpo, sperando che ci sia un bancomat in 'sto posto di montagna o che lo possa usare in qualche market.
Porco d'un cazzo.
Meno male va' che ho i tappini per le orecchie, che qua c'è gente che urla e nella tenda di fianco alla mia c'è uno che gigarussa.
Buonanotte.
DAY 2 (sabato)
Ottima giornata di discese su discese su discese.
La pista è corta e per nulla fisica quindi non ho problemi di resistenza e soprattutto non ho problemi agli avambracci, come sempre, arrivando a fine pista senza troppa fatica.
Un gigadoppio all'inizio e un altro un po' più avanti non li faccio, mentre tutto il resto, incluso un bel step-up grazie a Fabione - che mi ci ha trascinato dentro e che la prima volta ho ultrapassato perché preso troppo veloce e iperpompato col timore di non chiuderlo - è alla mia portata. Anche un bel drop che però è stato chiuso a metà mattinata. Peccato perché è proprio bello alto (per i miei canoni) e da soddisfazione farlo. Mi viene decisamente più facile chiudere i drop che i salti: per i primi non è necessaria 'sta tecnica particolare.
Dicevo che la pista è corta e alquanto liscia, a parte qualche punto qua e là ma mai spaccabraccia. Ci sono due o tre punti che mi danno qualche difficoltà, ma in generale sono riuscito a mantenere una buona continuità (il cosiddetto flow) per tutta la durata della pista.
Un paio di volte mi sono trovato dietro ragazzi decisamente più veloci di me e mi è dispiaciuto, ma è inutile farsi le menate: ho ancora tantissimo da imparare, tantissimo da mollare. In una discesa ho cercato anche di andare appresso a tre ragazzi del team locale, con ovvi risultati (tipo che dopo 500 metri non li ho più visti). Che poi uno di loro tre fosse il campione italiano UISP forse ha avuto un qualche impatto.
Insomma, niente a che vedere con Prali, che ritengo ben più fisica, ma anche Sestola ha il suo perché. Qualsiasi pista, per me ha un suo perché e ogni gara, ogni weekend, è un momento di apprendimento.
Oltre ai due doppi un'altra cosa non sono riuscito a chiuderla, ma non so proprio come fare: un panettone bello lungo al quale però, anche pedalando, non riesco ad arrivare con tanta velocità, perché non ti spara molto in alto. Probabilmente bisogna arrivare a millemila e pompare come dei dannati. Riproverò domani. Speriamo bene, ma ancora la mia insicurezza sui salti non mi permetterà di pompare quel che basta, ne sono sicuro.
Menzione power a Fabione, col quale, in fondo, sono riuscito a fare solo qualche discesa perché io sono tutto preso dalla gara mentre lui è stato qua per fare un po' di sano freeride. Grazie per lo step-up. L'ho rifatto un'altra volta e un'altra volta sono andato troppo oltre, ma mi hai dato il LA. E ciò è bene.
RACE DAY (domenica)
Ieri notte una megagrigliata con tanto di vuvuzela mi ha fatto svegliareaddormentaresvegliareaddormentare a lungo, fortuna che mi sono portato i tappini per le orecchie che mi hanno un po' aiutato.
Alle 7.30 mi sveglio e vado giù in paese a fare colazione e a comprare dell'ottima frutta (che poi si rivelerà pure tattica).
Una volta tornato in zona partenza gara, l'impianto è in funzione, quindi mi iscrivo e comincio di nuovo a provare. Sin dall'inizio, nonostante mi fossi svegliato pensando "Minchia, sono a pezzi" sento che invece sono in forma. Strano, considerate le millemila discese di ieri, ma anche no, in verità, perché la pista, come dicevo, è breve e non è scassata, quindi non è per niente fisica.
Mi fermo a guardare ulteriormente qualche punto che, ripensandoci ieri notte, mi ha lasciato perplesso e in un paio di punti capisco come correggere, in altri lascio un po' al caso.
In attesa della prima manche, poi, scendo per la pista rossa, per risvegliarmi dal torpore in cui sono caduto dopo le prove. Che meraviglia, svegliarsi e girare in bici, non ce n'è.
