martedì 9 agosto 2011

A Caldirola succedono cose strane

Domenica sono tornato a Caldirola, dove non mettevo piede dalla gara. Stavolta, però, con gli spd.

Inutile nascondere che se sono un idiota con i flat, con gli spd lo sono quattro volte tanto (come hanno dimostrato le ultime vacanze a Morzine), ma non posso arrendermi e quindi devo continuare a usarli. Come ho detto una volta a Ricky Di: "A volte si devono fare un passo indietro per poi farne due in avanti". Ecco, io ora ne ho fatti una quarantina, ma pian piano magari riprenderò ad andare in avanti, chissà.

Le discese sono state accettabili. Dico solo accettabili perché in certi punti ero davvero ridicolo; un pupazzo in balia degli eventi. Al primo giro sulla pista della gara sono riuscito a forare il posteriore (in verità me appena ho fatto un pezzo in particolare ho pensato "Uh, adesso buco" e così è stato), pizzicando. Ero a una pressione di 2.20, quindi l'ho portata su a 2.30. Devo dire che non ho notato quasi per nulla la differenza e non ho pizzicato di nuovo nelle discese successive.

Più volte mi sono steso a causa degli spd: nel tentativo di staccarmi, mi sono trascinato a terra più volte. Insomma, devo ancora prendere confidenza con questo tipo di pedale e devo prendere confidenza - solo mentale, non tecnica - con le curve fatte coi piedi attaccati alla bici.

In particolare è successa una cosa strana sulla cosiddetta DH3: in uscita dal bosco c'è una sorta di doppio (che ovviamente taglio corto), seguito poi da una sorta di autostrada veloce in contropendenza. Subito dopo segue una curva verso destra in appoggio. Ecco, non so esattamente come, ma credo d'aver piegato troppo perché a un certo punto ho sentito entrambe le ruote perdere aderenza. D'istinto, ho cercato di staccare il piede per appoggiarlo a terra e rialzare la bici, ma non ce l'ho fatta. La velocità era abbastanza alta e tirando sul piede ho ovviamente fatto abbassare ulteriormente la bici, tanto da farmi prendere dentro il terreno con la caviglia. "Puttana eva cado", ho pensato, e invece niente, non sono scivolato rovinosamente a terra e addirittura, non so ancora come, ho riportato la bici su e ho proseguito la mia discesa.

Diciamo che più ci ripenso e più non capisco cosa sia successo. Anche lì, appena finita la discesa, sono rimasto a fissare il terreno e a ripensare a cosa fosse capitato e al perché non fossi finito a terra. La conclusione è che le ruote tengono molto di più di quanto io creda. Nonostante ciò, non ho più buttato così tanto giù la bici, quindi non è che adesso, con questa nuova conoscenza, sono diventato il re delle pieghe. Anzi.

Però fanno pensare, 'ste cose..

1 commento:

  1. Masa, per l'evento para...normale, ci potrebbero essere due spiegazioni
    1) picchiando giù la caviglia hai fatto leva, e hai tirato su la bimba quel zick per farla rimettere con una  angolazione giusta tale da riprendere ad andare
    2) tirando su il piede (che è rimasto agganciato, giustamente, le scarpe con spd si staccano di lato non in senso verticale) hai avuto lo stesso effetto del punto 1)....
    ecco tu impara con l'SPD, che io sto imparando con i flat!!

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