lunedì 25 ottobre 2010

Guidati da Ducci a San Romolo

Finalmente sono riuscito a girare a San Romolo, con Ducci e Macheda come guide.

I percorsi sono davvero belli e fisici e per l'ennesima volta posso confermare la mia difficoltà nell'affrontare le curve: quando si tratta di passaggi anche rotti ma decisamente dritti, mollo i freni e vado giù in modo deciso, con pompate e saltini e saltelli per evitare questo o quell'ostacolo. Nel momento in cui invece devo entrare in una curva, anche con appoggio, allora ecco che le dita si attaccano ai freni e che comincio a perdere terreno.

Nonostante ciò, mi sono divertito parecchio, soprattutto sulla DH, anche se il drop che butta nella seconda parte della pista l'ho fatto solo una volta: data l'altezza e la velocità infima a cui l'ho preso, ho buttato esageratamente il peso indietro per evitare l'impunto, quindi nel momento in cui sono atterrato l'anteriore era totalmente scarico e ho perso il controllo della bici. Il fatto che subito dopo l'atterraggio ci fosse una sorta di piccolo droppettino ha peggiorato il tutto e non so come sia riuscito a stare in sella.

In uno dei lunghi trasferimenti su asfalto tutto in discesa ho potuto finalmente provare l'ebbrezza di un manual che si possa chiamare tale, dato che la velocità veniva mantenuta dalla discesa stessa e io mi dovevo solo preoccupare di bilanciarmi e andare dritto (assicuro che a volte non è facile, con la bici che mi pende da un lato o dall'altro). Mi sono decisamente gasato e mi sono pure sentito figo. Tranne quando, in uno dei tentativi, la bici mi è andata verso destra vicino al guardrail e per evitarlo l'ho buttato giù con la ruota storta, quasi cadendo.

Peccato non avere discese in cui esercitarlo qua a Milano - potrebbe essere meglio così, dato che per tenerla in piedi dovrò lavorare tantissimo di gambe, mentre in discesa sembra si possa andare molto di freno. Vorrei anche cominciare a capire come riuscire a usarlo durante la discesa, perché ho provato a mettercelo dentro in alcuni punti (ad esempio su due dossi uno dietro l'altro), ma non ho assolutamente chiaro in testa quale possa essere il movimento per ottenere il risultato voluto.

Tirando le somme, curve e in generale sfiducia sulla tenuta delle gomme mi mandano decisamente in crisi, mentre il rotto mi gasa. In pratica ho ancora profonde lacune tecniche. Oltre al fatto che, ripensando alla mia guida, ho come la sensazione di tenere troppo il peso indietro.

p.s. nonostante avessi la pressione di 2.0 al posteriore sono riuscito o a forare o a pizzicare (devo ancora guardare cos'ha provocato lo sgonfiamento della ruota) durante l'ultima discesa. Se dovessi aver forato, allora la pressione dovrebbe andare bene lo stesso; se invece dovessi aver pizzicato, dovrò portare la pressione a 2.5, però già so che avrò problemi perché sulla DH Uomini ne ho avuti con quella pressione. Incrocio le dita e spero d'aver forato.

Nessun commento:

Posta un commento