E anche questa l'ho provata: una lunga discesa - molto bella, per la cronaca - ma non gustata perché mi dimentico di portare dietro le scarpe con gli attacchi.
Ok, ho i pedali Shimano che hanno anche un po' di piattaforma, ma quando, appena cominciata la discesa, perdo entrambi i pedali, cambio immediatamente il ritmo e scendo piaaaaaano e caaaaauto. Oltretutto ho le scarpe con la suola così liscia che una donna pelosa che deve fare la ceretta ogni settimana mi invidierebbe non poco.
La discesa parte dai Corni di Canzo, dopo una salita non particolarmente lunga ma perennemente in pendenza. Affrontata però al giusto ritmo e con l'entusiasmo della prima volta (oltre al fatto che di notte non vedi oltre 20 metri davanti a te e quindi non ti viene quella roba tipo "Coooooosa? E devo salire di lì? Fuckin' hella!") si rivela meno faticosa del previsto. Ma l'ultima parte comunque non credo la ripeterò in sella tanto presto.
Inizialmente la discesa alterna tratti lisci esposti a tratti pietrosi, ma nonostante la traccia principale sia stretta, ci sono molte linee diverse che permettono anche di ottenere un flow decente. Peccato solo che con queste scarpe ad ogni piccolo sobbalzo corrisponda un piede che va dove vuole.
Alla fine riesco comunque a dare un senso alla discesa (tendenzialmente perché scopro una traccia nuova), quindi tornerò posto ad affrontarla.
Con le scarpe giuste e, perché no, di giorno.
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