lunedì 18 aprile 2011

Non ho più il fisico

Sabato a Caldirola sono andato oltre. Oltre il mio stato fisico; oltre i miei normali ritmi.

Il risultato è stato che dopo circa 6 discese ho cominciato a perdere colpi e le ultime tre le ho fatte a ritmi infimi tanto da non avventurarmi nella decima perché non avrebbe avuto alcun senso.

Appena arrivato mi faccio qualche discesa in solitaria: cerco qualcuno a cui accodarmi, ma ogni volta non trovo nessuno, così scendo solo soletto (non riesco a incontrare Beppe, che probabilmente sale mentre scendo e viceversa).

Dopo qualche discesa si attacca a me un tizio - che poi scoprirò chiamarsi Gaetano. Non ci diciamo nulla finché non siamo di nuovo su: mi informa che vuole "cercare di starmi dietro". No, dico, a me. Vabbè.

Allora parto. Sbaglio completamente una curva, mi rigiro e lo vedo subito dietro. Quindi mi è stato alquanto attaccato al culo. Gli dico di andare, ma lui insiste che vada io. Prendo una curva successiva un po' malaccio e per evitare gli alberi, mi rovescio rotolando su alcune radici. Mi rialzo e lui è praticamente attaccato. Gli ripeto che se vuole andare avanti che ci vada pure, ma insiste di nuovo. Vabbè. Arriviamo giù.

Cominciamo a chiacchierare un po', perché anche lui fa gare di Superenduro (infatti ha una bici da enduro).

Torniamo su altre due volte e altre due volte lui vuole starmi dietro perché dice che così lo tiro. Ovviamente io DEVO tirarlo, quindi mi impegno appalla. Le discese vanno giù lisce, ma quando arriviamo sotto lui è praticamente subito dietro. Giriamo alle stesse velocità, io e Gaetano, con la differenza che per me questo è tirare forte, che lui ha 46 anni (12 in meno di me) e ha cominciato ad andare in bici tre anni fa (contro i miei due anni). Insomma, ne ha!
Nell'ultima parte della pista rischio di perdere il manubrio a causa del dolore alle braccia e alle mani, quindi decidiamo di fermarci per pranzare. Mi rendo però già conto che in queste tre discese ho dato tutto quello che avevo, perciò al pomeriggio gli chiedo di mettersi davanti. Meno male, perché tra errori e stanchezza mi lascia un pochino indietro.
Nella seconda discesa a parti invertite mi riprendo un po', standogli ben attaccato al culo.
Vado su per la terza, gasatissimo, ma appena partiti mi rendo conto che non ne ho proprio più, che il mio essermi ripreso è durato ben poco.

Mi fermo, ci scambiamo i numeri con l'idea di rivederci presto a girare insieme - spero proprio di sì, visto l'effetto che mi fa! - e mi dirigo verso Milano: sono davvero devastato.

Sarà perché non faccio più palestra come prima? Sarà perché ho spinto dibbrutto in un posto come Caldirola che, a tratti, è davvero spaccata? Non lo so, ma bisogna fare qualcosa, perché non posso essere sfondato così tanto da non riuscire ad andare in bici il giorno dopo.

Comunque sia, mi sono proprio divertito, per la seconda volta di fila, a Caldirola.

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