giovedì 3 maggio 2012
Peggiorando col tempo
Due anni fa avevo cominciato ad andare in bici da un anno.. e avevo un certo ritmo. Nessuna tecnica, nessun niente di niente, eppure ce l'avevo, un po' di ritmo. Basta guardare i risultati delle gare, dove lasciavo indietro qualcuno, arrivavo pochi secondi dopo qualcun altro.
E poi, invece, ho cominciato per qualche motivo a perdere colpi. E quelli che lasciavo indietro hanno cominciato a non starmi più dietro ma davanti; quelli che mi lasciavano indietro di poco adesso mi lasciano indietro di tanto; quelli più bravi di me, coi quali andavo a fare giri di piacere, a cui stavo relativamente vicino in discesa e ora li vedo col canocchiale; quelli che non li vedevo più se non a fine discesa e ora faccio fatica a star loro dietro.
Tante persone, di età diversa, di esperienza diversa. Quindi non solo giovani che, ovviamente, hanno margini di miglioramento decisamente più alti dei miei.
Forse è l'entusiasmo diminuito? Forse la voglia sempre minore di strafare, di spingermi oltre al mio limite? Due anni fa.. già.. quando tentavo tutto quello che volevo tentare, mentre oggi.. beh, basta guardare settimana scorsa, quando sul Canto sono sceso a piedi su due passaggi che ho sempre fatto in sella oppure sul Bisbino, dove col cazzo mi sono buttato per fare quei tornantini stretti stretti. E' vero, un minimo ruolo lo giocano anche l'umore e il mio stato fisico (sul Canto ero malaticcio; sul Bisbino ero devastato e preso male per una discesa continuamente interrotta da tronchi, da pezzi a spinta, da punti di risalita a piedi), ma è pur sempre minimo, non massimo.
Mi chiedo se siano loro, quelli che prima erano dietro e ora davanti, ad essere migliorati in massa, se più semplicemente io abbia cominciato a tirarmi sempre più indietro o se entrambe le cose.
Boh.
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