lunedì 26 luglio 2010

Gara DH: Sestola (UISP)

DAY 1 (venerdì notte)
Passi che, come al solito, mi perdo nelle stradine di montagna; passi che se devo arrivare a mezzanotte invece arrivo all'1. Ma dimenticare a casa due giorni di cibo no, cazzo, proprio non va bene.
Vado a dormire con la fame già in corpo, sperando che ci sia un bancomat in 'sto posto di montagna o che lo possa usare in qualche market.
Porco d'un cazzo.
Meno male va' che ho i tappini per le orecchie, che qua c'è gente che urla e nella tenda di fianco alla mia c'è uno che gigarussa.
Buonanotte.

Foto Pa.Ver.DAY 2 (sabato)
Ottima giornata di discese su discese su discese.
La pista è corta e per nulla fisica quindi non ho problemi di resistenza e soprattutto non ho problemi agli avambracci, come sempre, arrivando a fine pista senza troppa fatica.
Un gigadoppio all'inizio e un altro un po' più avanti non li faccio, mentre tutto il resto, incluso un bel step-up grazie a Fabione - che mi ci ha trascinato dentro e che la prima volta ho ultrapassato perché preso troppo veloce e iperpompato col timore di non chiuderlo - è alla mia portata. Anche un bel drop che però è stato chiuso a metà mattinata. Peccato perché è proprio bello alto (per i miei canoni) e da soddisfazione farlo. Mi viene decisamente più facile chiudere i drop che i salti: per i primi non è necessaria 'sta tecnica particolare.
Dicevo che la pista è corta e alquanto liscia, a parte qualche punto qua e là ma mai spaccabraccia. Ci sono due o tre punti che mi danno qualche difficoltà, ma in generale sono riuscito a mantenere una buona continuità (il cosiddetto flow) per tutta la durata della pista.
Un paio di volte mi sono trovato dietro ragazzi decisamente più veloci di me e mi è dispiaciuto, ma è inutile farsi le menate: ho ancora tantissimo da imparare, tantissimo da mollare. In una discesa ho cercato anche di andare appresso a tre ragazzi del team locale, con ovvi risultati (tipo che dopo 500 metri non li ho più visti). Che poi uno di loro tre fosse il campione italiano UISP forse ha avuto un qualche impatto.
Insomma, niente a che vedere con Prali, che ritengo ben più fisica, ma anche Sestola ha il suo perché. Qualsiasi pista, per me ha un suo perché e ogni gara, ogni weekend, è un momento di apprendimento.
Oltre ai due doppi un'altra cosa non sono riuscito a chiuderla, ma non so proprio come fare: un panettone bello lungo al quale però, anche pedalando, non riesco ad arrivare con tanta velocità, perché non ti spara molto in alto. Probabilmente bisogna arrivare a millemila e pompare come dei dannati. Riproverò domani. Speriamo bene, ma ancora la mia insicurezza sui salti non mi permetterà di pompare quel che basta, ne sono sicuro.
Menzione power a Fabione, col quale, in fondo, sono riuscito a fare solo qualche discesa perché io sono tutto preso dalla gara mentre lui è stato qua per fare un po' di sano freeride. Grazie per lo step-up. L'ho rifatto un'altra volta e un'altra volta sono andato troppo oltre, ma mi hai dato il LA. E ciò è bene.

RACE DAY (domenica)
Ieri notte una megagrigliata con tanto di vuvuzela mi ha fatto svegliareaddormentaresvegliareaddormentare a lungo, fortuna che mi sono portato i tappini per le orecchie che mi hanno un po' aiutato.
Alle 7.30 mi sveglio e vado giù in paese a fare colazione e a comprare dell'ottima frutta (che poi si rivelerà pure tattica).
Una volta tornato in zona partenza gara, l'impianto è in funzione, quindi mi iscrivo e comincio di nuovo a provare. Sin dall'inizio, nonostante mi fossi svegliato pensando "Minchia, sono a pezzi" sento che invece sono in forma. Strano, considerate le millemila discese di ieri, ma anche no, in verità, perché la pista, come dicevo, è breve e non è scassata, quindi non è per niente fisica.
Mi fermo a guardare ulteriormente qualche punto che, ripensandoci ieri notte, mi ha lasciato perplesso e in un paio di punti capisco come correggere, in altri lascio un po' al caso.
In attesa della prima manche, poi, scendo per la pista rossa, per risvegliarmi dal torpore in cui sono caduto dopo le prove. Che meraviglia, svegliarsi e girare in bici, non ce n'è.
La prima manche va ok: sbaglio un paio di linee, mi impunto quasi su una robina un po' in discesa, sbatto le parti basse quando mi si chiude lo sterzo in un appoggio strano, quasi dimentico di chiudere a 90° una curva per prendere un droppettino, ma a parte questo comunque va tutto bene.
Prima della seconda manche c'è un bel po' di tempo, quindi con un altro ragazzo andiamo giù a vedere un taglio che è stato fatto poco prima dell'inizio della seconda manche. Lo proviamo e ci rendiamo conto che ci fa risparmiare un sacco di secondi.
Parto per la seconda manche, di nuovo tento di chiudere quel dannatissimo panettone ma non ci riesco (probabilmente solo i top top lo chiudono, dato che parlandone con la gente nessuno riesce ad atterrare sul landing e ciò un po' mi consola), poi dopo lo step up (wow, adesso lo faccio ogni volta!) entro poco convinto nell'appoggio che rientra nel bosco e quindi mi fermo, ma rilancio con un paio di pedalate e dopo un po' chiudo la seconda manche.
Non sono caduto nel vero senso della parola, ho giusto sbagliato un pochino qua e là ma per la prima volta ho fatto una gara sapendo dove mettere la ruota in anticipo. Questo perché l'ho provata tante volte e, soprattutto, perché è corta e ricca di punti di riferimento.
Sono poi rimasto particolarmente soddisfatto quando, in entrata nell'unico pezzo rottarello (giusto un pochino), saltavo via le pietre con le pompatine. Mi sono gasato, devo ammetterlo.
Sono scappato via subito al termine della gara per via del rientro (sono arrivato a Milano alle 22.30) e quindi non ho né tempi né nient'altro, ma visto il livello non dico d'essere arrivato ultimo, ma sarò nella bassa classifica. Come sempre, dopotutto.

Eppure non mi dispiace. No, perché sento di aver dato il 100% di quello che posso dare in questo momento, con le mie attuali capacità tecniche. Le quali ancora non mi hanno permesso di fare i due doppi, ma lo step up e il drop prima che lo chiudessero sì.

Sto migliorando.

(foto di Pa.Ver.)

Nessun commento:

Posta un commento