lunedì 17 settembre 2012

Lavoro sul pistino day 2




Parte finale del ripido
che si butta nell'appoggio
Giornata numero 2 sul pistino.

Fortunatamente, contrariamente a quanto pensassi all'inizio, esiste un modo per accedere al pistino senza doversi spingere la bici per quelle pendenze esagerate.

Dopo aver identificato quindi il nuovo ingresso, siamo andati a controllare lo stato delle due sponde precedenti, in seguito alla pioggia di settimana scorsa. Hanno retto entrambe, anche se vanno riempite di nuovo. Lo faremo quando arriveremo di nuovo in quel punto, dato che i lavori, col nuovo punto d'accesso, si sono spostati più in alto.

I rovi hanno rappresentato il problema principale, dato che ce n'era una marea e abbiamo dovuto estirparli praticamente uno a uno con le vanghe e una zappetta piccolina. Questo ha portato via circa un'oretta e mezza, durante la quale comunque abbiamo trovato un sacco di rami anche grossi che avremmo poi usato per creare il terzo appoggio della pista (il primo che si incontrerà durante la discesa).

L'inizio del ripido visto dall'appoggio
Il passaggio, rimossi i rovi, è diventato un bel ripido un po' ondeggiato e, a forza di tirare giù terra per usarla nell'appoggio, sono affiorate delle pietre interessanti. Se le promesse verranno mantenute, quindi, tra pioggia e passaggi in bici (non troppi perché comunque il pistino rimarrà sempre segreto e quindi poco frequentato), teoricamente dovrebbe diventare un ripidino alquanto interessante.

L'appoggio visto dall'inizio del ripido
L'appoggio è la combinazione, in verità, di due appoggi che, insieme, formano questo appoggio bello lungo. La parte utile, ovvero quella che si deve usare per riuscire poi a continuare sulla linea corretta, sembrerebbe essere ok - non dico supersolida perché quello lo si vedrà solo con la bici - mentre la seconda parte non sembra particolarmente stabile.. ma teoricamente non la si dovrebbe usare perché bisognerebbe uscire dall'appoggio prima per poter risalire un attimo sulla cunetta successiva. La mia intenzione, in verità, è quella di creare un salto in uscita dall'appoggio che ti permetta di arrivare oltre la cunetta. Vedremo.
L'appoggio in tutta la sua magnificenza e.. mollezza

Sulla stabilità degli appoggi, comunque, la mia idea è di tornare su a rinforzali con della nuova terra, che poi verrà compattata dalla pioggia e, più avanti, dalla neve. Non sarà quindi un processo rapido e c'è anche la possibilità che vengano giù la prima volta che ci entrerò dentro con la bici. Per questo aspetto forse dovrei avvalermi della collaborazione di qualcuno più esperto. Appena sarà tutto pronto chiederò a qualcuno di dare un'occhiata e di aiutarmi magari a sistemare la cosa.

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