lunedì 27 settembre 2010

E con l'ultima, arrivò l'abbandono

Pogno no: lunga, pesante, ma non abbandonabile.
Cartosio, dopo una serata alcolica no: calda, ma non abbandonabile.
Prali zero: una caduta in prima manche, tre nella seconda, ma non abbandonabile.
Val di Sole assolutamente: costolata in prova, ma non abbandonabile.

Invece Melette sì.

E così, nonostante tutto, alla fine il mio primo ritiro, al primo anno di gare, è arrivato proprio con l'ultima gara DH della stagione.

Una Melette viscida, sassosa e radiciosa, che spesso mi ha mandato in crisi, ma che potevo portare a termine, nonostante, durante le prove del sabato, mi rendessi conto d'aver raggiunto il limite del mio "pelo".

Facciamo un passo indietro.

Sabato si gira, con quasi tutto il Mitchumm team, e nonostante varie cadute, l'umore è alto. Finché mi scivola via la bici alla cazzo di cane e, in qualche modo, la sella mi finisce contro la costola. La stessa che mi ero infortunato durante le prove in Val di Sole, tre settimane fa, e che stupidamente non ho lasciato riposare.

La giornata si conclude e domenica mattina ci si sveglia.

E la costola fa male. No, anzi, fa malissimo.

Ma mi iscrivo alla gara lo stesso, con l'idea che la situazione possa migliorare con lo scaldarsi della giornata e del mio corpo.

Invece già alla prima discesa mi rendo conto che non ce n'è: la costola fa davvero male, ogni piccolo sobbalzo mi fa emettere un suono di stizza. Eppoi arriva la caduta, qualche decina di metri dopo l'inizio della pista, che mi storta la leva del freno. Riparto, ma vado dritto al sassone. Mi fermo e faccio per risalire per riprovare immediatamente il passaggio. Ma non riesco: spingo in salita la bici, ma il dolore è davvero troppo.

Rimango lì una decina di minuti. Niente cambia. Punto la bici verso valle e scendo a piedi.

La mia gara finisce lì, durante le prove della domenica mattina: il dolore alla costola è forte; forte più del giorno in cui me lo sono procurato; forte più del giorno dopo il giorno in cui me lo sono procurato.

Così, facendo le somme, rimanere attivo in queste tre settimane ha avuto il suo prezzo. Che però non si limita unicamente al ritiro dalla gara, bensì anche alla non-iscrizione alla superenduro di Torbole - prevista per settimana prossima - e all'idea di non mettermi in sella a una bici per un mese. Per potermi riprendere. Fisicamente e mentalmente: è di nuovo ora di fare un passo indietro. O di valutare se continuare o meno.

1 commento:

  1. Non abbatteri Masa!!Alle Melette a giugno ci ho lasciato pure io le costole sul masso: invece di cadere sui materassi son caduto con le costole sul sasso che cè sul lato opposto.Le costole sono una brutta "gatta da pelare". L'unico rimedio è stare fermi e lasciarle riposare.Io son risalito in sella dopo un mese ( è pur vero che rispetto ate son un vecchietto di 51 anni!! ;-) ).Dai che ci vediamo sui campi di gara il prossimo anno.Un amichevole abbraccioAzur59

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