La prima manche va ok: sbaglio un paio di linee, mi impunto quasi su una robina un po' in discesa, sbatto le parti basse quando mi si chiude lo sterzo in un appoggio strano, quasi dimentico di chiudere a 90° una curva per prendere un droppettino, ma a parte questo comunque va tutto bene.
Prima della seconda manche c'è un bel po' di tempo, quindi con un altro ragazzo andiamo giù a vedere un taglio che è stato fatto poco prima dell'inizio della seconda manche. Lo proviamo e ci rendiamo conto che ci fa risparmiare un sacco di secondi.
Parto per la seconda manche, di nuovo tento di chiudere quel dannatissimo panettone ma non ci riesco (probabilmente solo i top top lo chiudono, dato che parlandone con la gente nessuno riesce ad atterrare sul landing e ciò un po' mi consola), poi dopo lo step up (wow, adesso lo faccio ogni volta!) entro poco convinto nell'appoggio che rientra nel bosco e quindi mi fermo, ma rilancio con un paio di pedalate e dopo un po' chiudo la seconda manche.
Non sono caduto nel vero senso della parola, ho giusto sbagliato un pochino qua e là ma per la prima volta ho fatto una gara sapendo dove mettere la ruota in anticipo. Questo perché l'ho provata tante volte e, soprattutto, perché è corta e ricca di punti di riferimento.
Sono poi rimasto particolarmente soddisfatto quando, in entrata nell'unico pezzo rottarello (giusto un pochino), saltavo via le pietre con le pompatine. Mi sono gasato, devo ammetterlo.
Sono scappato via subito al termine della gara per via del rientro (sono arrivato a Milano alle 22.30) e quindi non ho né tempi né nient'altro, ma visto il livello non dico d'essere arrivato ultimo, ma sarò nella bassa classifica. Come sempre, dopotutto.
Eppure non mi dispiace. No, perché sento di aver dato il 100% di quello che posso dare in questo momento, con le mie attuali capacità tecniche. Le quali ancora non mi hanno permesso di fare i due doppi, ma lo step up e il drop prima che lo chiudessero sì.
Sto migliorando.
(foto di Pa.Ver.)
Passi che, come al solito, mi perdo nelle stradine di montagna; passi che se devo arrivare a mezzanotte invece arrivo all'1. Ma dimenticare a casa due giorni di cibo no, cazzo, proprio non va bene.
Vado a dormire con la fame già in corpo, sperando che ci sia un bancomat in 'sto posto di montagna o che lo possa usare in qualche market.
Porco d'un cazzo.
Meno male va' che ho i tappini per le orecchie, che qua c'è gente che urla e nella tenda di fianco alla mia c'è uno che gigarussa.
Buonanotte.
Ottima giornata di discese su discese su discese.
La pista è corta e per nulla fisica quindi non ho problemi di resistenza e soprattutto non ho problemi agli avambracci, come sempre, arrivando a fine pista senza troppa fatica.
Un gigadoppio all'inizio e un altro un po' più avanti non li faccio, mentre tutto il resto, incluso un bel step-up grazie a Fabione - che mi ci ha trascinato dentro e che la prima volta ho ultrapassato perché preso troppo veloce e iperpompato col timore di non chiuderlo - è alla mia portata. Anche un bel drop che però è stato chiuso a metà mattinata. Peccato perché è proprio bello alto (per i miei canoni) e da soddisfazione farlo. Mi viene decisamente più facile chiudere i drop che i salti: per i primi non è necessaria 'sta tecnica particolare.
Dicevo che la pista è corta e alquanto liscia, a parte qualche punto qua e là ma mai spaccabraccia. Ci sono due o tre punti che mi danno qualche difficoltà, ma in generale sono riuscito a mantenere una buona continuità (il cosiddetto flow) per tutta la durata della pista.
Un paio di volte mi sono trovato dietro ragazzi decisamente più veloci di me e mi è dispiaciuto, ma è inutile farsi le menate: ho ancora tantissimo da imparare, tantissimo da mollare. In una discesa ho cercato anche di andare appresso a tre ragazzi del team locale, con ovvi risultati (tipo che dopo 500 metri non li ho più visti). Che poi uno di loro tre fosse il campione italiano UISP forse ha avuto un qualche impatto.
Insomma, niente a che vedere con Prali, che ritengo ben più fisica, ma anche Sestola ha il suo perché. Qualsiasi pista, per me ha un suo perché e ogni gara, ogni weekend, è un momento di apprendimento.
