lunedì 30 agosto 2010

Domenica un po' a casaccio

Dopo una sveglia prestissima, arrivo a Pezzeda, dove incontro Omar, nonostante le nuvole gonfie mi facciano temere il peggio (es. girare sotto la pioggia). Invece il tempo è decente, ma il troncone superiore della seggiovia non funziona. Porca merda, ma con Pezzeda proprio non ci vado d'accordo: l'anno scorso, due su tre pioveva e la terza la il troncone superiore non funzionava.

Fortunatamente c'è un amico di Omar, un certo Gianni, che deve portare un gruppo su su su a fare la FR4 col furgone e ci uniamo a loro.

Là in cima fa freddo, quindi mi scaldo facendo su e giù con la bici in attesa che si preparino tutti. Solo che poi, a mia insaputa, c'è un po' da pedalare in salita. E quindi si pedala.

Cado in salita su della soffice erba. Riparto.

Comincia la discesa, ma a un certo punto rimango da solo e non capisco bene dove debba andare, quindi vado totalmente a caso. Scendo per un pratone e ovviamente finisco con la ruota dentro a un buco, perciò rotolo giù con la bici che mi salta sopra. Vabbè. Mi rialzo e riparto.

Si scende e scende e scende praticamente su una carrabile tutta smossa finché si arriva in mezzo al bosco e lì ci sono un po' di passaggi ostici e affrontandoli tutti per la prima volta, i ritmi sono abbastanza bassi, ma non fa niente. Il problema è che si scende un po' e poi si deve pedalare; si scende un altro po' e poi si deve pedalare di nuovo.

Finiamo poi su un'altra sorta di carrabile, stavolta fatta di lastre di pietra e ciottolato, ovvero il fondo che più odio al mondo e infatti i miei ritmi diventano quasi letargici e me ne fotto di come faccio quelle curve strette su ciottolato, buttando giù la gamba, frenando come un dannato e derapando totalmente via col posteriore.

Arriviamo alla fine e scopro che o aspetto qualcosa come 45 minuti per essere riportato su all'auto, oppure mi faccio 5km in leggera salita (circa 200 metri di dislivello, secondo Google Earth) pedalando. Ovviamente, non avendo pedalato granché di questi ultimi tempi, opto per la seconda e vado su. Come un razzo. Certo, la pendenza non è niente di che, ma il mio ritmo mi spaventa e convinto di scoppiare da un momento all'altro, arrivo su a Collio, dove lavo la bici e torno verso casa.

Una sola discesa, per quanto lunga, intermezzata da tantissimi tratti pedalati/a spinta.

Vabbè, facciamo finta che volevo allenarmi a pedalare.

Finalmente questa settimana riapre la palestra: è un mese che non faccio pesi.

p.s. mi fa male il mignolo sinistro, che ho straspiegazzato sabato alle Betulle, e in generale mi fa male stringere i pugni.. chissà come mai..

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