Finalmente ce l'ho fatta: ho fatto il drop (o come cazzo si chiama) all'inizio del Tamaro. E per essere sicuro, mi sono fatto anche il drop di mezzo nel bike park. Entrambe scemate per tanta gente, ma per uno come me che comincia ora a staccare le ruote dal terreno, sono un grandissimo risultato.
Da quando ho deciso di andare al Tamaro con Gianluca questa mattina, il primo pensiero che si è fatto strada è stato "Devo fare il drop all'inizio". Quando poi oggi sono arrivato lì e ho visto che l'hanno cambiato, aggiungendo un landing di mattonelle (rendendolo quindi più semplice, a mio parere), non ho avuto dubbi e, dopo la prima discesa in retromarcia, alla seconda mi ci sono lanciato. E mi sono supergasato.
E l'ho fatto di nuovo; e rifatto ancora; e fatto un'altra volta. Una volta sono anche andato completamente via dritto, non riuscendo a chiudere la curva subito dopo, ma va bene così.
Quelli che non sono riuscito a chiudere, tanto per cambiare, sono i doppi, ma ho davvero bisogno di una guida da seguire, che mi dia la velocità giusta, che mi faccia capire, perché da solo non ci riesco.
La pista, in generale, è scassatella, con pietre, pietrone e pietrine qua e là sempre lì a dar fastidio, ma il Tamaro non è mai stato un posto sempliciotto e liscio (a parte, forse, appena sistemato). E' bello, ogni tanto, tornarci per capire a che punto sono tecnicamente. E ho ancora tantissime lacune, ad esempio non riesco proprio a fare lo step up subito dopo una curva; non riesco a chiudere il panettoncino a metà; non riesco ad andare giù fluido nella pietraia; non riesco a saltare via alcuni punti che, ho visto in un video, la gente salta via; non riesco a chiudere i due salti che ci sono uno poco dopo i tornantini e uno prima di rientrare nel bosco.. ma come ormai dico da un po': diamo tempo al tempo.
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