Oltre ai due doppi un'altra cosa non sono riuscito a chiuderla, ma non so proprio come fare: un panettone bello lungo al quale però, anche pedalando, non riesco ad arrivare con tanta velocità, perché non ti spara molto in alto. Probabilmente bisogna arrivare a millemila e pompare come dei dannati. Riproverò domani. Speriamo bene, ma ancora la mia insicurezza sui salti non mi permetterà di pompare quel che basta, ne sono sicuro.
Menzione power a Fabione, col quale, in fondo, sono riuscito a fare solo qualche discesa perché io sono tutto preso dalla gara mentre lui è stato qua per fare un po' di sano freeride. Grazie per lo step-up. L'ho rifatto un'altra volta e un'altra volta sono andato troppo oltre, ma mi hai dato il LA. E ciò è bene.
RACE DAY (domenica)
Ieri notte una megagrigliata con tanto di vuvuzela mi ha fatto svegliareaddormentaresvegliareaddormentare a lungo, fortuna che mi sono portato i tappini per le orecchie che mi hanno un po' aiutato.
Alle 7.30 mi sveglio e vado giù in paese a fare colazione e a comprare dell'ottima frutta (che poi si rivelerà pure tattica).
Una volta tornato in zona partenza gara, l'impianto è in funzione, quindi mi iscrivo e comincio di nuovo a provare. Sin dall'inizio, nonostante mi fossi svegliato pensando "Minchia, sono a pezzi" sento che invece sono in forma. Strano, considerate le millemila discese di ieri, ma anche no, in verità, perché la pista, come dicevo, è breve e non è scassata, quindi non è per niente fisica.
Mi fermo a guardare ulteriormente qualche punto che, ripensandoci ieri notte, mi ha lasciato perplesso e in un paio di punti capisco come correggere, in altri lascio un po' al caso.
In attesa della prima manche, poi, scendo per la pista rossa, per risvegliarmi dal torpore in cui sono caduto dopo le prove. Che meraviglia, svegliarsi e girare in bici, non ce n'è.
La prima manche va ok: sbaglio un paio di linee, mi impunto quasi su una robina un po' in discesa, sbatto le parti basse quando mi si chiude lo sterzo in un appoggio strano, quasi dimentico di chiudere a 90° una curva per prendere un droppettino, ma a parte questo comunque va tutto bene.
Prima della seconda manche c'è un bel po' di tempo, quindi con un altro ragazzo andiamo giù a vedere un taglio che è stato fatto poco prima dell'inizio della seconda manche. Lo proviamo e ci rendiamo conto che ci fa risparmiare un sacco di secondi.
Parto per la seconda manche, di nuovo tento di chiudere quel dannatissimo panettone ma non ci riesco (probabilmente solo i top top lo chiudono, dato che parlandone con la gente nessuno riesce ad atterrare sul landing e ciò un po' mi consola), poi dopo lo step up (wow, adesso lo faccio ogni volta!) entro poco convinto nell'appoggio che rientra nel bosco e quindi mi fermo, ma rilancio con un paio di pedalate e dopo un po' chiudo la seconda manche.
Non sono caduto nel vero senso della parola, ho giusto sbagliato un pochino qua e là ma per la prima volta ho fatto una gara sapendo dove mettere la ruota in anticipo. Questo perché l'ho provata tante volte e, soprattutto, perché è corta e ricca di punti di riferimento.
Sono poi rimasto particolarmente soddisfatto quando, in entrata nell'unico pezzo rottarello (giusto un pochino), saltavo via le pietre con le pompatine. Mi sono gasato, devo ammetterlo.
Sono scappato via subito al termine della gara per via del rientro (sono arrivato a Milano alle 22.30) e quindi non ho né tempi né nient'altro, ma visto il livello non dico d'essere arrivato ultimo, ma sarò nella bassa classifica. Come sempre, dopotutto.
Eppure non mi dispiace. No, perché sento di aver dato il 100% di quello che posso dare in questo momento, con le mie attuali capacità tecniche. Le quali ancora non mi hanno permesso di fare i due doppi, ma lo step up e il drop prima che lo chiudessero sì.
Sto migliorando.
(foto di Pa.Ver.)
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