lunedì 13 settembre 2010

Chiusura a Pila (parte 1)

Si arriva a tarda notte a Pila, dove montiamo le tende in temperature a dir poco glaciali: pigiama, calze, maglione e testa completamente chiusa dentro al sacco a pelo mi evitano il congelamento.
 
Dopo aver chiuso gli occhi alle 2 di mattina, ecco le chiacchiere di Andrea e Fasana che mi svegliano alle 7, quindi ben 5 ore di sonno intervallate da continui spostamenti dovuti al dolore alla costola. Ma vabbè, fa tutto parte del gioco, ormai.
 
Ho un manubrio nuovo, dato che ero stufo di tenere le manopole fuori dalla loro sede corretta per avere un manubrio da 750mm, ma scopro che è stato tagliato a 760 anziché 750 e per quanto possa sembrare poco, sento che l'impostazione è differente (sono diversi anche altri parametri, ma non so quanto possano influire). Ci scaldiamo sulla freeride Pila – Aosta, lunga millemila km e ovviamente i miei ritmi sono patetici e il modo di affrontare le curve ancora più patetico. Poi mi ricordo che ho il manubrio nuovo, quindi penso il solito “Vabbè, come sempre, dai, è la prima discesa”, sperando che abituandomi alle nuove misure e riscaldandomi bene poi le cose migliorino.
 
Invece i miei ritmi continuano a rimanere abbastanza bassi, con ormai Andrea e Fasana che mi lasciano indietro. Si aggiunge Stefano, un amico di palestra che condivide la mia stessa passione, così scendiamo un po' insieme e le cose cominciano pian piano a migliorare, finché io e Stefano andiamo a fare un paio di discese per conto nostro. E le cose migliorano decisamente. Quando ribecco poi Andrea e Fasana li invito a farci un'altra World Cup insieme, ma purtroppo la funivia chiude e rimandiamo a domani: ho trovato un paio di linee nella pietraia che mi hanno ampiamente soddisfatto, oltre al fatto d'essere riuscito a chiudere bene il primo step up.
 
In serata, prima di mangiare, abbiamo cominciato a provare a fare manual nel parcheggio e, con mia incredibile sorpresa, sono riuscito a tenerlo su per parecchio tempo, intorno ai 5/6 secondi, che potrebbero non sembrare granché ma per me sono un'eternità.
 
Non riesco più a star dietro ad Andrea e a Fasana, ma almeno mi sono preso una bella soddisfazione riuscendo in qualcosa che pensavo non sarei mai riuscito a portare a casa (anche se in modo ancora così modesto e non in un contesto discesistico).

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