Ieri, avendo saltato la gara a Collio, sono andato a Laveno per girare nell'Iron Rock Bike Park.
Spenderò giusto due parole sul park perché è ancora in lavorazione (a detta di chi se ne occupa sono al 30% della realizzazione): le parti lavorate mi sono piaciute tantissimo, con ampi tratti in contropendenza, curve strettissime e ripide, passaggi tra pietre più o meno appuntite.. molto tecnico e guidato, non ci si può deconcentrare. Purtroppo però queste parti compongono solo 1/3 di ogni pista (ne ho provate tre, in compagnia di Paolo Cianci: blu, nera e rossa), con i rimanenti 2/3 su carrabile o addirittura, nel caso della pista blu, su asfalto. La nera, inoltre, al termine della carrabile include pure un lungo tratto da pedalarsi per tornare alla funivia.
Se riusciranno a evitare la carrabile e continueranno a tracciare come sulla rossa o sulla nera, sarà un park veramente tecnico (la rossa si riconnette alla nera a un certo punto, quindi ho fatto metà nera due volte e al secondo giro l'ho trovata veramente fantastica) e di grande scuola.
Parlando invece di me e della mia tecnica, il fatto di aver passato così tanto tempo su di una carrabile mi ha fatto capire un po' perché ho problemi in discesa. Quando ho cominciato ad andare in bici, l'anno scorso, ho cominciato direttamente a fare discesa nel senso stretto del termine, senza passare per cose come le discese XC, il motocross (che accostuma alla velocità e allo scassato) o quant'altro. Diciamo che è come se un neopatentato prendesse una macchina da F1 e cominciasse a girare in una pista.
Scendendo veloce sulla carrabile mi sono reso conto che avevo effettivamente il tempo di pensare a come avrei affrontato la curva, a mettermi nella posizione che ritenevo giusta e a fare la curva in un certo modo. Sono riuscito, quindi, a concentrarmi sulla tecnica perché il percorso era semplice e me lo permetteva.
Ho capito che mi mancano le basi dell'mtb, che ho in un certo senso saltato a pié pari: avrei dovuto prima imparare la tecnica su percorsi semplicissimi (leggi: carrabile) e poi applicarla su percorsi via via più difficili, invece ho fatto il contrario, arrivando a fare percorsi difficili senza alcuna tecnica, soprattutto senza aver preso confidenza con la bici.
Altro problema, poi, è l'usare questa bici solo due volte alla settimana: se con la bici che uso in città impennare e tirare dritto per millemila ore non è un problema, con la Canyon faccio più fatica, viste le geometrie e la posizione in sella completamente differenti. Se la potessi usare più spesso anche solo standoci seduto sopra sono sicuro che la situazione migliorerebbe e che la confidenza che le do aumenterebbe.
Ma amen: questo è quello che posso fare, questo è quello che ho fatto finora, quindi va bene così.
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